10 SUGGERIMENTI PER SUPERARE IL SENSO DI COLPA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A cura di Annalisa Barbier

 

Ognuno di noi si è trovato almeno una volta nella vita, a provare sensi di colpa per qualcosa che ha fatto, pensato, o provato. Tuttavia i sensi di colpa, sebbene dolorosi, non sono utili in quanto non permettono di modificare il passato, né di cancellare le conseguenze di un nostro comportamento. Inoltre, può accadere di sentirsi in colpa per qualcosa che non è dipeso direttamente dalla nostra volontà ma dalle circostanze (come accade ad esempio ai superstiti di incidenti, eventi catastrofici o traumatici) o dalle scelte e dai comportamenti di qualcun altro.

Ciononostante, i sensi di colpa rappresentano un sentimento davvero difficile da gestire, in grado di provocare dolore psicologico e ripercussioni nella vita pratica (lavoro, famiglia, relazioni sentimentali ecc.), sopratutto a chi - per educazione o carattere - tende già ad avere poca considerazione di sé, a svalutare i propri bisogni, a credere di dover sempre anteporre i bisogni e i desideri altrui ai propri.

 

In molti casi dunque, può essere di aiuto imparare a gestire in modo costruttivo quei sensi di colpa che non si rivelano utili a nessuno, ma solamente distruttivi. Di seguito, dieci suggerimenti per imparare a gestire e a rendere costruttivo un sentimento tanto comune quanto spesso inutilmente distruttivo.

 

1) ACCETTA LE COSE DI TE CHE TI PIACCIONO MA CHE AGLI ALTRI POTREBBERO NON PIACERE: devi essere tu ad approvarti non ricercare a tutti i costi l’approvazione degli altri

2) RICONSIDERA IL TUO SISTEMA DI VALORI, REGOLE ED ASPETTATIVE: quali sono i valori in cui davvero credi profondamente? Mantieni questi ma lascia andare gli altri, quelli magari indotti dalla società o dalla famiglia in cui però non credi davvero.

3) IMPARA A TOLLERARE IL DISAPPUNTO e la disapprovazione degli altri perché è anche  il timore di essere disapprovato che ti tiene legato ai sensi di colpa

4) Quindi mostra a tutti coloro che tentano di manipolarti con il senso di colpa che tu SEI PERFETTAMENTE IN GRADO DI SOSTENERE IL LORO DISAPPUNTO. Non potranno avere più il loro dominio emozionale su di te

5) TIENI UN DIARIO DEI SENSI DI COLPA in cui annotare tutte le volte che ti senti in colpa, specificando perché hai tale stato d’animo, e scrivendo cosa puoi fare per evitare di rifare gli stessi errori del passato.

6) Domandati COSA STAI EVITANDO CON I SENSI DI COLPA SUL PASSATO. Forse di impegnarti per agire diversamente? Di comprendere che non sei come gli altri ti vorrebbero? Di capire che i tuoi valori morali sono diversi da come credevi? Certamente stai evitando qualcosa che reputi poco piacevole o molto impegnativo: cosa è?

7) Sii consapevole che il PASSATO E’ QUALCOSA DI IMMUTABILE. Per quanto ti possa struggere non lo potrai ambiare perciò dì a te stesso: “sentirmi in colpa non cambierà le cose e non mi renderà migliore”. Quindi rimboccati le maniche e vai avanti.

8) IL SENSO DI COLPA NON CAMBIA LE COSE. Fai una lista di tutte le cattive azioni che hai commesso in passato e assegna ad ognuna un punteggio (da 1 a 10) di quanto ti fa sentire in colpa. Renditi conto che il PRESENTE RESTA IDENTICO che tu abbia ottenuto un punteggio di 100, di 10 o di un milione. 

9) IMPARA A VALUTARE IN ANTICIPO LE CONSEGUENZE DELLE TUE AZIONI e modifica il tuo comportamento di conseguenza. In tal modo agirai in maniera attiva e costruttiva invece di farti bloccare dal senso di colpa 

10) FAI DELIBERATAMENTE QUALCOSA CHE STUZZICA IL TUO SENSO DI COLPA: fatti delle vacanze da solo, o non dare la mancia per un servizio che non hai richiesto. Imparerai così ad evitare il senso di colpa e a tollerare il disappunto degli altri. 

Commenti: 73
  • #73

    Annalisa (martedì, 17 settembre 2019 14:38)

    Come lei stesso ha ben compreso, si tratta di un pensiero che non le serve a nulla, se non a sentirsi a disagio e in colpa.
    Dunque quando si affaccia alla consapevolezza, semplicemente lo lasci andare via, evitando di rifletterci oltre, visto che ha già deciso come procedere.
    E viva con serenità questa sua bella relazione. Tutti possiamo sbagliare ed è proprio dagli errori che impariamo a diventare migliori.

  • #72

    Federico (domenica, 15 settembre 2019 10:13)

    Salve dottoressa, sono un ragazzo di 22 anni, ammetto che il mio problema in confronto ad altri è banale ma ci terrei comunque ad esporre a un’esperta come lei la mia questione.
    Sono fidanzato e innamorato di una ragazza stupenda con la quale c’è un rapporto maturo e bellissimo da circa un anno. Il “neo” di questa situazione risale a circa dieci giorni dopo il nostro “primo appuntamento” (momento nel quale io non provavo nulla nei confronti delle mia ragazza attuale, era solo una delle tante) e complice la mia immaturità e l’età passai una sera, anzi un paio d’ore, in modo intimo con un’altra ragazza e la cosa nacque e finì in quelle due ore. Dopo mi iniziai a dedicare completamente alla mia attuale ragazza e le cose andarono avanti in modo normalissimo, senza assolutamente nessuno sgarro e dopo un pò mi resi conto di essermi innamorato, e per me la relazione “seria” iniziò da quell’istante.
    Nonostante in quel momento passato non provassi nulla, e allo stesso tempo quell’esperienza mi sia servita come lezione di vita (perché su alcune cose ero un ragazzino di mentalità lo ammetto, ho capito infatti che nella vita non tradirò mai ne lei ne nessun altro) mi è capitato ogni tanto di fare un pensierino all’accaduto e provare un leggero senso di colpa. Ma allo stesso tempo sono un po’ rincuorato dalla mia crescita personale e dalla maturità che ho acquisito da questa esperienza, soprattutto in ragion del fatto che questa estate sono stato messo alla prova e ho rifiutato in modo netto molte avance da parte di altre ragazze. Tuttavia non posso comunque dirle questa cosa perché le darei un dolore, visto che per lei furono importanti anche i primi momenti e l’ultima cosa che voglio è proprio farle del male anzi il mio unico desiderio è solo quello di vederla felice. Ha qualche consiglio su come smettere di avere questi pensieri?

