PERCHÉ NON PORTO MAI A TERMINE LE COSE?

SCRITTO DA: Annalisa Barbier

 

Quante  volte vi siete chiesti come facciano gli altri a svegliarsi sempre presto al mattino per andare a correre, oppure a portare a termine la stesura di un libro o della tesi, a perdere peso o cominciare un programma di allenamento fisico con costanza e determinazione?

Gli esempi potrebbero esser davvero tanti e diversi a seconda delle proprie necessità, tuttavia la storia che si ripete è sempre la stessa: OGNI VOLTA CHE INIZIATE QUALCOSA FINITE PER LASCIARLA A META’ SENZA PORTARLA A TERMINE.

Che si tratti della dieta, di un libro da leggere, di un esame da preparare, di un programma di allenamento o di un maglione lavorato a maglia, il punto è sempre lo stesso: non riuscite a portarlo a termine.

All’inizio vi sentite motivati e magari anche eccitati all’idea di iniziare una nuova “avventura”, o comunque vi sentite in grado di portare a termine quel compito importante che avevate in sospeso… ma ad un certo punto vi smontate; la vostra motivazione e la vostra capacità di concentrazione su quella cosa decrescono lentamente fino a svanire, lasciandovi privi di interesse, di volontà e di motivazione a portare a termine ciò che avevate tanto convintamente iniziato. Così vi raccontate la vecchia favoletta del “Tanto non mi interessava davvero…” oppure l’altra consolante versione del “magari ci riprovo in un altro momento”…

Ma la verità è che non ci riproverete probabilmente mai più… o forse, svogliatamente, dopo qualche tempo, per poi lasciare nuovamente le cose a metà.

 

Si tratta di un atteggiamento piuttosto diffuso che, prima o poi, ha riguardato un po’ tutti noi. Tuttavia è un atteggiamento che spesso lascia esiti decisamente spiacevoli o negativi: ci si inizia a sentire incapaci di impegno, annoiati, privi di iniziativa o peggio si comincia a perdere la stima di sé e la fiducia nelle proprie capacità e nella propria forza e determinazione. Alla lunga, un atteggiamento del genere può provocare sofferenze psicologiche legate al calo di autostima e di motivazione, ad un senso strisciante di noia e disinteresse diffuso, ad una forma di apatia e pigrizia fastidiose fino a impedirci di sviluppare concretamente abilità e capacità che invece ci servirebbero per realizzarci!


Perché lasci le cose a metà?

Rimandare qualcosa e una forma di EVITAMENTO del disagio che si prova quando ci si deve impegnare: 1) si teme di non fare le cose “alla perfezione” quindi alla fine si abbandona il campo; 2) non si ha voglia di affrontare impegno e difficoltà preferendo gingillarsi in qualcosa di meno impegnativo come fare le pulizie, riordinare la scrivania o guardare la TV (aiuto…!!!); 3) si teme che, dopo aver terminato il tale impegno, ci sarà il “vuoto”…; 4) si teme il cambiamento (soprattutto nel caso delle diete).

Quello che in certi casi viene a mancare è la capacità di avere AUTODISCIPLINA, che non è una dote innata ma una qualità che si acquisisce attraverso l’esercizio costante. Se al mattino quando suona la sveglia invece di alzarvi e attivarvi vi tirate le coperte sulla faccia e continuate a dormire “altri 5 minuti”, insegnate alla vostra mente ad essere pigra; se, quando siete a dieta, dopo cena non rinunciate alla porzione di dolce con tutte le sue calorie di troppo, condizionate la mente ad essere debole e cedevole di fronte alle tentazioni, la lasciate essere molle e inaffidabile.

 

Queste lezioni vi insegneranno alla fine una sola cosa: che non potete fare conto sulla vostra forza di carattere e sulla vostra determinazione. Vi insegneranno che non siete assolutamente capaci di impegnarvi e di portare a termine le cose, anche quando si tratta di cose importanti e utili per il vostro benessere e per la vostra realizzazione. Imparerete gradualmente che siete deboli e incapaci… ma in realtà, come avete imparato ad essere molli e deboli, potete imparare ad essere determinati, forti e fiduciosi in voi stessi!  Occorre allenamento.

Come educarsi alla disciplina

 

1)   Semplificare  e fare ordine: se la vostra vita è disordinata e caotica, piena di mille cose da fare che sembrano tutte ugualmente importanti, se avete poco tempo a disposizione per i vostri interessi, allora dovete prima di tutto stabilire delle priorità ed eliminare le ridondanze, evitate di sentirvi sopraffatti dalle cose da fare o dalle circostanze ed imparate a rinunciare a ciò che non è impellente o necessario. In questo modo potete utilizzare tempo ed energia in maniera finalizzata ed ordinata.

2) Gradualità: apprendere la disciplina non avviene da un giorno all'altro. Sappiate che è come allenare un muscolo: occorrono tempo e costanza, ma alla fine la ricompensa sarà davvero grande! Quindi stabilite obiettivi semplici e raggiungibili attraverso una “lista degli obiettivi”, e divideteli in sotto-obiettivi; questo vi permetterà di procedere con la giusta gradualità verso  la meta finale senza sforzi inutili.

3) Imparate la disciplina con un gioco di premi e punizioni: potete chiedere il sostegno del partner o di un amico, un collega di lavoro o un altro familiare. Stabilite di premiarvi ogni volta che portate a termine un impegno o una  tappa nella vostra “lista di obiettivi”, e parimenti stabilite una “punizione” ogni volta che venite meno all'impegno preso.

4) Non lasciatevi bloccare dal fallimento: non usate il fallimento come una scusa per arrendervi e rimettetevi subito all'opera! Quando un bambino cade dalla bici mentre impara ad andare senza rotelle gli si suggerisce sempre di non mollare e di risalire fino a quando no sarà capace di trovare l’equilibrio, attraverso prove e tentativi ripetuti. Così dovete fare voi. E’ un impegno inizialmente davvero difficile, che nel tempo diventerà però sempre più facile.



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Commenti: 3
  • #1

    Elle (lunedì, 08 ottobre 2018 22:01)

    Questo articolo mi è servito molto, anche perchè ho sempre dato la colpa di questa mia "pigrizia" a qualche mancanza in giovane età come ad esempio il divorzio dei miei genitori. Pensando non fosse colpa mia ma di qualche "sindrome", come quella dell'abbandono, e che quindi non avrei potuto farci niente. Leggendo questo articolo ho capito che fino ad ora sono stato io il mio nemico, grazie.

  • #2

    Quindi (lunedì, 10 dicembre 2018 22:43)

    Non e il primo amico che purtroppo singolo e senza figli con eta comprese dal 1960 al 1965 se ne esce con questa frase << a questo punto.... per la vita che ho fatto...... era meglio che non fossi venuto mai al mondo >> ma uno che ragiona cosi cosa significa?

  • #3

    Annalisa (martedì, 11 dicembre 2018 08:34)

    Detto così, la considerazione che posso ragionevolmente fare è che la persona di cui mi scrive la
    l'affermazione stia attraversando un momento difficile, in cui rimette in discussione le proprie scelte ed il senso di esse. Potrebbe essere un momento in cui l'umore è molto giù e le riflessioni sono di natura pessimistca e negativa anche sul futuro. In questo caso, se tale condizione dovesse perdurare e interferire con il normale svolgimento delle attività di vita, sociale e professionale, è utile ricorrere al sostegno di un professionista.