10 SUGGERIMENTI PER SUPERARE IL SENSO DI COLPA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A cura di Annalisa Barbier

 

Ognuno di noi si è trovato almeno una volta nella vita, a provare sensi di colpa per qualcosa che ha fatto, pensato, o provato. Tuttavia i sensi di colpa, sebbene dolorosi, non sono utili in quanto non permettono di modificare il passato, né di cancellare le conseguenze di un nostro comportamento. Inoltre, può accadere di sentirsi in colpa per qualcosa che non è dipeso direttamente dalla nostra volontà ma dalle circostanze (come accade ad esempio ai superstiti di incidenti, eventi catastrofici o traumatici) o dalle scelte e dai comportamenti di qualcun altro.

Ciononostante, i sensi di colpa rappresentano un sentimento davvero difficile da gestire, in grado di provocare dolore psicologico e ripercussioni nella vita pratica (lavoro, famiglia, relazioni sentimentali ecc.), sopratutto a chi - per educazione o carattere - tende già ad avere poca considerazione di sé, a svalutare i propri bisogni, a credere di dover sempre anteporre i bisogni e i desideri altrui ai propri.

 

In molti casi dunque, può essere di aiuto imparare a gestire in modo costruttivo quei sensi di colpa che non si rivelano utili a nessuno, ma solamente distruttivi. Di seguito, dieci suggerimenti per imparare a gestire e a rendere costruttivo un sentimento tanto comune quanto spesso inutilmente distruttivo.

 

1) ACCETTA LE COSE DI TE CHE TI PIACCIONO MA CHE AGLI ALTRI POTREBBERO NON PIACERE: devi essere tu ad approvarti non ricercare a tutti i costi l’approvazione degli altri

2) RICONSIDERA IL TUO SISTEMA DI VALORI, REGOLE ED ASPETTATIVE: quali sono i valori in cui davvero credi profondamente? Mantieni questi ma lascia andare gli altri, quelli magari indotti dalla società o dalla famiglia in cui però non credi davvero.

3) IMPARA A TOLLERARE IL DISAPPUNTO e la disapprovazione degli altri perché è anche  il timore di essere disapprovato che ti tiene legato ai sensi di colpa

4) Quindi mostra a tutti coloro che tentano di manipolarti con il senso di colpa che tu SEI PERFETTAMENTE IN GRADO DI SOSTENERE IL LORO DISAPPUNTO. Non potranno avere più il loro dominio emozionale su di te

5) TIENI UN DIARIO DEI SENSI DI COLPA in cui annotare tutte le volte che ti senti in colpa, specificando perché hai tale stato d’animo, e scrivendo cosa puoi fare per evitare di rifare gli stessi errori del passato.

6) Domandati COSA STAI EVITANDO CON I SENSI DI COLPA SUL PASSATO. Forse di impegnarti per agire diversamente? Di comprendere che non sei come gli altri ti vorrebbero? Di capire che i tuoi valori morali sono diversi da come credevi? Certamente stai evitando qualcosa che reputi poco piacevole o molto impegnativo: cosa è?

7) Sii consapevole che il PASSATO E’ QUALCOSA DI IMMUTABILE. Per quanto ti possa struggere non lo potrai ambiare perciò dì a te stesso: “sentirmi in colpa non cambierà le cose e non mi renderà migliore”. Quindi rimboccati le maniche e vai avanti.

8) IL SENSO DI COLPA NON CAMBIA LE COSE. Fai una lista di tutte le cattive azioni che hai commesso in passato e assegna ad ognuna un punteggio (da 1 a 10) di quanto ti fa sentire in colpa. Renditi conto che il PRESENTE RESTA IDENTICO che tu abbia ottenuto un punteggio di 100, di 10 o di un milione. 

9) IMPARA A VALUTARE IN ANTICIPO LE CONSEGUENZE DELLE TUE AZIONI e modifica il tuo comportamento di conseguenza. In tal modo agirai in maniera attiva e costruttiva invece di farti bloccare dal senso di colpa 

10) FAI DELIBERATAMENTE QUALCOSA CHE STUZZICA IL TUO SENSO DI COLPA: fatti delle vacanze da solo, o non dare la mancia per un servizio che non hai richiesto. Imparerai così ad evitare il senso di colpa e a tollerare il disappunto degli altri. 

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Commenti: 47
  • #1

    Michele (venerdì, 29 gennaio 2016 15:49)

    Grazie Annalisa sei vramente bravissi

  • #2

    Carolina (martedì, 26 aprile 2016 18:41)

    Buonasera Dottoressa,
    Il mio senso di colpa e' dovuto al fatto di aver detto una bugia (che frequentavo l'università) poi, "smentita" in modo brutale dicendo che "preferivo lavorare" solo perché il ragazzo di cui ero (forse) innamorata mi ha fatto il lavaggio del cervello su "quanto siano stupide le persone non laureate..."
    La mia autostima bassa dell'epoca e la mia quasi guarigione dalla depressione mi hanno portata a mentire in modo così scemo.
    Mi sento una stupida e, per quanto a lui ora non importi molto il fatto che io lavoro anziché studiare, io mi sento in colpa per aver mentito e mi fa paura il fatto che lui possa scoprire la mia bugia.
    La Paroxetina mi ha aiutata, all'inizio, come lo Xanax, ma ora il senso di colpa mi sta divorando... Letteralmente.
    Ma non posso dirgli la verità perché se lui se ne andasse, io morirei di solitudine: ho solo lui di vicino ora.
    So che non si capisce molto, ma volevo raccontare il mio problema nel modo più ampio.
    La ringrazio per l'attenzione.

  • #3

    Marcello Ranieri (giovedì, 28 luglio 2016 23:31)

    Grazie , estremamente utile.