  • #71

    Annalisa (domenica, 08 settembre 2019 15:32)

    Gentile Fabio la ringrazio per avermi scritto. Comprendo il suo sentimento ma sono del parere che, se la ragazza in questione - per le ragioni che ha esposto - non vuole essere contattata, non mi sembra ci sia molto in questo momento che lei possa fare. Forse nel tempo elaborerà i sensi di colpa che sta vivendo e, spinta dal sentimento che avete condiviso, si riavvicinerà a lei.

  • #70

    fabio tarantino (martedì, 03 settembre 2019 11:21)

    Buon Giorno Dottoressa sono un uomo di 50 anni,e nonostante l età ho un problema che non so risolvere,ho iniziato una relazione con una ragazza,(testimone di Geova) ,in maniera scherzosa ,che poi si è rivelata ,molto seria ed intensa ,non avevamo mai avuto rapporti sessuali,perche lei in attesa di divorzio al primo marito,non poteva nel rispetto dei principi religiosi,cosa che io approvavo ,senza problemi,poi improvvisamente la situazione si e scaldata,ed è accaduto quello che non doveva accadere, ma non per volere mio,ora ,Ora lei si sente molto male per cio che è accaduto ,e ha dei sensi di colpa che le impediscono di vedermi ,e frequentarmi. mi ha allontanato non risponde piu alle chiamate ed hai messaggi,vuole abbandaonare tutto ,lavoro paese(lei e russa di origine) ecc. io non so come aiutarla ,..e non so proprio come dimostrare il mio grande sentimento ....

  • #69

    fede (martedì, 23 luglio 2019 17:07)

    Sto malissimo
    dopo anni di problemi di coppia e desiderio e promessa a me stesso di guardarmi intorno arriva lei
    Tutto quello che desideravo Bella, intelligente, passionale e soprattutto interessata a me anche se tanti anni pìù vecchio e non bello come suo marito o di chi la corteggiasse, ma le piacevo xkè ero io, mi ha fatto capire e mi sono detto "me lo merito....."
    1 mese e mezzo di amicizia, parole telefonate incontri a distanza, poi desiderio poi passione, un solo incontro vero.... E' stata la fine
    Mi sono accorto di aver superato il limite del mio autocontrollo, non era quello che volevo e poi la scoperta di questa cosa avrebbe distrutto 2 famiglie e più senza un minimo di progetto attuabile. Ho chiuso, abbiamo chiuso
    Da allora 6 mesi ke non ci sono rapporti ma io sto male come se fosse ieri, mi sento in trappola, e soprattutto tanti sensi di colpa per la mia famiglia, per lei
    L'ansia mi sta ammazzando come faccio a dimenticare ad andare avanti

  • #68

    Annalisa (domenica, 14 aprile 2019 19:10)

    Cara Paola, da come mi parli di questo ragazzo e del modo in cui si rivolge a te e vive la relazione, ho l'impressione che non sia la persona giusta con cui costruire una relazione equilibrata e sana, tanto meno a distanza, essendo in tal caso necessarie dosi maggiori di fiducia, pazienza e rispetto. Una relazione con un ragazzo che ti accusa di cose che non fai, è diffidente e sempre pronto a giudicarti negativamente può diventare molto difficile, e fonte di dolore e insoddisfazione. Non credo vi sia alcuna frattura da sanare tra voi, ma solamente una persona con un carattere e degli atteggiamenti spiacevoli e incompatibili a mio avviso con una relazione sana e nutriente per entrambi.

  • #67

    Paola (lunedì, 08 aprile 2019 15:31)

    Buonasera dottoressa;
    Ho 27 anni e da circa un anno ho una relazione a distanza con un ragazzo che amo profondamente e lui è altrettanto innamorato di me. È la prima volta che mi innamoro e la prima relazione "seria" che sperimento.
    Negli ultimi mesi abbiamo affrontato una crisi che mi ha spinta ad allontanarmi completamente da lui.
    La ragione è una: mi sento molto giudicata da lui, qualsiasi cosa gli racconti. Vivendo lontani inoltre lui è sempre molto inquisitorio e dubita delle mie amicizie e dei miei rapporti: non si tratta di gelosia canonica, direi più di una tattica che alimenta in me dei sensi di colpa che normalmente non avrei. Sento di avere il carbone bagnato anche quando non ho fatto niente di male, sento di dovermi giustificare continuamente. Negli ultimi tempi stavo veramente molto male, mi trascinavo sensi di colpa di cui non riuscivo a trovare un fondamento, mi sentivo quasi in colpa per essere la donna che sono. Ho letteralmente perso me stessa, sento di non meritare neanche questo amore, di essere una nullità. Sento di sbagliare sempre tutto.
    Dopo due mesi di silenzio ci siamo reicontrati.
    Pensavo che le cose sarebbero state diverse, invece mi sembra tutto identico a prima. Lui mi cerca tutti i giorni, mi ha dichiarato che vuole passare tutta la sua vita con me. Io continuo a nascondergli le cose (anche le più banali, come il fatto di non avere studiato quel giorno o avere passato la notte a casa di un'amica) perché ho paura dei suoi giudizi. Mi sembra di essere il classico figlio che nasconde le cose a sua madre.
    Anche lui è una persona piena di limiti ma io sono sua complice e gli sto vicina anche quando sbaglia.
    Lei cosa ne pensa? In che modo posso intervenire per sanare questa frattura, per spiegargli che lo amo e che dovrebbe accettare i miei limiti e i miei errori senza giudicarmi? Io lo amo e voglio sentirmi libera di esprimere quello che sono senza sentirmi sempre in colpa.

