18 (+1) consigli per uscire da un amore distruttivo

Scritto da: Dott.ssa Annalisa Barbier


Spesso, quando si rimane all'interno di una relazione sentimentale caratterizzata da disparità di impegno e sentimento o da partner manipolativi e irrispettosi quando non francamente violenti e infedeli, le ragioni sono legate ad un insufficiente senso di autostima ed amore di sé, o al timore di essere abbandonati e rimanere soli, oppure al senso di sfida che ci si impone quando, rispetto ad un partner problematico (affetto da dipendenze, violento o incapace di amare), si dice a se stessi: “lo/la cambierò, io ce la farò, riuscirò a guarirlo/a” eccetera.

In questi casi, quando la relazione disfunzionale si protrae a lungo nel tempo, il malessere che ne può derivare è grande, e può compromettere la qualità della vita della persona coinvolta nonché la sua capacità di trarre gratificazione e godimento dalle relazioni interpersonali e dalle attività che svolge (lavoro, amici, famiglia, svago eccetera).

Il primo passo da fare in questi casi, per riportare equilibrio e salute, è quello di RICONOSCERE DI VIVERE UNA RELAZIONE DISTRUTTIVA; Senza questo primo passaggio, qualsiasi intervento è destinato a fallire, mancando i presupposti di consapevolezza e motivazione al cambiamento.

Una volta raggiunta la consapevolezza che la relazione che si vive è pericolosa e distruttiva, occorre valutare molto seriamente la necessità di apportare un CAMBIAMENTO. Questo non deve necessariamente consistere nella rottura della relazione (a meno che non si tratti di un partner psicologicamente o fisicamente violento), ma può anche riferirsi ad una modificazione del comportamento di uno o entrambi i partner all’interno della relazione, al fine di trasformare alcuni equilibri e le dinamiche disfunzionali. La scelta dell’obiettivo da porsi dipende dalla gravità della situazione relazionale, dalla eventuale presenza di rischi per l’incolumità dei partner e dalla loro maturità emotiva e psicologica.

Di seguito sono elencati alcuni consigli per aumentare la propria autostima ed autonomia emotiva, al fine di raggiungere un maggiore equilibrio e benessere che, nel medio e lungo termine, porterà a fare scelte più sane e adatte alla nostra crescita e alla realizzazione dei propri desideri.

1.           PRENDITI CURA DI TE

·         Elenca i tuoi obiettivi di vita nell’ambito delle seguenti categorie:  lavoro, cura di sé, autostima, famiglia e parenti, amore, vicinato, comunità, svago e tempo libero, mete e valori, figli, crescita e apprendimento, salute, casa, denaro, creatività, sostegno, amicizia;

·         Inizia a chiederti cosa puoi fare per renderti più felice e gratificato in ogni area sopra indicata e impegnati per il tuo benessere;

·         Scrivi almeno 5 tuoi bisogni che non sono soddisfatti nella attuale relazione e impegnati a capire cosa dovresti fare perché vengano soddisfatti;

·         Inizia ad agire nella direzione del soddisfacimento dei tuoi bisogni invece di agire nel timore di essere lasciato/a;

·         Metti al centro il tuo benessere fisico e psicologico, riportando sempre l’attenzione su di te chiedendoti: “cosa desidero davvero in questo momento?”, “questa situazione mi porta benessere o dolore?”, “cosa posso fare per stare bene ora?” eccetera

2.   RINUNCIA AL BISOGNO DI CAMBIARE L’ALTRA PERSONA: piuttosto chiediti se ti gratifica e se ti va bene così come è;

3.   MOSTRATI PER COME SEI, accettando la possibilità che l’altra persona non ti approvi  e la possibilità di fare o dir qualcosa che all’altro non piace;

4.   LASCIA LIBERO L’ALTRO DI ANDARSENE se non desidera restare nella relazione. Smetti di credere che se ti impegnerai fino allo sfinimento, l’altra persona rimarrà con te: l’amore è una scelta e non un obbligo né tanto meno il frutto di un ricatto morale;

5.   EVITA LA “TRAPPOLA DELLA SPIEGAZIONE”; non è necessario uscire da ogni discussione vincenti o dimostrando che l’altro ha torto. Ci sono abilissimi manipolatori/manipolatrici in grado di ridurti allo stremo delle forze, proprio facendo leva su questo bisogno;