  • #4

    Michela (domenica, 16 ottobre 2016 21:51)

    Buona sera dottoressa! Io ho piu di trenta anni ed fin d'ora ho sempre avuto un rapporto molto legato con i miei genitori e specialmente con la mia mamma. Fino qua direi che vs tutto bene però purtroppo non è così. ....non da tanto ho dovuto raffreddare la mia relazione con la mia mamma perché mi guida la vita. Io ho già la mia famiglia con due figlie però forse perché loro e mio marito stanno bene gli o messo in un secondo piano. Adesso dopo una discussione con la mia mamma che mi ha ferito molto ho capito che voglio che lei fosse in un secondo piano. Non e facile perché lei vedendo mr che prendo i miei spazi cosa che non lo mai fatto fin ora si e buttata ancora più giù di me , io essendo gia in depressione. Ora io dottoressa ho senso di colpa per quanto la riguarda . IO ho bisogno di vivere la mia vita essendo che momentaneamente ho anche sto disturbo alimentare provocato da questa situazione. La prego di rispondermi! Come devo fare per riavere di nuovo una vita serena e tranquilla? Io ho sensi di colpa per quanto riguarda la situazione creata! Mi può dare dei consigli per favore?

  • #5

    Annalisa Barbier (lunedì, 17 ottobre 2016 09:53)

    Gentile Michela buongiorno e grazie per avermi scritto.
    La situazione che mi descrive merita certamente un approfondimento in merito alle dinamiche relazionali in atto con la sua migliaia di origine - in particolare con sua madre - e con la sua nuova famiglia, quella creata con suo marito ed i suoi figli. La presenza di un disturbo del comportamento alimentare indica a mio avviso che sarebbe molto utile che lei si rivolgesse ad un professionista psicologo della sua zona, per superare queste difficoltà, ricostruire la propria autonomia all'interno delle relazioni familiari e ritrovare un equilibrio ed benessere che sembra aver perduto. Un caro saluto

  • #6

    Loredana (giovedì, 05 gennaio 2017 19:38)

    Grazie ,in questo momento di passaggio il tuo contributo è qualcosa di unico di grande consapevolezza ...oltre alle chiarezza ...lori

  • #7

    Sabrina (lunedì, 30 gennaio 2017 10:50)

    Buongiorno dottoressa...le scrivo perché i n questi giorni ho un gran sensi di colpa nei confronti di mio figlio che mi sta distruggendo...le spiego... l'anno scorso dopo aver compiuto 18 anni decide di farsi un tatuaggio..io ero contraria e così mi è venuto incontro accettando di farlo più piccolo di quello che voleva.. quando è tornato ho notato che non era felice così mi sono sentita in colpa per averlo condizionato....una settimana fa ha deciso di farne un altro sotto per ingrandire il precedente... questa volta non mi sono intromessa ma il risultato è stato peggio del precedente perché ha fatto una cosa pacchiana che non piace a nessuno e credo che un giorno se è pentirà...ora sto malissimo perché penso che ho sbagliato tutte e due le volte...se l'avessi lasciato libero la prima forse non avrebbe fatto il secondo...e se non fossi stata indifferente la seconda volta sono sicura che l'avrei convinto a fare qualcosa di più delicato.....sono distrutta perché i tatuaggi sono cose permanenti e ormai non si può più tornare indietro.... però io non riesco più a dormire e a lavorare...sono come bloccata dalla paura di avere sbagliato tutto e di aver rovinato la vita di mio figlio..con lui ho sempre avuto un bellissimo dialogo e lui ci tiene a non deludermi perciò mi pento di non aver affrontato l'argomento prima che lo facesse.. sicuramente l'avrei convinto a fare qualcosa di diverso...ma avevo paura di condizionarlo nuovamente..lui mi dice che se continuo a stare male finirò per fargli odiare i tatuaggi e poi sarà lui a stare male per tutta la vita. Mi sforzo davanti a lui di stare bene,ma appena esce cado in un'angoscia profonda...cosa posso fare per superare questo dolorosissimo senso di colpa?
    Grazie in anticipo

  • #8

    annalisa (martedì, 31 gennaio 2017 14:35)

    Cara Sabrina,
    comprendo la sua preoccupazione di voler fare il meglio per suo figlio senza eccedere in un senso nè nell'altro, ma tormentarsi così no l'aiuterà ad essere una mamma migliore.
    quando iniziano questi pensieri disturbanti ricordi due cose:
    1) si tratta solo di un tatuaggio
    2) sui figlio ha il diritto e il "dovere" di prendersi la responsabilità delle sue scelte poiché non solo è maggiorenne, ma dovrà capire che nella vita si è responsabili in prima persona di ciò che si decidere di fare. E non fare.
    quindi si tranquillizzi: una mamma non si deve sostituire alle decisioni di un figlio ma semplicemente guidarlo fin dove lecito, fin dove possibile.
    Un caro saluto

  • #9

    Sabrina (martedì, 31 gennaio 2017 21:15)

    Grazie mille dottoressa... proverò a seguire il suo consiglio... è quello che mi ripeto dal primo giorno...ma tutte le volte che cerco di razionalizzare il cuore inzia a battere all'impazzata ed è come se mi paralizzo....ormai quando penso a qualsiasi cosa che riguarda mio figlio mi compare davanti l'immagine del tatuaggio e inizio a colpevolizzarmi per non aver saputo gestire la situazione... spero che mi passi presto... Grazie ancora

  • #10

    Sandra (mercoledì, 22 febbraio 2017 20:57)

    Cara dottoressa, a causa delle mie tante insicurezze ,dei miei insistenti controlli nei confronti di mio marito lui ha deciso per un po di andare dai suoi genitori sto già facendo un percorso con una psicologa ma i sensi di colpa per aver fatto del male in primis a mio marito e aver messo in crisi il matrimonio mi dilaniato l'anima come si fa a far sparire questi sensi di colpa allucinanti da togliere il fiato e voglia di vivere? Grazie

  • #11

    Antonella (venerdì, 24 febbraio 2017 18:04)

    Buonasera dottoressa,
    le scrivo perché è da troppo tempo che ho sensi di colpa soprattutto nei confronti di mia madre.
    Sono fidanzata con un ragazzo che lei non ha mai approvato e io mi sentivo in colpa qualsiasi cosa facessi, a tal punto da non riuscire a godermi nulla, un viaggio, una cena e alla fine la decisione della convivenza con il mio fidanzato. Purtroppo la convivenza è andata male tanto che ho lasciato il mio fidanzato e sono tornata a casa da mia madre. Dopo qualche mese, ho deciso di riprovare a dare fiducia al mio ragazzo sapendo di essere ancora innamorata di lui e lui di me e questa mia decisione ha incrinato ancora di più il rapporto con mia madre tanto da volerla evitare. Il mio senso di colpa è peggiorato incredibilmente e non so come uscire da questa situazione. La prego di rispondermi
    Grazie