  • #66

    Annalisa (domenica, 31 marzo 2019 22:25)

    Gentile signor Romano, grazie per la sua condivisione. Sono del parere che un percorso terapeutico la aiuterebbe davvero molto a recuperare il piacere di vivere, il senso del diritto di essere felice: lei, come tutti, ha il diritto di essere vivo e di gioire della vita. La aiuterebbe a imparare a gestire certi stati d'animo spiacevoli, in modo da potersi a affrancare da schemi dolorosi e disfunzionali.
    I sensi di colpa non servono a cambiare il passato, e il dolore che si impone di provare non serve a migliorare la vita degli altri nè la sua, o a renderli più felici.

  • #65

    Romano (domenica, 31 marzo 2019 18:47)

    Buonasera dottoressa;
    Le anticipo che tre anni fa ho scoperto di avere la sindrome di Klinefelter a mosaico (70% xxy) e che quindi mi sono già perdonato su tanti comportamenti "sbagliati" del passato. Ho virgolettato perché per un Klinefelter evidentemente non erano sbagliati, reazioni ad input genitoriali, mi si ordinava con autorità a comportarmi in un modo che non era possibile per me, aggiungo che sono molto sensibile ed ero molto timido, ciclicamente soffro di depressione e prima che si scoprisse la causa, mi venne fatta diagnosi borderline, ma poi si è scoperto che erano reazioni verbali aggressive per l'incapacità a raggiungere uno stato Alpha. Adesso ho 50 anni, la timidezza si è dissolta con la cura ormonale, sono molto calmo, ma attaccato continuamente dai sensi di colpa e se la parte razionale di me mi fa uscire da questo stato, la parte emotiva vince perché mi sento ancora più in colpa se non soffro abbastanza per il mal fatto, che il più delle volte riguarda la sfera sentimentale, sia con i cani defunti che la mia compagna suicida e madre sempre suicida, quindi oltre tutto anche sopravvissuto due volte. Vivo ad intervalli,ma non è la vita che vorrei. È come se punissi perennemente me stesso perché esisto.

  • #64

    Annalisa (domenica, 10 marzo 2019 19:27)

    Gentile Angelo, restare bloccato nei sensi di colpa non la aiuterà, né le permetterà di fare qualcosa di più per sua moglie, cosa che mi pare lei abbia molto a cuore.
    Dunque, invece di pensare a ciò che non ha fatto e sentirsi triste per questo, faccia concretamente qualcosa ora per sua moglie, per darle ciò che desidera, per farle sentire i suoi sentimenti.
    I sensi di colpa servono a farci capire e sentire dove e come abbiamo fatto qualcosa che reputiamo scorretto... non lasciamoli diventare l'alibi per non agire nel momento presente.
    Un caro saluto

  • #63

    angelo (venerdì, 08 marzo 2019 19:15)

    carissima dottoressa

    penso sempre mia moglie quando era giovane e mi viene da piangere,in piu ho sensi di colpa di non aver fatto di piu per lei,sto malissimo mi sento molto depresso,non riesco a capire il mio stato d,animo spero tanto che mi puo aiutarmi

    cordiali saluti

    angelo

  • #62

    annalisa (venerdì, 14 dicembre 2018 10:41)

    gentile Ludovica, può capitare di dire bugie per non creare disagio nell'altro per cose poco importanti o perchè potrebbe fraintendere o non capire. Tuttavia tali "bugie bianche" se vwngono scoperte possono minare la fiducia che l'altro ha in noi. Lei non ha tradito il suo fidanzato e anzi ha stroncato il corteggiamento indesiderato da parte di altri ragazzi, dunque non si è comportata scorrettamente. in questo momento cerchi di ricostruire benessere e fiducia nel vostro rapporto basandovi sulle cose che vi uniscono e sul sentimento che vi lega, senza rivangare situazioni che potrebbero essere fraintese o peggiorare il rapporto in questo momento. Occorre decidere se raccontare certi eventi al proprio compagno sperando comprenda, o se evitare del tutto poiché si tratta di sciocchezze, che creerebbero solo discussioni e malessere.

  • #61

    Ludovica (giovedì, 13 dicembre 2018 10:58)

    Buongiorno dottoressa.
    Sto passando giorni orribili dovuti al senso di colpa. Ho mentito al mio ragazzo (stiamo insieme da 5 anni) (cosa che odio fare) solo per evitare una discussione... Cosa alla fine è successa perché gliel'ho detta... Si è arrabbiato più per il fatto che non gliel'ho detto subito invece della bugia in sé.
    In questi 5 anni di relazione, ci sono stati due ragazzi che mi hanno contattata per corterggiarmi ma io li ho stroncati subito, ma non gliel'ho mai detto... Mi sento in colpa per questo, ho cancellato msg e li ho bloccati, proprio perché non volevo che vedesse...
    Adesso crede che io sia una bugiarda e che sicuramente gli avrò detto altre bugie (cosa vera) ma gli ho detto che non gli mai detto altre bugie...
    Sto male perché merito tutto quello che mi ha detto... E perché sono solo una stupida che crea casini.
    Ma io non mi reputo una bugiarda... E soprattutto non l'ho mai tradito, non potrò mai farlo, lo amo e amo tutto il suo mondo.
    Ho paura che si allontani da me e che mi rinfacci questa bugia...
    E poi io non credo che lui non mi abbia mai detto bugie...
    Ma queste bugie passate meglio dimenticarle o dirgliele?
    Grazie per la comprensione...

