Nelle prime fasi di una relazione sentimentale è naturale sperimentare una forte attivazione emotiva: il desiderio di vicinanza, il piacere dello stare insieme, la condivisione di progetti
e l’attrazione reciproca. Questi aspetti rappresentano dinamiche fisiologiche dell’innamoramento e, pur nella loro intensità, non compromettono l’autonomia personale né la capacità di mantenere i
propri interessi, valori e relazioni esterne. Mentre
l’innamoramento fisiologico sostiene la crescita personale e l’apertura all’altro, la Dipendenza Affettiva riduce progressivamente la libertà interiore e trasforma il rapporto in un vincolo che
impoverisce la persona, e presenta alcuni tratti distintivi:
-
Paura costante di abbandono: la relazione diventa fonte continua di ansia e insicurezza.
- Sensazione di vuoto e smarrimento quando si è soli, come se la vita perdesse significato senza il partner.
- Bisogno incessante di rassicurazioni, che non riescono mai a colmare il senso di fragilità interiore.
- Progressiva rinuncia a sé stessi: abbandono di spazi, bisogni e valori personali pur di mantenere il legame.
- Intensità e pervasività: pensieri e comportamenti legati al partner diventano dominanti, fino a occupare gran parte della vita psichica e quotidiana.
- Perdita di autonomia: sacrificio crescente della propria identità e delle proprie aspirazioni.
- Compromissione del funzionamento: deterioramento significativo in ambito lavorativo, sociale e familiare.
- Comportamenti di controllo e compiacenza: alimentati dall’ansia di perdita e dal timore dell’abbandono.
- Dipendenza emotiva: il partner è percepito come unica fonte di sicurezza, amore e cura, rendendo difficile sviluppare strategie autonome di autoregolazione.
CONVINZIONI E VISSUTI INTERNI
Chi soffre di Dipendenza Affettiva condivide pensieri e vissuti ricorrenti che alimentano il disagio:
-
Solitudine/noia intollerabile: vuoto e inquietudine quando non si è in una relazione.
- Dipendenza esistenziale dalla relazione: convinzione di aver bisogno di un legame sentimentale per dare senso e direzione alla propria vita.
- Paura della rottura della relazione: convinzione di non poter vivere senza il partner, disperazione profonda o pensieri suicidari quando una relazione si interrompe.
- Illusione salvifica: credere che il “partner giusto” possa risolvere ogni problema o che la sofferenza dipenda solo dall’aver incontrato la “persona sbagliata”.
- Vissuto ambivalente: la vita appare insopportabile da soli, ma anche costrittiva, ansiogena e insoddisfacente quando si è in coppia.
- Perdita di controllo: sensazione di essere dominati da emozioni altalenanti e intense, sulle quali si sente di non avere alcun potere.
- Auto-percezione negativa: vissuti di insicurezza e inadeguatezza, gelosia e disperazione, spesso confermati dalle critiche e dai comportamenti del partner.
COMPORTAMENTI RICORRENTI
Relazionali e quotidiani
-
Incapacità di interrompere relazioni insoddisfacenti o dannose.
- Attrazione verso partner indisponibili, problematici o inaffidabili.
- Ricerca compulsiva di nuove relazioni (serial dating) o rapporti paralleli.
- Negazione o minimizzazione dei difetti del partner pur di mantenere la relazione.
- Difficoltà a dire “no” e ad affermare i propri confini.
- Trascurare interessi, impegni personali, amicizie e famiglia per dedicarsi unicamente al partner.
- Fantasie ricorrenti legate all’“amore perfetto” o al “principe azzurro”.
- Comportamenti di controllo (sorvegliare, spiare, verificare).
- Compromissione della stabilità economica o della reputazione per compiacere l’altro.
- Pensieri ossessivi sul partner che limitano la concentrazione in altre aree della vita.
- Adattare i propri interessi a quelli del partner o rinunciarvi per mantenere la vicinanza.
Sessuali
-
Rapporti sessuali senza considerare rischi o conseguenze.
-
Pratiche sessuali impulsive o non sicure.
-
Confusione tra sessualità, passione e amore autentico.
-
Utilizzo del sesso come strumento per trattenere o compiacere il partner.
-
Molteplicità di partner nello stesso periodo.
-
Uso della sessualità per fuggire da solitudine, vuoto o infelicità.
-
Atteggiamento costantemente seduttivo.
-
Sfruttamento del sesso per ottenere amore, attenzioni o vantaggi materiali.
Psicologici
-
Negligenza verso se stessi: dedicare energie e cure all’altro trascurando bisogni e limiti personali.
-
Scarsa consapevolezza emotiva: difficoltà a riconoscere e nominare le proprie emozioni.
-
Disregolazione affettiva: difficoltà nel gestire le emozioni come ansia, rabbia, tristezza, colpa o vergogna.
-
Ricerca continua di approvazione: bisogno costante di essere amati e accettati, con scarsa percezione interna del proprio valore.
-
Irritabilità e comportamenti aggressivi quando non si ottengono le attenzioni desiderate.
-
Vergogna per i propri comportamenti: senso di colpa e imbarazzo legati alle proprie modalità relazionali, considerate sbagliate e indesiderabili
.
-
Attribuzione esterna del malessere: convinzione che la sofferenza dipenda solo dai comportamenti del partner.
-
Senso di colpa interiorizzato: sentirsi responsabili dei comportamenti negativi dell’altro.
-
Tolleranza alla sofferenza: accettazione di condotte dolorose e dannose pur di mantenere il legame.
-
Sintomi psicologici: ansia, depressione, vissuti di vuoto e angoscia.
-
Comportamenti autolesivi o ricattatori: minacce di suicidio o di farsi del male in caso di distacco.
-
Uso di sostanze: ricorso ad alcol, droghe o psicofarmaci per attenuare le emozioni dolorose.
-
Paura ossessiva dell’abbandono, vissuto come una vera e propria “apocalisse emotiva”.
La Dipendenza Affettiva non si riduce dunque a un semplice bisogno d’amore o di vicinanza, ma rappresenta una condizione complessa che coinvolge pensieri, emozioni e comportamenti
disfunzionali. Nel tempo, queste dinamiche portano la persona a sacrificare la propria autonomia, la propria identità e il proprio benessere pur di mantenere il legame con il partner.