  • #12

    annalisa barbier (sabato, 25 febbraio 2017 18:43)

    Cara Antonella,
    a volte portare avanti le proprie decisioni può porci in conflitto con le aspettative, i punti di vista e i desideri degli altri, compresi i nostri genitori. Ma è lei che deve decidere della sua vita e comprendere cosa davvero desidera fare, soprattutto nell'ambito delle relazioni sentimentali. Non conosco le ragioni per cui sua madre non approva il suo attuale fidanzato per cui non posso dire nulla di più di questo,se non ricordarle di riflettere seriamente e con giudizio sulla bontà, serietà e validità del suo attuale fidanzato.sentimentale.
    Se siete felici insieme, sua madre se ne dovrà fare una ragione.

  • #13

    Antonella (lunedì, 27 febbraio 2017 18:40)

    Grazie dottoressa per avermi risposto,
    mia madre non ha mai veramente accettato il mio fidanzato, all'inizio a causa di pregiudizi legati al suo aspetto (tatuaggi su tutto il corpo = cattivo ragazzo, probabilmente drogato) e in seguito a causa del suo carattere piuttosto focoso che ci portava a scontri.
    Il rapporto tra me e il mio fidanzato si è evoluto nel corso nel tempo ma mia madre non se n'è mai realmente resa conto e non ha mai realmente dato fiducia alla mia relazione. Probabilmente anche a causa del senso di colpa che provavo e che non mi dava modo di renderla partecipe delle cose belle, facendo percepire solo i momenti di malessere.
    So che io e il mio fidanzato saremo felici e vorrei tanto farlo capire a mia madre (forse questo mio desiderio è legato al fatto che ho sempre cercato l'approvazione di mia madre).
    Ma lei ha ragione e credo che con il tempo le cose miglioreranno.
    Grazie ancora

  • #14

    Clara (mercoledì, 29 marzo 2017 19:44)

    Buona sera gentile dottoressa... A causa di alcune cose successe in passato a livello sentimentale,mi hanno segnato molto!.. Adesso Non riesco a capire perché ultimamente il mio modo di vedere le cose in generale si è accentuato in maniera negativa..forse perche sono troppo rigida con me stessa ..perché quel passato io lo considero come un errore ?..non lo so ..voglio fare molto..voglio vivere in modo sereno (sono una ragazza molto emotiva).. Attualmente nella mia vita è presente un ragazzo..ci siamo frequentati...stiamo bene quando siamo insieme solo che poi da parte mia non riesco a portare avanti la relazione e ho avuto conferma che qualsiasi situazione non riesco a viverla in modo tranquillo passo passo,come se ogni volta aspetto sempre quella negatività che sta per portarmi via..eh pure io vorrei fare tante cose ma poi non mi riesce niente perché mi ritorna questo stato che le ho descritto..!alcuni momenti quando sono "distratta" e poi di colpo mi ricordo di questo status mi sale l amarezza perché è come un tunnel che non mi fa vedere bene ciò che voglio vedere..è brutto perché è come se la mia vita si è fermata in questo modo e non passa mai ....lei cosa ne pensa dottoressa ?..sarà solo ansia?... Ho 22 anni aggiungo..sono una persona allegra e mi dicono anche forte...sono responsabile perché ho un lavoretto anche ...non capisco perché io debba sentirmi cosi nonostante siano passati un paio di annetti.! Un caro saluto ..aspetto un vostro pensiero...

  • #15

    Elena (martedì, 11 aprile 2017 20:54)

    Gentile dottoressa,
    Io ho da sempre mille sensi di colpa per tutto (sfera sessuale, scolastica, professionale, sentimentale). Provengo da una famiglia molto religiosa (papà diacono) crescendo ho maturato un rifiuto per la fede che mi ha messo spesso in crisi. Siamo in 3 fratelli ed io sono l unica che non pratica più. Ho 44 ora 2 figli e un marito di 15 anni più grande divorziato. Io da sempre soffro di depressione anche in questo periodo e mi sto curando con 15 goccie di cipralex al di. Le depressione sono accompagnate da forti sensi di colpa verso i miei figli che mi pare di trascurare e mi vedono apatica. Verso i miei genitori anziani che non riesco ad andare a trovare perché dopo 6 anni di convivenza ci siamo trasferirti da un isola alla terraferma e loro dicono che non riescono più a fare il viaggio. Tornando ai sensi di colpa devo dire che sono una donna instabile non riesco a tenere un lavoro ne ho lasciati parecchi dopo poco piu di 3 anni li ho lasciati perché vado in crisi anche l ultimo avevo ricominciato dopo 6 anni che stavo a casa con i figli. Tutto bene all inizio poi quando mio figlio grande e andato alle medie e non aveva più il tp lui è andato in crisi con la scuola ed io con il lavoro tra l'altro dopo esser stata tamponata con l auto andando al lavoro. Poi ho iniziato con tensioni con il titolare con cui in realtà andavo d accordo stesso problema con gli altri titolari o capi ufficio ad un certo punto non li tollero più, mi sento sfruttata trattata male(io sto zitta e poi scoppio) o come paura di dire quello che penso e poi sbotto in malo modo. quando mi dimetto sono sicura di me anche un po' cafona( tipo tanto ho mio marito che mi mantiene, il quale tra l'altro preferisce che io stia a casa, o prima i genitori) poi con il passare dei mesi cado in depressione perché mi sento inutile e in colpa per aver lasciato un lavoro che in realtà mi piaceva. Idem succedeva con le relazioni sentimentali dopo un paio di mesi mi sentivo soffocare. Ultimamente mi sento in colpa per essermi sposata con un uomo che so che mi ama, divorziato e più vecchio e molto possessivo e protettivo nei miei confronti. Forse dovevo sposarmi con un mio coetaneo. In più di essermi trasferita in un paese che tra l'altro non mi piace. Tanti sensi di colpa li ho anche perché non sono riuscita ad instaurare un buon rapporto con i miei genitori cin cui parlo più al telefono che vedere(papà nevrotico e un po' egoista madre soggetta ad esaurimento nervosi con problemi con alcool che non esce mai). Spesso litigo anche con vicini di casa Sono una persona che a detta degli altri sono sorridente e solare ma poi non si perché mi allontanò dalle persone o litigo scatto ho preso una denuncia da una vicina con cui ho litigato per una sciocchezze e dall ex di mio marito che mi istigava dopo che abbiamo avuto il primo figlio.in più ho poca considerazione di me stessa non mi valorizzo non so fare nulla bene non riesco ad applicarmi nelle cose ho sempre fatto fatica a scuola università ne ho cambiate due e non ho fatto nemmeno un esame. Ho 44 anni e ragiono come se fossi un adolescente che cerca ancora cosa vuole nella vita. passo giornate a non far nulla da mesi a causa della depressione. Penso a quello che potrei fare ma poi non realizzo nulla trovo mille cavilli cose stupide tipo come mi vesto non so dove parcheggiare cose assurde! mi sono molto allungata ed ho scritto di getto spero si capisca. Secondo lei come posso fare per liberami da questi sensi di colpa? Grazie