6.   SMETTI DI CHIEDERTI “CHI HA RAGIONE?” e inizia a chiederti: “mi piace tutto questo?”;

7.   SVILUPPA IN TE LE QUALITÀ CHE DESIDERI POSSEDERE; smetti di credere che semplicemente avendo accanto una persona che le possiede, tu possa riempire la mancanza di esse

8.   CREA E MOLTIPLICA LE OCCASIONI DI GRATIFICAZIONE e successo personale

9.   PRATICA ASSERTIVITÀ: non accettare l’inaccettabile ed esprimi te stesso/a;

10.       PONI LEGITTIMI CONFINI alle richieste ed inferenze dell’altra persona, ed esigi che vengano rispettati

11.       IMPARA A DIRE DI NO QUANDO SENTI CHE E’ “NO”

12.       SMETTI DI DIRE “SI” QUANDO E’ NO!

13.       MODIFICA I TUOI ATTEGGIAMENTI invece di pretendere di cambiare l’altra persona. Ad esempio puoi smettere di essere eccessivamente accondiscendente o tollerante, non fare la vittima, chiedere che vengano rispettati i tuoi desideri eccetera

14.       RICORDA CHE L’AMORE NON E’ UNILATERALE: non dipende solo dal tuo impegno – per quanto ce ne metterai -  mandare avanti la relazione, ma occorrono l’impegno e la volontà di entrambi;

15.       SMETTI DI CERCARE SEMPRE L’APPROVAZIONE ED IL RICONOSCIMENTO DELL’ALTRA PERSONA; agisci piuttosto sulla base di ciò che desideri e che fa bene a te;

16.       SVINCOLATI DALL’ECCESSO DI EMPATIA che ti spinge a tollerare e accettare tutto da parte dell’altro;

17.       CONTROMANIPOLA: invece di contrastare ciò che l’altro afferma (giusto o sbagliato che sia), ribadisci con calma e fermezza che non sei più disposto/a ad accettare prevaricazioni o umiliazioni di alcun genere

18.       SII DISPOSTO/A AD ACCETTARE CHE L’ALTRA PERSONA SE NE VADA se non è in grado di dialogare né migliorare la relazione


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Commenti: 19
  • #1

    Alessandra (venerdì, 06 novembre 2015 16:34)

    Questi punti devono diventare la mia Bibbia.

  • #2

    Carmen. (domenica, 20 marzo 2016 22:38)

    Sto uscendo da una relazione devastante con un alcolizzato e forse qualcosa i più :spero che il mio no questa volta sia per sempre... Sto male ma so di potercela fare... Mi sono riconosciuta in questo quadro analitico.. Ho dato troppo ma quello che non riesco a capire è perché sto tanto male

  • #3

    Laura (mercoledì, 15 marzo 2017 23:05)

    Anche io mi riconosco in questo quadro clinico ...e anche io come Carmen non capisco perché tagliare con il mio amore ...sicuramente malato ,da un lato mi fa sentire finalmente libera ...ma stessa ...dall'altro mi fa male ...mi manca ...subisco giornalmente calunnie ...violenze verbali ..offese di ogni tipo ..ma poi quando ritorna è come se fossi ipnotizata ...mi ritrovo fra le sue braccia ...pronta alle prossime violente verbali e gelosia assessiva

  • #4

    Sara (venerdì, 02 giugno 2017 15:27)

    "Insufficiente senso di autostima ed amore di sé, o al timore di essere abbandonati e rimanere soli".... mi rendo conto che per me è proprio così, da figlia abbandonata dal padre, con un'infanzia non proprio serena, la paura più grande è quella di essere abbandonata dalle persone che amo e adesso la persona che credevo mi amasse, che mi aveva fatto sentire finalmente amata, è diventato qualcuno che mi fa male, con la sua indifferenza... un giorno sono tutto e un giorno niente.Geloso in modo eccessivo e in cerca delle mie attenzioni quando mi avvicino ad amici o familiari, donne e uomini, ma mai disposto a darne se sono io ad avere bisogno. Anzi, ho notato che quando chiedo è proprio quello il momento in cui lui mi fa più male e mi fa sentire sbagliata, pesante. Rimango sempre senza parole.... terrorizzata che la nostra storia possa finire. Ma forse sarebbe meglio così.. se io solo fossi capace