  • #60

    annalisa (mercoledì, 14 novembre 2018)

    Gentile Lara,
    lasci il passato al suo posto. E dia retta al suo ragazzo, che sa che lei è corretta e rispettosa nei suoi confronti. Qaundo arrivano certi pensieri colpevolizzanti li lasci semplicemente scorrere via senza afferrarli, senza giudicarli nè tentare di risolverli. Li lasci passare... come se osservasse passare un treno e ritorni subito al momento presente, in cui lei non ha motivo di sentirsi colpevole.
    Un caro saluto

  • #59

    Lara (martedì, 13 novembre 2018 16:45)

    Buongiorno, le scrivo perchè mi capita spesso di sentirmi in colpa per cose passate e che per tempo mi ero dimenticata, poi mi tornano in mente come flashback nei momenti in cui magari sono felice, trasformandomi in uno stato di ansia. Io sono fidanzata da due anni, e durante questi anni diversi ragazzi hanno provato a corteggiarmi nonostante il mio rifiuto, ho sempre detto ciò al mio attuale fidanzato, ma perchè mi sento ancora in colpa nonostante io non lo abbia tradito? ogni tanto per liberarmi del peso gliene riparlo, ma lui ritiene che non gli importa di quello che hanno fatto gli altri finchè io ho portato rispetto per lui. Come faccio a liberarmi di questo peso però? ho davvero bisogno di aiuto.
    grazie in anticipo
    un saluto

  • #58

    Annalisa (lunedì, 22 ottobre 2018 14:07)

    Cara Luana,
    in questi casi è spesso utile scusarsi se necessario, e chiarirsi con lle persone coinvolte. Meglio agire per correggere un proprio errore quando possibile, che arrovellarsi in inutili sensi di colpa.
    Un caro saluto

  • #57

    Luana (venerdì, 19 ottobre 2018 09:49)

    Cara dottoressa
    Le scrivo in quanto mi stanno tormentando un po’ di sensi di colpa per essermi sfogata con alcuni colleghi di una collega ed ho detto cose che sono state interpretate male e ciò che ho detto ha rafforzato dei sospetti a livello lavorativo verso una terza persona che ha un rapporto intimo con la persona della quale mi sono sfogata per i suoi comportamenti assurdi ora sono tormentata per paura di poter rovinare la carriera di questa terza persona anche se credo che questa persona è pulita e quindi credo che le persone con la quale mi sono sfogata visto che stanno con il fiato sul collo a questa terza persona con il tempo capiranno che hanno preso un grande abbaglio ma per il momento vivo malissimo perché mi sento che io sono stata la causa di questo rafforzamento di pensiero che se non mi sfogavo al tempo forse nn avrei destato sospetti inutili e quindi nn avrei provocato ulteriori stress a questa persona che per di più è una persona a me cara ho paura di potergli rovinare la carriera e la vita mi sento usata e mi odio perché spesso quando parlo nn penso a quello che dico aiuto mi sento tormentata ho paura di perdere la fiducia di questa persona anche se io ho agito in buona fede come dv fare ora

  • #56

    annalisa (mercoledì, 26 settembre 2018 13:32)

    Gentile Antonella,
    da ciò che mi scrive, mi pare ci siano ci sono diversi fattori che si uniscono insieme vanno a costituire la causa della sua depressione e dei suoi sensi di colpa. A volte da soli è molto difficoltoso e faticoso elaborare un dolore o una perdita, e l'aiuto di un professionista potrebbe fare una grande differenza. Non aspetti oltre e affronti tutta questa sofferenza in modo da poterla elaborare e superare, anche tramite l'aiuto di un profrssionista nella sua città.
    Un affettuoso saluto

  • #55

    Antonella (martedì, 25 settembre 2018 16:04)

    Alcuni anni fa sono andata fuori strada con la macchina per una mia disattenzione mentre portavo mia madre, che adoravo, a fare una visita medica per farla stare meglio. Ero molto stressata a causa dei malori di mia madre e senza volerlo ho causato questo maledetto incidente. Io non mi sono fatta nulla mentre mia madre ha subito un danno alle vertebre del collo, che non diagnosticato immediatamente dall'ospedale, le ha comportato un lungo periodo di riabilitazione .Alla fine di questo periodo, il destino ha voluto che l'ipertensione che aveva già da molti anni insieme a una fibrillazione atriale le hanno causato il decesso. Io adesso nonostante mia madre non fosse morta a causa dell'incidente provo un tremendo senso di colpa non mi perdono per tutto ciò ha dovuto subire a causa mia.. Non riesco a superare la sua perdita dal momento che ero attaccatissima a lei, sono caduta in depressione e non riesco più a vivere come prima. come posso fare per riuscire a perdonarmi?

  • #54

    Annalisa (martedì, 07 agosto 2018 14:15)

    Gentile Giancarlo,
    Vivere nelle illusioni può essere molto nocivo perché ci allontana da ciò che possiamo invece concretamente fare nella realtà. Il suo atteggiamento di resa non le sarà utile per stare meglio... le suggerisco piuttosto di farsi coraggio e impegnarsi nel fare le cose che per lei sono importanti. Nessuno potrà farle al suo posto. Non importa se il risultato sarà "perfetto" ma conta sapere di potersi dare da fare anche nelle difficoltà. Arrendersi e procrastinare non fa che rinforzare una mente a diventare sempre più "pigra" e rassegnata.

  • #53

    Giancarlo (martedì, 07 agosto 2018 13:07)

    Gentile D.ssa, buongiorno.
    Le scrivo già sapendo quello che mi potrà dire. Sono un uomo di 51 anni e il mio più grande problema è il procrastinare tutti gli impegni della vita. Questo ha fatto sì che la relazione con una persona rivelatasi importante terminasse su decisione di Lei. Ora il senso di colpa, per tutto quello che questo evento ha messo in luce, mi sta corrodendo come un acido ma pur consapevole che indietro non si torna, vivo nell'illusione che tutto si possa ricomporre. Mi sono rivolto a terapeuti, ma non ho, anche in questo caso, perfezionato proprio la terapia con il risultato che vivo un'impasse che mi paralizza e che mi getta sempre di più nella disperazione. Anche chiedere aiuto mi risulta così difficile, se non impossibile. Grazie.

  • #52

    annalisa (domenica, 05 agosto 2018 10:35)

    Cara Valeria,
    quel che è fatto è fatto e il passato non piò essere modificato. Ricorda a te stessa che hai agito con buone intenzioni, che purtroppo non sono state comprese. Ti sai scusata e hai fatto ciò che potevi fare per spiegarti. Ora lascia andare questo episodio e lascialo nel passato guardando avanti, per vivere la tua vita e non ripetere lo stesso errore.