  • #16

    annalisa barbier (venerdì, 14 aprile 2017 10:20)

    Gentile Elena,
    mi descrive una situazione di malessere che perdura e riguarda diverse aree della sua vita. Quando i nostri cpmportamenti diventano disfunzionali e non riusciamo a modificarli da soli, occorre ricorrere all'aiuto di un professionista che possa aiutarci a cambiare ciò che ci fa soffrire. Il mio suggerimento è di cercare un supporto ed un aiuto professionale nella sua zona per superare le difficoltà che la portano ad avere comportamenti di cui poi si pente e che mettono a repentaglio le sue relazioni professionali e personali.

  • #17

    Lampo (giovedì, 11 maggio 2017 18:06)

    Chiedo scusa per il disturbo ma mi tormenta il fatto di aver offeso una mia amica qualche giorno fa... ma ero ubriaca e lei lo sa... gli ho anche chiesto scusa 1000 volte... ma lei dice di esserci rimasta male... gli ho detto che non penso veramente quelle cose e che non ricordo nemmeno di averle dette... ma lei dice che da ubriachi viene fuori tutta la verità...lei non mi ha perdonata... e io non riesco a superarlo. Help!

  • #18

    Annalisa Barbier (sabato, 13 maggio 2017 09:11)

    Cara o caro lampo, dobbiamo assumerci la responsabilità delle nostre azioni anche quando purtroppo ci rendiamo conto di aver sbagliato.
    Hai chiesto scusa alla tua amica mostrandole il tuo dispiacere e spiegandole che non intendevi dire certe cose. Lei ha deciso di non perdonarti e questa è una sua scelta che non puoi modificare p giudicare.
    La cosa migliore che puoi fare è imparare dall'esperienza, e cioè prendere atto del fatto che è bene non ubriacarsi al punto di perdere il controllo delle nostre parole o peggio, delle nostre azioni.
    Un caro saluto

  • #19

    Annalisa Barbier (sabato, 13 maggio 2017 09:17)

    Gentile Clara, sembrerebbe proprio che la sua tendenza a "vedere nero" le stia impedendo di realizzare i suoi obiettivi, di vivere secondo i suoi valori e ciò che per lei conta. Questa abitudine mentale può essere davvero dolorosa e limitante. Si impegni sempre nella direzione delle cose che contano per lei e nel realizzare comunque i suoi obiettivi, anche se i pensieri negativi che a volte le riempiono la mente rendono le cose più difficili. Non nsi arrenda ad essi e cerchi sempre di contrastarli razionalmente, trovando modi alternativi e realistici di vedere le cose. Le suggerisco, se queste difficoltà dovessero diventare davvero molto limitanti e dolorose, di rivolgersi ad un professionista che la possa aiutare a superare l'ansia e le preoccupazioni in modo costruttivo e più sano.
    Un caro saluto

  • #20

    Lampo (domenica, 14 maggio 2017 20:49)

    Cara dottoressa grazie mille per la risposta mi scuso ancora per la mia domanda banale ma gliel' ho scritta in un momento per me davvero difficile anche se non sembrerebbe... sono uscita dalla depressione da solo un anno e ancora oggi quando ho paura ogni tanto mi rifugio nell' alcool... e in quel momento e in quella situazione sembrava essermi caduto il mondo addosso e avevo paura di ricadere nella depressione.. un grande abbraccio..
    Grazie di cuore.

  • #21

    Alex (sabato, 27 maggio 2017 16:36)

    Salve dottoressa, mi chiamo Alex ed ho 17 anni. Soffro di sensi di colpa per... qualsiasi cosa. Qualche mese fa ho avuto il coraggio di dire a mia madre di essere pansessuale, e lei ovviamente non l'ha presa bene. Ha iniziato a 'prendermi in giro' per questo. Per un paio di settimane si è divertita a trattarmi male riguardo questa cosa, e alla fine, mi ha spiegato che il motivo di questa sua reazione è dovuto al fatto di una profonda delusione verso di me. Lei è quel tipo di persona che adora gli omosessuali, l'importante è che non facciano parte della sua famiglia. Questa cosa mi ha fatto stare davvero molto male, ma purtroppo, non posso cambiare ciò che sono. Il problema non è solo questo però. Sono sempre stata una persona molto timida. Iniziato il primo superiore mi sono trovata subito male; dopo tre mesi di scuola ho deciso di abbandonare il tutto. Dopo solo quei tre mesi, ero già conosciuta come la ragazza che abbassava la testa se si sentiva osservata; inutile dire che ormai era diventata una gara a chi mi faceva stare peggio. Ho abbandonato quel primo anno di scuola e non l'ho mai più ricominciata per paura che tutto questo potesse ricominciare. Mi sono chiusa in casa per due anni e mezzo tra vergogna e sensi di colpa.. 'se solo non fossi così timida' mi ripetevo. Alla fine è colpa mia. Anche questa storia ha portato una grande delusione da parte di mia madre verso di me. 'Alla tua età, altri fatto qualsiasi cosa per continuare a studiare!'... Sette mesi fa ho ricominciato ad uscire grazie a due mie vecchie amiche a cui ho avuto io coraggio di raccontare l'accaduto. In quel momento ho conosciuto una ragazza che mi ha fatto da 'maestra di vita'. Lei è quel tipo di ragazza che 'se ne frega' di tutti i pensieri altrui. Se una cosa le piace, la fa. Grazie a lei ho avuto il coraggio di tagliarmi i capelli e di farmi qualche piercing alle orecchie. Ho rimodernizzato il mio outfit seguendo i miei gusti e... mi sento molto più a mio agio ad uscire di casa così. Ovviamente tutto questo non segue i gusti di mia madre. Continua a ripetermi che così non le piaccio e continua a farmi sentire in colpa per QUALSIASI cosa. Piercing? Capelli corti? Vestiti meno classici? 'Io non ti ho cresciuta così! Ti stai solo imbruttendo! Tutta quella fatica e l'impegno che ho messo per farti diventare una ragazza seria... Tutta sprecata!'