  • #5

    Pam (lunedì, 05 giugno 2017 23:00)

    Sto da quasi 4 anni con lui e sono tuttora innamoratissima malgrado insulti e umiliazioni. Non capisco xke è così difficile lasciarlo andare

  • #6

    annalisa (martedì, 06 giugno 2017 17:11)

    Cara Sara, mi descrivi una persona che è decisamente meglio lasciarsi alle spalle. Sarà dura, ma è necessario per il tuo benessere. Credo anche io che la cosa migliore sarebbe che la vostra storia finisse, poiché non mi sembra una storia in grado di donarti equilibrio nè stabilità. Queste altalene possono solamente fare male e non portano nulla di bello... fatti coraggio: se hai compreso questo il passo successivo è quello di scegliere un compagno rispettoso, amorevole ed affidabile.

  • #7

    Ilaria (sabato, 08 luglio 2017 08:28)

    Sono stata 4 anni con non so neanche più chi... mi ha usato in tutti i sensi un parassita a tutti gli effetti , alcolizzato, paranoico ..con cui penso di essere caduta indossando la veste di saldatrice e unica in grado .. ho perdonato l' imperdonabile botte , sputi , insulti, tradimenti, infamie a miei colleghi....ma come ipnotizzata ho continuato in nome di niente .... fino a quando è partito... mi ha fatto sapere che mi ha tradito e ora è sparito e sta bene ... incredibile....ho letto i messaggi sopra ....scappate ...perché in alternativa c' è solo devastazione.... queste persone ti distruggono...

  • #8

    Nadia (mercoledì, 02 agosto 2017 19:24)

    Separata con una figlia di 10 anni e da 7 anni vivo una relazione forse più che tossica iniziata mentre ero ancora sposata. Lui diceva di non volermi perché ero sposata ma intanto mi cercava. Poi era a disagio perché ero separata da poco. Poi gli dispiaceva addirittura per il mio ex marito. Poi aveva fatto peccato con Dio e non riusciva a perdonarsi. Poi non potevamo convivere perché se poi le cose non andavano che devastazione per tutti diceva. Intanto mia figlia si affezionava sempre più. Poi dice che spingo troppo che non so aspettare perché insomma sono solo 7 anni. Poi volevo un figlio e anche lui diceva ma quando sarà il momento. Poi ha detto ho paura non me la sento. Alla fine arriva ieri che mi dice domani sera esco a cena con due miei amici e la mia ex e io gli dico ok vengo anche io visto che gli altri due li conosco. A risposta è stata con te vicino sono a disagio davanti a lei. Cosa altro mi serve per farla finita?

  • #9

    annalisa (mercoledì, 02 agosto 2017 21:01)

    Gentile Nadia, il mio parere è che non le serve davvero altro e che ha tutte le informazioni e le indicazioni che le occorrono per decidere. Ma la domanda la pongo io a lei: cosa sta aspettando? Quale cambiamento spera che accada per accettare una realtà che in cuor suo ha già compreso?

  • #10

    Silvia (venerdì, 11 agosto 2017 18:31)

    Infelice... mi sento infelice... non ho la vita che avrei desiderato... per niente... una bambina bellissima che è la mia vita... ma un essere come "compagno" che ritengo sia la persona più schifosa che possa esistere... ignorante, volgare, paranoico, maleducato, retrogrado... perché non lo faccio andare? Per una questione puramente economica... non posso permettermi tutte le spese da sola... ti annienta psicologicamente... e mi chiedo da sola come ho fatto a fare un figlio con un demonio del genere... e perché piango per una persona che non merita e non mi merita sicuramente... non è facile e non sempre si può capire... nemmeno io ci riesco... ma la decisione è li dietro l'angolo... mi manca la spinta giusta... la mente umana è davvero contorta... mi dispiace solo per la mia principessa che di riflesso vive tutto questo

  • #11

    Annalisa Barbier (sabato, 12 agosto 2017 09:09)

    Gentile Silvia,
    considerato ciò che scrive, se finalmente si deciderà a chiudere una relazione ormai davvero logora e deteriorata, qualsiasi sacrificio economico sarà ripagato da un recuperato senso di autonomia, autodeterminazione e serenità.
    Si faccia coraggio: la vita è breve, e se desidera spenderla solo tra considerazioni economiche, rabbia, senso di impotenza e infelicità di tutti, sarà una sua scelta. Ricordi: certe decisioni sembrano sempre più difficili prima di essere affrontate...