  • #51

    Valeria (sabato, 04 agosto 2018 15:27)

    Gent.ma dott.ssa
    Da oltre un anno mi sento colpevole per aver riportato dei pettegolezzi fatti da alcune conoscenti su un'altra persona
    Premetto che il mio era solo a scopo per mettere in guardia quest'ultima nel non raccontare sue cose personali.Purtroppo non si per quale motivo, anziché averle presa come consiglio, non ha fatto altro che riportare il tutto. ..La conseguenza può anche immaginarla. Le mie conoscenti hanno dimostrato astio e atteggiamento molto freddo nei miei confronti e impedito alle loro figlie di aver più nessun tipo di rapporto amichevole con mia figlia (prima amiche).
    Le mie scuse non sono servite a nulla...ed io vivo da ormai un'anno con questo senso di colpa....
    Come fare per liberarmene?

  • #50

    Loretta (martedì, 17 luglio 2018 22:43)

    Ottimi consigli. Grazie

  • #49

    Annalisa (domenica, 01 luglio 2018 18:23)

    Cara Ginevra, può capitare che ci si trovi nella condizione di non aver voglia di chiacchierare nonostante si tenga alla persona che abbiamo di fronte. Forse si preoccupa tropo dell'eventuale giudizio che l'altra persona potrebbe avere su di lei. Si lasci alle spalle questo episodio se non può rincontrare questa persona, altrimenti crei l'occasione per recuperare se lo desidera.

  • #48

    Ginevra (lunedì, 25 giugno 2018 20:46)

    Gentile dott.ssa,
    vorrei un consiglio su come superare una situazione. Qualche giorno fa ho incontrato una persona a me molto speciale che non vedevo da tantissimo tempo. Ci siamo salutate, abbiamo parlato. Una cosa praticamente del tutto normale. Il punto però è che proprio in quel momento ero di cattivo umore, a causa di una situazione accaduta pochi minuti prima, e quindi non avevo molta voglia di chiacchierare. Temo che questo mio comportamento mi abbia fatto sembrare fredda e distaccata nei suoi confronti. Temo di aver dato un'immagine sbagliata e non reale di me. Cosa posso fare ora?

  • #47

    Annalisa (venerdì, 15 giugno 2018 14:05)

    A volte dire la verità serve a sentirsi più sereni ed onesti nei confronti dell'altra persona ma non sempre questa è la scelta più adatta alla situazione. Non posso certamente dirle io cosa deve fare, ma sia saggia e valuti le sue motivazioni, ciò che si aspetta dal dire l'intera verità e le possibili conseguenze.
    Credo inoltre, che la cosa importante sia apprendere dall'esperienza che ha fatto per crescere e comportarsi in maniera coerente con i suoi valori più profondi.
    Un caro saluto
    AB

  • #46

    Elena (venerdì, 15 giugno 2018 01:33)

    Salve, ho un forte senso di colpa. Dopo mesi che mi tenevo dentro un azione fatta a discapito del mio ragazzo alla fine gliel' ho rivelata nonostante sapevo che avrei rischiato di perderlo, divorata dal senso di colpa. Tuttavia anche nel momento in cui gli ho raccontato ho detto una mezza verità anche se il concetto del mio errore è lo stesso..ora mi tormento di nuovo , passo dallo sminuire la piccola bugia al pensare sia l' ennesima prova della mia falsità, mi sento una cattiva persona. Se gli dicessi per intero la verità so che mi lascerebbe e non voglio perderlo..cosa devo fare?

  • #45

    Annalisa (giovedì, 31 maggio 2018 12:00)

    Gentile Lucia,
    le suggerisco di fermarsi a riflettere su ciò che davvero desidera per se stessa. Quali sono i suoi bisogni, i suoi desideri, le cose che davvero vuole e le piacciono? Cerchi di entrare inc contatto con se stessa al fine di fare luce su di sé e comprendere cosa è davvero bene fare , scegliere e decidere. Deve imparare ad ascoltare se stessa e poi ad agire coerentemente con ciò che vuole davvero.
    La Mindfulness le sarà molto utile per insegnarle ad entrare in contatto con se stessa e a non reagire agli eventi, ma a decidere consapevolmente cosa fare.
    Un caro saluto!
    AB

  • #44

    Lucia (domenica, 27 maggio 2018 22:43)

    gentile dottoressa,
    mi sto rendendo conto che modifico il mio comportamento con la gente per i sensi di colpa che mi colpiscono abbastanza facilmente, rendendomi spesse volte incoerente ed accondiscendente. Alla base penso ci sia anche una forte insicurezza e il desiderio di non far sentire male le persone a cui tengo. Ad esempio, ho detto al ragazzo che "frequento" che non sono sicura di alcune cose che mi ha detto, abbiamo discusso e alla fine gli ho dato ragione anche se forse non penso ne abbia. C'è qualche esercizio che posso fare per modificare questo mio comportamento

  • #43

    Annalisa (venerdì, 13 aprile 2018 12:41)

    Gentile Marco,
    la sua domanda è molto appropriata e la mia risposta è affermativa. Le scelte compiute in un determinato momento della nostra vita riflettono ciò che eravamo in grado di fare in quel momento. Con il famoso "senno di poi" possiamo valutare diversamente scelte e situazioni e tuttavia renderci conto che in quel momento non eravamo in grado di fare altrimenti. Questo ci può aiutare a perdonare noi stessi per eventuali errori commessi e ad imparare ad agire diversamente in futuro, sviluppando una nuova consapevolezza e nuove capacità.

  • #42

    Marco (venerdì, 13 aprile 2018 09:05)

    Gentile dottoressa, vorrei un consiglio. Secondo lei contestualizzare il senso di colpa, cioè partire dal presupposto che non si sarebbe potuto agire diversamente in determinate circostanze per via del contesto presente in quel momento, possa essere un valido strumento per superarlo?