    Riesce solo a farmi stare male e a farmi sentire in colpa... Cosa posso fare?

  • #22

    annalisa (martedì, 06 giugno 2017 17:07)

    Cara Alex, i sensi di colpa non servono. Però possono aiutarci a capire cosa fare per migliorare, per andare nella direzione dei nostri desideri. Alla tua età molte scelte e decisioni sono transitorie, non necessariamente definitive, ma possono aiutarti a capire che tipo di persona desideri essere e diventare. Inoltre, è molto importante, considerando che a questa età gettiamo le basi per i nostro futuro, non mollare gli studi, per darti la possibilità di un futuro migliore, di poter fare scelte più libere.
    I conflitti con i genitori sono tipici dell'adolescenza e anche questi spesso sono transitori.
    ti suggerisco di cambiare scuola e chiederti cosa vuoi piantare nel tuo giardino, perché sarà ciò che raccoglierai negli anni a venire.
    Un caro saluto e grazie per aver scritto.

  • #23

    Rossella (mercoledì, 19 luglio 2017 15:11)

    Grazie. Vivere nel presente è bellissimo e leggero !!�

  • #24

    daniela (lunedì, 24 luglio 2017 21:16)

    Buonasera dottoressa, ho 37 anni,sposata,ho avuto tre figli,ma purtroppo il primo è morto 8 anni fa. Ora ho due bimbi di 7 e 4 anni. Il mio problema è che mi sento in colpa per tutto. Davvero tutto. Le spiego. La mia famiglia d'origine versava in condizioni economiche piuttosto disastrose e di questo, da ragazza, mi vergognavo molto,perché non potevo mai far nulla di ciò che facevano le ragazze della mia età. Per esempio, nemmeno partecipare ad una gita scolastica. Sono riuscita a laurearmi grazie alle borse di studio ed alla media del 30,sono diventata infermiera,ho trovato lavoro e mi sono sposata con le mie sole forze. Quando i miei bambini erano piccoli,d'accordo con mio marito,ho lasciato il lavoro per seguirli meglio. Dallo scorso novembre ho trovato un nuovo lavoro,2 ore al giorno, una prestazione occasionale come infermiera scolastica di un bimbo disabile.da qui inizia tutto. Se vado dal parrucchiere o dal l'estetista,mi sento in colpa,perché mia madre mi fa la predica dicendo che i soldi si spendono solo per cose necessarie. Mia suocera inizia col dire che io guadagno troppo poco per potermi concedere cose simili. Che devo trovarmi un altro lavoro a tempo pieno. Se faccio una festina di compleanno a casa per i miei bambini e chiamo una ragazza per un'oretta di animazione, si ricomincia uguale. Il problema è sempre quello: sempre a ripetermi che guadagno poco,guadagno poco...devo lavorare di più, di più... Ho sofferto di disturbi alimentari per 15 anni,dai 18 ai 33. Ora sono guarita,ma mia suocera mi dice che sono ingrassata e devo mettermi a dieta. Mia madre mi dice che ho la pancia. Effettivamente passare da una taglia XS ad una L è una bella differenza... Ma io avevo la XS perché ero malata,non era magra naturale. Certe volte penso che sarebbe stato meglio morire con mio figlio 8 anni fa...almeno questa situazione di vergogna e sensi di colpa atavici sarebbe finita...mi spiace di essermi dilungata troppo... Ora mi sento in colpa anche per questo...

  • #25

    Antonella (martedì, 25 luglio 2017 17:28)

    Buonasera gentile dottoressa, Le scrivo in un momento difficile, in preda ai mostri del senso di colpa, quelli che ti additano sbagliata, colpevole, indegna. Sono sposata, chiusa in un matrimonio finito, in cui entrambi siamo lucidamente consapevoli della fine, ma restiamo aggrappati l'uno all'altra perché soli a questo mondo. Siamo diventati da coppia una famiglia o meglio due migliori amici. Diverse situazioni dolorose (la gran parte lutti vicini tra loro, hanno portato via ad uno ad uno tutti i familiari ed amici ed io, alla soglia dei 32 anni, spinta da lui a farmi nuove amicizie, mi sono avvicinata amichevolmente a diverse persone che mi hanno poi dipinta nel resto del paese (vivo in un piccolo centro di 10.000 abitanti) come una poco seria. Premetto che non ho condiviso nulla di sessuale con nessuno, ma ho nutrito il mio vuoto affettivo con risate, chiacchiere, passeggiate, abbracci. Mio marito si è chiuso nel virtuale perché il pensiero del giudizio era inaccettabile, mentre io, con tutta la fiducia verso il prossimo che potevo, ho creduto che la pura conoscenza potesse rappresentare un nuovo inizio. Ora il peso del giudizio mi toglie il respiro. Mi sento colpevole di non avere il coraggio di vivere la solitudine e porto la colpa di avermi fatto vedere alla luce del sole in compagnia maschile che non fosse il mio compagno ufficiale. Mi creda, è una mancanza di ossigeno interiore che annebbia i pensieri. Mi scuso per essermi allungata e La ringrazio per l'attenzione che avrà per me.