  • #12

    Rosa (sabato, 02 settembre 2017 11:22)

    Su quaranta domande credo di aver riaposto si almeno a 39.
    Sono una dipendente affettiva...non è più un dubbio...
    Vivo ora una relazione da nove anni con un uomo a cui ho permesso di cancellare la anima.
    Sposata e impriognata in un matrimonio riparatore..che ho fatto durare per 22 anni... Ho iniziato QUESTA relazione clandestina e logorante ...che mi ha condotto alla separazione...e che mi lascia ancora qui in attesa di una sua attenzione...che so già non arriverà mai.
    È un idiota...non ci sono altri modi per definirlo... Un cantautore lo ha definito analfabeta dell amore e grande esperto di pornografia tra astinenza e abuso.
    Il classico birra telecomando e stadio...
    Gran lavoratore... Adulatore dei superiori e di chiunque incontri per strada.
    Sempre sorridente e compiacente con chiunque e impaziente e deleterio con me.

    Non scrivo per avere soluzioni..quelle non esistono per persone come me che credono in se stesse nella misura del niente..
    So che avrei bisogno di un percorso di psicoterapia...che purtroppo non mi posso permettere...
    Scrivo per suggerire alle mamme che leggono...

    Io ho perso i miei figli ... Entrambi...la prima frutto del matrimonio riparatore e il secondo frutto del disperato tentativo di salvare il matrimonio...

    Si perdono i figli quando si dichiara a voce alta che sono la tua vita e poi non si trova un minuto per guardare i loro occhi...per ascoltare le loro parole...per capire i loro cuori.

    Si perdono IRRIMEDIABILMENTE quando la tua attenzione è focalizzata sul messaggio del tuo carnefice...sul suo stato di whatsapp...sulla continua ricerca di risposte...sulla logorante attesa che abbia voglia di degnarti della sua presenza...sulla continua ricerca di segni del suo ennesimo tradimento...

    Con il cuore che scoppia...che batte cosi forte nel petto da poterlo quasi percepire fuori...

    E i pianti... ?!!!
    Quelle lacrime continue che i TUOI FIGLI HANNO VISTO...e di cui si sono per sempre assunti la responsabilità...

    La cosa peggiore?

    Sapere di sbagliare ... Sapere di essere una larva...e non riuscire a cambiare...
    Qualche volta sono arrivata a pensare ci fosse di mezzo la magia...

    Fermatevi Voi che siete in tempo...
    Salvate la vostra vita...salvate i vostri figli....

    grazie

  • #13

    Annalisa (sabato, 02 settembre 2017 13:14)

    Carissima Rosa,
    innanzitutto grazie di cuore per questa toccante testimonianza, che spero possa essere da monito per molte altre donne che, come lei, stanno vivendo relazioni dipendenti.
    So che può sembrarle banale, ma è la verità: se ne può uscire se ci si lascia aiutare. Si può stare meglio. Si può decidere di continuare a viere anche la stessa relazione...ma recuperando autostima e maggior serenità.
    Se non può permettersi una psicoterapia, si informi in rete sui GRUPPI ASSOLUTAMENTE GRATUITI dei CODA o codipendenti anonimi. Ce ne sono in moltissime città e sono davvero un grande aiuto. ecco il link alla pagina principale del loro sito: http://codipendenti-anonimi.it
    un abbraccio

  • #14

    Gioia (mercoledì, 20 dicembre 2017 01:13)

    5 anni di relazione e 2 di convivenza... in tutto questo io ne ho 20..... mi ritrovo a vivere con una persona ignorante, possessiva e che non amo, che non vuole e non sa ammettere i suoi perenni sbagli e che ogni notte sento dormire pesantemente di fianco a me mentre io sto sveglia a fissare il soffitto.. mi sembra di avere la vita triste di una 50enne depressa quando in realtà ho solo vent’anni e sono ancorata a questa persona, sono cresciuta con lui, ho solo lui, i miei genitori pensano che io stia bene ma in realtà piango tutti i giorni perché questa non è la vita che voglio... ci sono solo dei piccoli momenti di felicità nella nostra coppia in cui mi sembra di ritrovarlo e mi ritrovo a pensare di essere una stupida a volerlo lasciare, ma poi ritorna tutto... gli insulti le urla l’odio puro, le spinte le lacrime il chiudersi a chiave in una stanza... mi ritrovo ogni notte a cercare di consolarmi pensando ad una persona che è stata troppo poco nella mia vita e che da troppo tempo non vedo... chissà se troverò la forza di essere felice o se tra dieci anni mi ritroverò sposata con lui.