  • #41

    Federico (lunedì, 26 marzo 2018 19:08)

    Gentile dottoressa,
    delle volte mi capita di avere dei sensi di colpa che probabilmente sono assurdi e ingiustificati. Ad esempio, anche dopo una semplice serata con gli amici trascorsa in allegria e tranquillità, quando torno a casa, mi capita di farmi delle domande del tipo: "Avrò detto con loro qualcosa di sbagliato?", "Non è che qualcuno di loro abbia mal interpretato quella battuta e si sia offeso con me?" ecc. È strano, perché mi rendo conto che questi dubbi al 99.9% non sono reali, ma tendo comunque a rimurginare anche per 2-3 giorni.
    Altra cosa che mi fa sorgere dei sensi di colpa è il mio passato. Ad esempio rimpiango di essermi comportato in un determinato modo in talune circostanze e ripenso nella mia testa "magari potessi tornare indietro e cambiare tutto". Questa cosa, però, riguarda non solo i momenti tristi, ma anche quelli felici. Quei momenti di gioia che per via della mia timidezza so di non aver goduto a pieno.
    Come posso superare questa situazione?
    Grazie mille

  • #40

    Irene (sabato, 24 marzo 2018 19:06)

    Gentile Dottoressa,
    come si puo vivere con tanti sensi di colpa per non poter aver fatto giustizia a un figlio che a 27 anni muore in un terribile incidente stradale? Sono tornata al lavoro e i miei alunni mi danno tanta forza ma lotto contro la depressione giorno dopo giorno. La nascondo per non far soffrire una figlia che già ha sofferto troppo per la morte di suo fratello a chi adorava . Tratto di avere la mente occupata e dipingo ( anche se ci sono dei giorni che non ho animo per fare niente). Cara dottoressa, ho scritto anche un libro, per l'apprendimento dello spagnolo, e lo ho anche illustrato, ma non mi sento appartenere a questa vita...tutto mi sembra surreale...Mio marito mai ha voluto accompagnarmi dal psicologo ed io non ho insistito perchè sento che il mio lutto sarà sempre impossibile da elaborare con tutti i sensi di colpa che mi accompagnano.Gentile Dottoressa,
    come si puo vivere con tanti sensi di colpa per non poter aver fatto giustizia a un figlio che a 27 anni muore in un terribile incidente stradale? Sono tornata al lavoro e i miei alunni mi danno tanta forza ma lotto contro la depressione giorno dopo giorno. La nascondo per non far soffrire una figlia che già ha sofferto troppo per la morte di suo fratello a chi adorava . Tratto di avere la mente occupata e dipingo ( anche se ci sono dei giorni che non ho animo per fare niente). Cara dottoressa, ho scritto anche un libro, per l'apprendimento dello spagnolo, e lo ho anche illustrato, ma non mi sento appartenere a questa vita...tutto mi sembra surreale...Mio marito mai ha voluto accompagnarmi dal psicologo ed io non ho insistito perchè sento che il mio lutto sarà sempre impossibile da elaborare con tutti i sensi di colpa che mi accompagnano. Un caro saluto. Grazie. Avevo bisogno di sfogarmi

  • #39

    Annalisa (domenica, 11 marzo 2018 18:53)

    Gentile Chiara, comprendo il senso di disagio che provi per aver mentito; tuttavia si tratta di una bugia non grave...detta in un momento di poca "presenza mentale". Può capitare. Credo che sarebbe molto più utile e costruttivo concentrarti su ciò che vuoi davvero fare nella tua vita e impegnarti in tale direzione, invece di rimuginare su un fatto ormai accaduto. Puoi decidere di dire alla tua allieva la verità, oppure no. Comunque andare avanti sulla tua strada con serenità e determinazione.
    un caro saluto
    annalisa

  • #38

    Chiara (domenica, 11 marzo 2018 15:30)

    Gentile dottoressa,
    Solo a metà percorso mi sono resa conto che la facoltà che avevo scelto non faceva per me. Ormai erano passati due anni, quindi ho stretto i denti cercando di attingere tutto quello che di positivo riuscivo a trovare, sperando di rifarmi con una laurea magistrale con cui posso cambiare direzione. Mi sono laureata con un voto generalmente discreto, ma non eccellente.Ho detto una bugia alla ragazzina a cui faccio ripetizioni , dicendone uno più alto, e ora mi sento in colpa. Sono stata presa in contropiede e mi sono subito pentita, davvero, non è da me non essere sincera, ma in quel momento non mi sentivo nemmeno molto bene e purtroppo ho parlato a sproposito. È da quando è successo che ci penso, come posso comportarmi?

  • #37

    Annalisa (sabato, 10 marzo 2018)

    Gentile Luca,
    il momento della laurea è solamente un momento - sebbene molto importate - dell'intera carriera universitaria e non sempre è pienamente indicativo, da solo, di tutto l'impegno e il lavoro svolti negli anni precedenti. E' inutile e controproducente rimuginare sul fatto che le cose non sono andate come desideravi. Sono certa che la tua famiglia sia fiera di te comunque e ti suggerisco di concentrare attenzione e risorse su ciò che vuoi realizzare da ora in poi perchè sarà importante per te e per la tua vita! Il passato non può essere modificato, ma il futuro può essere costruito.

  • #36

    Luca (sabato, 10 marzo 2018 10:10)

    Gentile Dottoressa,
    pochi mesi fa mi sono laureato. Si sa, la laurea dovrebbe essere un momento indimenticabile per ogni singolo studente, un momento da ricordare, un momento di gioia da vivere con le persone che più si vogliono bene. Potrebbe sembrare strano ma il mio senso di colpa nasce proprio da quel giorno. Purtroppo la discussione della tesi non è andata particolarmente bene, per una serie di circostanze sono rimasto deluso da come si è svolta. Questo mi ha fatto crescere un forte senso di colpa nei confronti dei miei genitori e dei miei familiari. Loro sono venuti umilmente ad assistermi, con grande gioia ed entusiasmo ed io, purtroppo, non ho reso come volevo e soprattutto come potevo. Questo pensiero mi turba in continuazione e non so come uscirne. Sono arrivato al punto di voler dimenticare completamente quel giorno, ma come si può? Come si può dimenticare quello che per tutti, o quasi, dovrebbe essere uno dei giorni più belli della vita?