  • #26

    Annalisa Barbier (martedì, 01 agosto 2017 16:12)

    Cara Antonella,
    grazie per la sua testimonianza. Comprendo molto bene la difficoltà di affrontare il giudizio e le chiacchiere in un piccolo centro dove spesso gli occhi di tutti sono puntati sulle mancanze e le debolezze degli altri. Ma si faccia coraggio: non vale assolutamente la pensa di rinunciare alla propria felicità, alla propria crescita e ala propria vita solo per la paura che altri giudichino le nostre scelte. Si liberi prima di tutto dei giudizi negativi che lei stessa si dà, si liberi delle brutte cose che ha imparato a dire a se stessa...ricordi che ha dei diritti, e il primo di tutti è quello di essere una persona felice e di rispettare se stessa ed i suoi bisogni. Suo marito ha scelto una strada che non deve necessariamente essere anche la sua. SI può rinegoziare, parlare, cambiare... ne parli con un terapeuta, la aiuterà a fare ordine e a fare qualcosa per la sua felicità. E ricordi che solamente noi abbiamo il potere di riempire i nostri "vuoti" con ciò che amiamo, con il rispetto di noi stessi, con l'amore verso ciò che siamo e verso le nostre fragilità e soprattutto permettendoci di fare ciò che ci gratifica e ci rende integre e complete .Un abbraccio

  • #27

    Barbara (giovedì, 24 agosto 2017 05:08)

    Buongiorno Dottoressa,
    sono una ragazza di 30 anni che a breve andrà a vivere con il proprio ragazzo.
    Già adesso, che non sono uscita ancora di casa, mi sento in colpa, anzi mia madre riesce a farmi sentire in colpa, inconsciamente. Io ho una situazione familiare disastrata: padre e fratello che hanno abbandonato il nucleo familiare, uno scappando all'estero, l'altro rimasto qui vicino perché si è fatto famiglia ma non ci ha mai aiutato nelle situazioni di difficoltà. Quindi siamo rimaste io e mia madre e si è creato un rapporto che va oltre quello di madre-figlia. Devo assolutamente staccarmi da questo cordone ombelicale che non mi rende indipendente al 100%, perché purtroppo si è creata una situazione che io ormai, in casa, non sono più la figlia, ma sono il tassista, il facchino, il marito, il contabile, e tutto quello che in realtà non mi compete, solo perché mia madre non vuole guidare, e non si vuole sbattere anche solo a controllarsi il conto in banca perché tanto ci sono io.
    Inoltre vengo sempre ripresa continuamente perché nel giro degli anni sono ingrassata di parecchi kg, e lei non capisce che il corpo negli anni tende a cambiare, non sono assolutamente obesa, ma ho i miei kg di cui vado fiera, e anzi a livello salute sto anche di molto bene adesso che 10 anni fa che avevo 15 kg meno.
    Sono stufa, ed il mio ragazzo si è reso conto che non posso più vivere così, e vorrebbe salvarmi rompendo questa campana di vetro.
    Ma io ho paura di sentirmi comunque in colpa, nonostante non ne abbia ragione di esserlo.
    La ringrazio in anticipo dell'aiuto che mi darà

  • #28

    annalisa barbier (mercoledì, 30 agosto 2017 11:25)

    Cara Barbara, sarò chiara: non è lei la responsabile della felicità di sua madre. Alla sua età è giusto e SANO costruire una propria vita indipendente ed autonoma, e realizzare i propri desideri. Sua madre sembra essere ambivalente nei suoi confronti: da una parte ha bisogno di lei persino per gli spostamenti e dall'altra la svaluta e la giudica. Non è giusto e non è sano per una madre pretendere da un figlio che faccia da tassista, facchino, contabile coniuge e chissà cos'altro!
    Si faccia coraggio e prenda la decisione di essere indipendente e vivere la sua vita pienamente.
    Un caro saluto

  • #29

    Roberta (mercoledì, 11 ottobre 2017 14:00)

    Cara dottoressa,
    Sono una ragazza universitaria che sta svolgendo un semestre all'estero.
    La mia vita é carica di sensi di colpa, sia verso le persone a cui voglio bene, sia verso persone sconosciute, sono sempre riuscita a gestire bene questa situazione, ma da quando mi trovo all'estero senza la mia famiglia, mi sento più persa, come posso fare per capire chi sono veramente io e cosa mi può realmente rendermi felice e farmi star bene?
    La ringrazio in anticipo e comunque perché il suo articolo é stato utile per me!
    Un caro saluto

  • #30

    Annalisa (mercoledì, 11 ottobre 2017 15:01)

    Cara Roberta,
    mi poni una domanda difficile, che richiede spazi e tempi ben al di là di quelli disponibili qui! Ti direi che in questi casi, un percorso psicologico sarebbe davvero utile e benefico. Ma immagino non l'abbia considerato come prima scelta e quindi ti suggerisco un paio di letture che potrebbero interessarti: "A tu per tu con la paura" di Krishnananda e Amana, "Le vostre zone erronee", di W. Dyer.
    Un caro saluto e buona vita!

  • #31

    Beatrice (domenica, 12 novembre 2017 18:49)

    Buonasera dottoressa, sono una ragazza di vent'anni e mi capita di avere periodi in cui sono tormentata da un senso di colpa nei confronti del mio ragazzo... Un po' di tempo fa abbiamo avuto un periodo in cui io mi sentivo molto lontana da lui in qualsiasi ambito, andavamo poco d'accordo e non mi sentivo bene come prima. Purtroppo abbiamo trascinato tutto ció senza prendere la situazione in mano e questo mi ha resa più debole portandomi a cedere con un altro ragazzo... mi sono pentita amaramente, ho faticato a dirglielo ma l'ho fatto, ci siamo lasciati e ho sofferto veramente tanto finchè riscusandomi gli ho chiesto se era disposto a riprovarci. Ovviamente per lui non è stato facile perdonarmi ma ci abbiamo riprovato e ora dopo qualche mese posso dire che non siamo mai stati così bene! Il problema è che gli ho detto una mezza verità: quando gli ho raccontato l'accaduto, nonostante me lo avesse chiesto, non gli ho detto di essere anche andata a letto con quel ragazzo... ora mi sento in colpa, non mi sento la coscienza a posto ma d'altra parte dirglielo in questo momento mi fa pensare solo che rovinerei questa armonia tra noi inutilmente perché è stato solo un grosso sbaglio e saperlo ora che differenza farebbe? Mi piacerebbe sapere da lei se sto facendo la cosa giusta
    grazie in anticipo