  • #15

    Giorgia (giovedì, 18 gennaio 2018 07:18)

    Io ne sto uscendo ci ho messo un po a capirlo, è un manipolatore è tutto vero quello che ho letto su, geloso fino all inverosimile e traditore alcolizzato e un ex tossicodipendente, si era attaccato a me perché sono stata l unica donna di cui ha accettato tutto ero il suo carrello il suo cagnolino, mi ha distrutto psicologicamente mi alzava le mani x ogni cosa l ho conosciuto a 43 anni oggi ne ho 50 e ho sprecato 7 anni per poi capite il male che mi ha fatto, sputi in faccia, bugie anche davanti all' evidenza di donne ogni tre per sue, attaccato a me anche e solo x interessi economici e io che vedevo lui come un Dio, lui mai dato mezzo euro di aiuto si nulla, assurdo veramente Leone con donne sole ogni sua relazione passata LASCIAVA un segno danni botte e vita assurda con tutte.....lo sto lasciando e mi sento piu forte, l ultima cosa che ho dovuto subire lui a letto con una sua amica lho sorpresi, e nonostante l evidenza mi ha detto cbe lui nn ha fatto nulla....ma che razza di persona mi obbligava ad accettare tutta la sua brutta vita.. , .... per fortuna oggi x me è zero.

  • #16

    Rebecca (lunedì, 29 gennaio 2018 00:06)

    Non so se ne sto uscendo o se sono sempre nel loop, quello infinito che continua ogni mese settimana o giorno. Per l’ennesima volta è andato via di casa lasciandomi da sola con suo figlio di 1 anno. Ho tutte le possibilità sicuramente facendo molti sacrifici per farcela da sola economicamente e con l’aiuto della mia famiglia ormai coinvolta . Stiamo insieme da tre anni, mi ha offesa, denigrata come donna, ha alzato le mani, mi ha sputato, offende la mia famiglia ogni giorno e mi fa sentire inadatta e indifetto ogni giorno. Allora perché sto così tanto male? Perché soffro terribilmente al pensiero di iniziare la mia nuova vita ? Vorrei che scomparisse dalla faccia della terra ma non sarà mai così perché ho un figlio con lui. Non mi tratta come vorrei e non mi rende felice, quando parliamo solo quando ha voglia lui, parla solo lui e mi schiaccia e ipnotizza facendomi credere che tutto intorno a me è merda e lui no. Non so più a chi credere o cosa fare. Un giorno dico che vado da avvocato e il giorno dopo cambio idea perché mi fa tenerezza perché in lui ci avevo visto qualcosa di buono. Perché non riesco a rassegnarmi di non essere riuscita ad aiutarlo e non mi salvo io? Non me lo so spiegare...

  • #17

    meina (domenica, 04 febbraio 2018 07:26)