  • #35

    annalisa (martedì, 26 dicembre 2017 16:33)

    Cara Roberta,
    sono del parere che spiare il cellulare, la posta o altro del proprio partner sia un comportamento non solo scorretto ma anche dannoso per la relazione. Se si hanno dubbi sensati sulla sua fedeltà o sulla presenza di comportamenti strani, è meglio cercare prima di tutto di parlarne e di affrontare apertamente la questione. In quanto alla sua esperienza, ormai lo ha fatto: impari dal dispiacere che prova a non farlo più, e cerchi di costruire con il suo futuro marito un rapporto basato sul rispetto, la fiducia e il dialogo.

  • #34

    Vincenzo (domenica, 24 dicembre 2017 18:12)

    Grazie mille dr.sse dell'articolo è stato di aiuto per capirmi ...

  • #33

    Roberta (giovedì, 07 dicembre 2017 09:00)

    Gentile Dottoressa
    Dopo aver tanto atteso che il mio ragazzo decidesse di sposarmi, per la prima volta ho spiato il suo telefono.
    Non solo ho capito che stava cercando l'anello, in più gli ho pure detto che avevo capito che lo stava cercando.
    Ora sto malissimo per 2 motivi:
    1) ho guardato il suo tel
    2) gli ho rovinato l'eventuale sorpresa


    Ma perché ho guardato?
    E dopo aver capito,perché sono andata a dirglielo?

    Ora sto malissimo

    Grazie
    Roberta

  • #32

    Annalisa (lunedì, 13 novembre 2017 14:38)

    Cara Beatrice,
    credo che tornare sull'argomento per svelare un comportamento del quale ti sei pentita possa essere inutilmente dannoso per la vostra storia. Tutti possiamo cadere. Inoltre, non esistono decisioni giuste o sbagliate in assoluto ma esistono decisioni sagge. Rifletti su cosa sia più saggio fare...
    Un caro saluto
    ab

  • #31

    Beatrice (domenica, 12 novembre 2017 18:49)

    Buonasera dottoressa, sono una ragazza di vent'anni e mi capita di avere periodi in cui sono tormentata da un senso di colpa nei confronti del mio ragazzo... Un po' di tempo fa abbiamo avuto un periodo in cui io mi sentivo molto lontana da lui in qualsiasi ambito, andavamo poco d'accordo e non mi sentivo bene come prima. Purtroppo abbiamo trascinato tutto ció senza prendere la situazione in mano e questo mi ha resa più debole portandomi a cedere con un altro ragazzo... mi sono pentita amaramente, ho faticato a dirglielo ma l'ho fatto, ci siamo lasciati e ho sofferto veramente tanto finchè riscusandomi gli ho chiesto se era disposto a riprovarci. Ovviamente per lui non è stato facile perdonarmi ma ci abbiamo riprovato e ora dopo qualche mese posso dire che non siamo mai stati così bene! Il problema è che gli ho detto una mezza verità: quando gli ho raccontato l'accaduto, nonostante me lo avesse chiesto, non gli ho detto di essere anche andata a letto con quel ragazzo... ora mi sento in colpa, non mi sento la coscienza a posto ma d'altra parte dirglielo in questo momento mi fa pensare solo che rovinerei questa armonia tra noi inutilmente perché è stato solo un grosso sbaglio e saperlo ora che differenza farebbe? Mi piacerebbe sapere da lei se sto facendo la cosa giusta
    grazie in anticipo

  • #30

    Annalisa (mercoledì, 11 ottobre 2017 15:01)

    Cara Roberta,
    mi poni una domanda difficile, che richiede spazi e tempi ben al di là di quelli disponibili qui! Ti direi che in questi casi, un percorso psicologico sarebbe davvero utile e benefico. Ma immagino non l'abbia considerato come prima scelta e quindi ti suggerisco un paio di letture che potrebbero interessarti: "A tu per tu con la paura" di Krishnananda e Amana, "Le vostre zone erronee", di W. Dyer.
    Un caro saluto e buona vita!

  • #29

    Roberta (mercoledì, 11 ottobre 2017 14:00)

    Cara dottoressa,
    Sono una ragazza universitaria che sta svolgendo un semestre all'estero.
    La mia vita é carica di sensi di colpa, sia verso le persone a cui voglio bene, sia verso persone sconosciute, sono sempre riuscita a gestire bene questa situazione, ma da quando mi trovo all'estero senza la mia famiglia, mi sento più persa, come posso fare per capire chi sono veramente io e cosa mi può realmente rendermi felice e farmi star bene?
    La ringrazio in anticipo e comunque perché il suo articolo é stato utile per me!
    Un caro saluto

  • #28

    annalisa barbier (mercoledì, 30 agosto 2017 11:25)

    Cara Barbara, sarò chiara: non è lei la responsabile della felicità di sua madre. Alla sua età è giusto e SANO costruire una propria vita indipendente ed autonoma, e realizzare i propri desideri. Sua madre sembra essere ambivalente nei suoi confronti: da una parte ha bisogno di lei persino per gli spostamenti e dall'altra la svaluta e la giudica. Non è giusto e non è sano per una madre pretendere da un figlio che faccia da tassista, facchino, contabile coniuge e chissà cos'altro!
    Si faccia coraggio e prenda la decisione di essere indipendente e vivere la sua vita pienamente.
    Un caro saluto

  • #27

    Barbara (giovedì, 24 agosto 2017 05:08)

    Buongiorno Dottoressa,
    sono una ragazza di 30 anni che a breve andrà a vivere con il proprio ragazzo.
    Già adesso, che non sono uscita ancora di casa, mi sento in colpa, anzi mia madre riesce a farmi sentire in colpa, inconsciamente. Io ho una situazione familiare disastrata: padre e fratello che hanno abbandonato il nucleo familiare, uno scappando all'estero, l'altro rimasto qui vicino perché si è fatto famiglia ma non ci ha mai aiutato nelle situazioni di difficoltà. Quindi siamo rimaste io e mia madre e si è creato un rapporto che va oltre quello di madre-figlia. Devo assolutamente staccarmi da questo cordone ombelicale che non mi rende indipendente al 100%, perché purtroppo si è creata una situazione che io ormai, in casa, non sono più la figlia, ma sono il tassista, il facchino, il marito, il contabile, e tutto quello che in realtà non mi compete, solo perché mia madre non vuole guidare, e non si vuole sbattere anche solo a controllarsi il conto in banca perché tanto ci sono io.
    Inoltre vengo sempre ripresa continuamente perché nel giro degli anni sono ingrassata di parecchi kg, e lei non capisce che il corpo negli anni tende a cambiare, non sono assolutamente obesa, ma ho i miei kg di cui vado fiera, e anzi a livello salute sto anche di molto bene adesso che 10 anni fa che avevo 15 kg meno.
    Sono stufa, ed il mio ragazzo si è reso conto che non posso più vivere così, e vorrebbe salvarmi rompendo questa campana di vetro.
    Ma io ho paura di sentirmi comunque in colpa, nonostante non ne abbia ragione di esserlo.
    La ringrazio in anticipo dell'aiuto che mi darà