  • #32

    Annalisa (lunedì, 13 novembre 2017 14:38)

    Cara Beatrice,
    credo che tornare sull'argomento per svelare un comportamento del quale ti sei pentita possa essere inutilmente dannoso per la vostra storia. Tutti possiamo cadere. Inoltre, non esistono decisioni giuste o sbagliate in assoluto ma esistono decisioni sagge. Rifletti su cosa sia più saggio fare...
    Un caro saluto
    ab

  • #33

    Roberta (giovedì, 07 dicembre 2017 09:00)

    Gentile Dottoressa
    Dopo aver tanto atteso che il mio ragazzo decidesse di sposarmi, per la prima volta ho spiato il suo telefono.
    Non solo ho capito che stava cercando l'anello, in più gli ho pure detto che avevo capito che lo stava cercando.
    Ora sto malissimo per 2 motivi:
    1) ho guardato il suo tel
    2) gli ho rovinato l'eventuale sorpresa


    Ma perché ho guardato?
    E dopo aver capito,perché sono andata a dirglielo?

    Ora sto malissimo

    Grazie
    Roberta

  • #34

    Vincenzo (domenica, 24 dicembre 2017 18:12)

    Grazie mille dr.sse dell'articolo è stato di aiuto per capirmi ...

  • #35

    annalisa (martedì, 26 dicembre 2017 16:33)

    Cara Roberta,
    sono del parere che spiare il cellulare, la posta o altro del proprio partner sia un comportamento non solo scorretto ma anche dannoso per la relazione. Se si hanno dubbi sensati sulla sua fedeltà o sulla presenza di comportamenti strani, è meglio cercare prima di tutto di parlarne e di affrontare apertamente la questione. In quanto alla sua esperienza, ormai lo ha fatto: impari dal dispiacere che prova a non farlo più, e cerchi di costruire con il suo futuro marito un rapporto basato sul rispetto, la fiducia e il dialogo.

  • #36

    Luca (sabato, 10 marzo 2018 10:10)

    Gentile Dottoressa,
    pochi mesi fa mi sono laureato. Si sa, la laurea dovrebbe essere un momento indimenticabile per ogni singolo studente, un momento da ricordare, un momento di gioia da vivere con le persone che più si vogliono bene. Potrebbe sembrare strano ma il mio senso di colpa nasce proprio da quel giorno. Purtroppo la discussione della tesi non è andata particolarmente bene, per una serie di circostanze sono rimasto deluso da come si è svolta. Questo mi ha fatto crescere un forte senso di colpa nei confronti dei miei genitori e dei miei familiari. Loro sono venuti umilmente ad assistermi, con grande gioia ed entusiasmo ed io, purtroppo, non ho reso come volevo e soprattutto come potevo. Questo pensiero mi turba in continuazione e non so come uscirne. Sono arrivato al punto di voler dimenticare completamente quel giorno, ma come si può? Come si può dimenticare quello che per tutti, o quasi, dovrebbe essere uno dei giorni più belli della vita?

  • #37

    Annalisa (sabato, 10 marzo 2018)

    Gentile Luca,
    il momento della laurea è solamente un momento - sebbene molto importate - dell'intera carriera universitaria e non sempre è pienamente indicativo, da solo, di tutto l'impegno e il lavoro svolti negli anni precedenti. E' inutile e controproducente rimuginare sul fatto che le cose non sono andate come desideravi. Sono certa che la tua famiglia sia fiera di te comunque e ti suggerisco di concentrare attenzione e risorse su ciò che vuoi realizzare da ora in poi perchè sarà importante per te e per la tua vita! Il passato non può essere modificato, ma il futuro può essere costruito.

  • #38

    Chiara (domenica, 11 marzo 2018 15:30)

    Gentile dottoressa,
    Solo a metà percorso mi sono resa conto che la facoltà che avevo scelto non faceva per me. Ormai erano passati due anni, quindi ho stretto i denti cercando di attingere tutto quello che di positivo riuscivo a trovare, sperando di rifarmi con una laurea magistrale con cui posso cambiare direzione. Mi sono laureata con un voto generalmente discreto, ma non eccellente.Ho detto una bugia alla ragazzina a cui faccio ripetizioni , dicendone uno più alto, e ora mi sento in colpa. Sono stata presa in contropiede e mi sono subito pentita, davvero, non è da me non essere sincera, ma in quel momento non mi sentivo nemmeno molto bene e purtroppo ho parlato a sproposito. È da quando è successo che ci penso, come posso comportarmi?

  • #39

    Annalisa (domenica, 11 marzo 2018 18:53)

    Gentile Chiara, comprendo il senso di disagio che provi per aver mentito; tuttavia si tratta di una bugia non grave...detta in un momento di poca "presenza mentale". Può capitare. Credo che sarebbe molto più utile e costruttivo concentrarti su ciò che vuoi davvero fare nella tua vita e impegnarti in tale direzione, invece di rimuginare su un fatto ormai accaduto. Puoi decidere di dire alla tua allieva la verità, oppure no. Comunque andare avanti sulla tua strada con serenità e determinazione.
    un caro saluto
    annalisa

  • #40

    Irene (sabato, 24 marzo 2018 19:06)