    Ho conosciuto il mio lui trentasette anni fa, questo vi farà capire che quando una situazione è triste e non si ha il coraggio di lasciarlo ci si fa male all'infinito. Avevo venti anni quando l'ho conosciuto, per tre mesi ho saputo di lui una verità a metà, non mi aveva detto che era sposato... l'ho lasciato, anche se lui mi mentiva, forse le solite, sicuramente le solite cose. L’ho rincontrato dopo un anno e abbiamo iniziato una relazione, .Ho pensato che i suoi problemi fossero dovuti al fatto che la sua ex era rimasta incinta dopo poco tempo di conoscenza. Quindi tutto dovuto d un rapporto non profondo. Lui non attribuiva colpe alla sua ex se non il fatto che tra loro no c'era passione. Dopo otto anni ho iniziato a capire che aveva l'abitudine di tradire di tanto in tanto Mi è crollato il mondo addosso. Gli anni son passati e di tutto io ero la colpa perché non lo capivo :lui ha salvaguardato il rapporto con terapia d'urto "tradimenti"(nuova terapia per la coppia)Io sono stata IL SUO PONTE ho sorretto tutti i problemi senza cedere mai ,se non in qualche sfuriata forte a volte troppo forte,ma ogni volta la colpa era mia che non lo cercavo fisicamente,ma nel frattempo lavoravo,lavavo,stiravo e tenevo conto di tutte le scadenze economiche. Non so se qualcuno riesce a essere sex o accattivante dopo sospetti tradimenti. Dopo ventisette anni di convivenza in cui io non ho chiesto di sposarci è andato in crisi, pensavo per la morte della madre. Ha voluto fare un viaggio contro la mia volontà. Ha detto che anche lui stava male. Conclusione è andata in Vietnam per due motivi, uno perché sono luoghi che ha sempre voluto visitare,ma per stare meglio si è posto in una relazione di chat con una Vietnamita. Io l'ho scoperto dopo che lui era in viaggio.La colpa è mia perché non lo capisco(parole sue) o meglio (lo capisco troppo) e anche perché ho scoperto le chat. Per lui è stata una scemenza,ma sinceramente io sono stanchissima e profondamente delusa.Non meritavo questo, non li ho chiesto mai nulla di soffocante ,ne tanto meno ho imposto nulla,ma il rispetto quello si. Siamo a capolinea .P.S sto parlando di un uomo di 65 anni con 2 figli. Il più piccolo, anni fa, ha letto personalmente, una chat di cui non sapevo niente(ecco perché dico tradimenti anche se virtuali).Mio figlio ne è rimasto scioccato,un ragazzone in gamba che è entrato in crisi e nel frattempo il padre ha perso autorevolezza nei suoi confronti,Un rapporto minato sul quale dovrà lavorare molto.I figli perdonano più difficilmente. Abbiamo cercato di superare come si fa in una famiglia quando qualcuno combina un guaio.Ora penso che devo chiudere qui perchè ancora oggi dice che la colpa è mia .Credo che abbia forti problemi di personalità mista,ma questa volta non lo posso aiutare,se non si rende consapevole che ha bisogno di un percorso di ricostruzione personale. Eppure per me ha fatto follie.(vere o finte non lo so e credo che non lo saprò mai)

  • #18

    Barbara (mercoledì, 21 marzo 2018 20:55)

    Buonasera.leggo queste lettere e piango disperata.Quante donne nella mia condizione.il mio compagno mi ha cacciata di casa con la forza,praticamente in mutande.una convivenza di 6 anni,i primi 2,tutto meraviglioso.poi,il primo schiaffo ( lo so,me sarei dovuta andare )..ed è iniziato l’inferno..in cui ormai ero intrappplata,perché mi faceva sentire che ero sempre inadeguata,ma continuava a dire che ero la sua vita,che mi amava alla follia..e l’altalena continuava,tra insulti,tradimenti,calci e pugni in faccia,che mi hanno rotto il naso,non l’ho mai denunciato,perché il figlio mi ha pregata di non rovinarlo..non potevo più parlare,perché quello che dicevo era sbagliato..il mio equilibrio mentale è andato in mille pezzi,per non parlare del mio cuore ormai dilaniato.l ‘8 marzo all’una di notte,mi ha cacciata di casa,sapendo benissimo che non avevo un posto dove andare.ho dormito in macchina.ora mi stanno ospitando,sono tornata a riprendere le mie cose,nel frattempo,l’ho denunciato.lui ancora non lo sa.ma la domanda è questa : perché sto soffrendo così tanto,perché mi trincero nel dolore e nella disperazione e non riesco ad andare avanti?so che non mi merita,so che era un rapporto dannato ma non vado avanti.chiedo estremo aiuto.Barbara

  • #19

    Annalisa (giovedì, 22 marzo 2018 14:13)

    Cara Barbara,
    racconta una storia fin troppo sentita, purtroppo. Se ha avuto il coraggio di scrivere qui la sua esperienza, deve trovarlo anche per chiedere aiuto concretamente; chieda aiuto alla sua famiglia se può, agli amici, ad un centro antiviolenza, ad un professionista che possa darle una mano. E' un momento difficile e un sostegno competente è davvero importante per non ricadere ora né in futuro negli stessi errori o scelte sbagliate. Il dolore di questo momento fa parte di ciò che è accaduto e passerà. Occorre una dose maggiore di coraggio e sostegno.
    Un caro saluto e in coraggio: faccia in modo che ciò che le è accaduto non si ripeta.