  • #26

    Annalisa Barbier (martedì, 01 agosto 2017 16:12)

    Cara Antonella,
    grazie per la sua testimonianza. Comprendo molto bene la difficoltà di affrontare il giudizio e le chiacchiere in un piccolo centro dove spesso gli occhi di tutti sono puntati sulle mancanze e le debolezze degli altri. Ma si faccia coraggio: non vale assolutamente la pensa di rinunciare alla propria felicità, alla propria crescita e ala propria vita solo per la paura che altri giudichino le nostre scelte. Si liberi prima di tutto dei giudizi negativi che lei stessa si dà, si liberi delle brutte cose che ha imparato a dire a se stessa...ricordi che ha dei diritti, e il primo di tutti è quello di essere una persona felice e di rispettare se stessa ed i suoi bisogni. Suo marito ha scelto una strada che non deve necessariamente essere anche la sua. SI può rinegoziare, parlare, cambiare... ne parli con un terapeuta, la aiuterà a fare ordine e a fare qualcosa per la sua felicità. E ricordi che solamente noi abbiamo il potere di riempire i nostri "vuoti" con ciò che amiamo, con il rispetto di noi stessi, con l'amore verso ciò che siamo e verso le nostre fragilità e soprattutto permettendoci di fare ciò che ci gratifica e ci rende integre e complete .Un abbraccio

  • #25

    Antonella (martedì, 25 luglio 2017 17:28)

    Buonasera gentile dottoressa, Le scrivo in un momento difficile, in preda ai mostri del senso di colpa, quelli che ti additano sbagliata, colpevole, indegna. Sono sposata, chiusa in un matrimonio finito, in cui entrambi siamo lucidamente consapevoli della fine, ma restiamo aggrappati l'uno all'altra perché soli a questo mondo. Siamo diventati da coppia una famiglia o meglio due migliori amici. Diverse situazioni dolorose (la gran parte lutti vicini tra loro, hanno portato via ad uno ad uno tutti i familiari ed amici ed io, alla soglia dei 32 anni, spinta da lui a farmi nuove amicizie, mi sono avvicinata amichevolmente a diverse persone che mi hanno poi dipinta nel resto del paese (vivo in un piccolo centro di 10.000 abitanti) come una poco seria. Premetto che non ho condiviso nulla di sessuale con nessuno, ma ho nutrito il mio vuoto affettivo con risate, chiacchiere, passeggiate, abbracci. Mio marito si è chiuso nel virtuale perché il pensiero del giudizio era inaccettabile, mentre io, con tutta la fiducia verso il prossimo che potevo, ho creduto che la pura conoscenza potesse rappresentare un nuovo inizio. Ora il peso del giudizio mi toglie il respiro. Mi sento colpevole di non avere il coraggio di vivere la solitudine e porto la colpa di avermi fatto vedere alla luce del sole in compagnia maschile che non fosse il mio compagno ufficiale. Mi creda, è una mancanza di ossigeno interiore che annebbia i pensieri. Mi scuso per essermi allungata e La ringrazio per l'attenzione che avrà per me.

  • #24

    daniela (lunedì, 24 luglio 2017 21:16)

    Buonasera dottoressa, ho 37 anni,sposata,ho avuto tre figli,ma purtroppo il primo è morto 8 anni fa. Ora ho due bimbi di 7 e 4 anni. Il mio problema è che mi sento in colpa per tutto. Davvero tutto. Le spiego. La mia famiglia d'origine versava in condizioni economiche piuttosto disastrose e di questo, da ragazza, mi vergognavo molto,perché non potevo mai far nulla di ciò che facevano le ragazze della mia età. Per esempio, nemmeno partecipare ad una gita scolastica. Sono riuscita a laurearmi grazie alle borse di studio ed alla media del 30,sono diventata infermiera,ho trovato lavoro e mi sono sposata con le mie sole forze. Quando i miei bambini erano piccoli,d'accordo con mio marito,ho lasciato il lavoro per seguirli meglio. Dallo scorso novembre ho trovato un nuovo lavoro,2 ore al giorno, una prestazione occasionale come infermiera scolastica di un bimbo disabile.da qui inizia tutto. Se vado dal parrucchiere o dal l'estetista,mi sento in colpa,perché mia madre mi fa la predica dicendo che i soldi si spendono solo per cose necessarie. Mia suocera inizia col dire che io guadagno troppo poco per potermi concedere cose simili. Che devo trovarmi un altro lavoro a tempo pieno. Se faccio una festina di compleanno a casa per i miei bambini e chiamo una ragazza per un'oretta di animazione, si ricomincia uguale. Il problema è sempre quello: sempre a ripetermi che guadagno poco,guadagno poco...devo lavorare di più, di più... Ho sofferto di disturbi alimentari per 15 anni,dai 18 ai 33. Ora sono guarita,ma mia suocera mi dice che sono ingrassata e devo mettermi a dieta. Mia madre mi dice che ho la pancia. Effettivamente passare da una taglia XS ad una L è una bella differenza... Ma io avevo la XS perché ero malata,non era magra naturale. Certe volte penso che sarebbe stato meglio morire con mio figlio 8 anni fa...almeno questa situazione di vergogna e sensi di colpa atavici sarebbe finita...mi spiace di essermi dilungata troppo... Ora mi sento in colpa anche per questo...