    Gentile Dottoressa,
    come si puo vivere con tanti sensi di colpa per non poter aver fatto giustizia a un figlio che a 27 anni muore in un terribile incidente stradale? Sono tornata al lavoro e i miei alunni mi danno tanta forza ma lotto contro la depressione giorno dopo giorno. La nascondo per non far soffrire una figlia che già ha sofferto troppo per la morte di suo fratello a chi adorava . Tratto di avere la mente occupata e dipingo ( anche se ci sono dei giorni che non ho animo per fare niente). Cara dottoressa, ho scritto anche un libro, per l'apprendimento dello spagnolo, e lo ho anche illustrato, ma non mi sento appartenere a questa vita...tutto mi sembra surreale...Mio marito mai ha voluto accompagnarmi dal psicologo ed io non ho insistito perchè sento che il mio lutto sarà sempre impossibile da elaborare con tutti i sensi di colpa che mi accompagnano.Gentile Dottoressa,
    come si puo vivere con tanti sensi di colpa per non poter aver fatto giustizia a un figlio che a 27 anni muore in un terribile incidente stradale? Sono tornata al lavoro e i miei alunni mi danno tanta forza ma lotto contro la depressione giorno dopo giorno. La nascondo per non far soffrire una figlia che già ha sofferto troppo per la morte di suo fratello a chi adorava . Tratto di avere la mente occupata e dipingo ( anche se ci sono dei giorni che non ho animo per fare niente). Cara dottoressa, ho scritto anche un libro, per l'apprendimento dello spagnolo, e lo ho anche illustrato, ma non mi sento appartenere a questa vita...tutto mi sembra surreale...Mio marito mai ha voluto accompagnarmi dal psicologo ed io non ho insistito perchè sento che il mio lutto sarà sempre impossibile da elaborare con tutti i sensi di colpa che mi accompagnano. Un caro saluto. Grazie. Avevo bisogno di sfogarmi

  • #41

    Federico (lunedì, 26 marzo 2018 19:08)

    Gentile dottoressa,
    delle volte mi capita di avere dei sensi di colpa che probabilmente sono assurdi e ingiustificati. Ad esempio, anche dopo una semplice serata con gli amici trascorsa in allegria e tranquillità, quando torno a casa, mi capita di farmi delle domande del tipo: "Avrò detto con loro qualcosa di sbagliato?", "Non è che qualcuno di loro abbia mal interpretato quella battuta e si sia offeso con me?" ecc. È strano, perché mi rendo conto che questi dubbi al 99.9% non sono reali, ma tendo comunque a rimurginare anche per 2-3 giorni.
    Altra cosa che mi fa sorgere dei sensi di colpa è il mio passato. Ad esempio rimpiango di essermi comportato in un determinato modo in talune circostanze e ripenso nella mia testa "magari potessi tornare indietro e cambiare tutto". Questa cosa, però, riguarda non solo i momenti tristi, ma anche quelli felici. Quei momenti di gioia che per via della mia timidezza so di non aver goduto a pieno.
    Come posso superare questa situazione?
    Grazie mille

  • #42

    Marco (venerdì, 13 aprile 2018 09:05)

    Gentile dottoressa, vorrei un consiglio. Secondo lei contestualizzare il senso di colpa, cioè partire dal presupposto che non si sarebbe potuto agire diversamente in determinate circostanze per via del contesto presente in quel momento, possa essere un valido strumento per superarlo?

  • #43

    Annalisa (venerdì, 13 aprile 2018 12:41)

    Gentile Marco,
    la sua domanda è molto appropriata e la mia risposta è affermativa. Le scelte compiute in un determinato momento della nostra vita riflettono ciò che eravamo in grado di fare in quel momento. Con il famoso "senno di poi" possiamo valutare diversamente scelte e situazioni e tuttavia renderci conto che in quel momento non eravamo in grado di fare altrimenti. Questo ci può aiutare a perdonare noi stessi per eventuali errori commessi e ad imparare ad agire diversamente in futuro, sviluppando una nuova consapevolezza e nuove capacità.

  • #44

    Lucia (domenica, 27 maggio 2018 22:43)

    gentile dottoressa,
    mi sto rendendo conto che modifico il mio comportamento con la gente per i sensi di colpa che mi colpiscono abbastanza facilmente, rendendomi spesse volte incoerente ed accondiscendente. Alla base penso ci sia anche una forte insicurezza e il desiderio di non far sentire male le persone a cui tengo. Ad esempio, ho detto al ragazzo che "frequento" che non sono sicura di alcune cose che mi ha detto, abbiamo discusso e alla fine gli ho dato ragione anche se forse non penso ne abbia. C'è qualche esercizio che posso fare per modificare questo mio comportamento

  • #45

    Annalisa (giovedì, 31 maggio 2018 12:00)

    Gentile Lucia,
    le suggerisco di fermarsi a riflettere su ciò che davvero desidera per se stessa. Quali sono i suoi bisogni, i suoi desideri, le cose che davvero vuole e le piacciono? Cerchi di entrare inc contatto con se stessa al fine di fare luce su di sé e comprendere cosa è davvero bene fare , scegliere e decidere. Deve imparare ad ascoltare se stessa e poi ad agire coerentemente con ciò che vuole davvero.
    La Mindfulness le sarà molto utile per insegnarle ad entrare in contatto con se stessa e a non reagire agli eventi, ma a decidere consapevolmente cosa fare.
    Un caro saluto!
    AB

  • #46

    Elena (venerdì, 15 giugno 2018 01:33)

    Salve, ho un forte senso di colpa. Dopo mesi che mi tenevo dentro un azione fatta a discapito del mio ragazzo alla fine gliel' ho rivelata nonostante sapevo che avrei rischiato di perderlo, divorata dal senso di colpa. Tuttavia anche nel momento in cui gli ho raccontato ho detto una mezza verità anche se il concetto del mio errore è lo stesso..ora mi tormento di nuovo , passo dallo sminuire la piccola bugia al pensare sia l' ennesima prova della mia falsità, mi sento una cattiva persona. Se gli dicessi per intero la verità so che mi lascerebbe e non voglio perderlo..cosa devo fare?

  • #47

    Annalisa (venerdì, 15 giugno 2018 14:05)

    A volte dire la verità serve a sentirsi più sereni ed onesti nei confronti dell'altra persona ma non sempre questa è la scelta più adatta alla situazione. Non posso certamente dirle io cosa deve fare, ma sia saggia e valuti le sue motivazioni, ciò che si aspetta dal dire l'intera verità e le possibili conseguenze.
    Credo inoltre, che la cosa importante sia apprendere dall'esperienza che ha fatto per crescere e comportarsi in maniera coerente con i suoi valori più profondi.
    Un caro saluto
    AB