IL NARCISISTA E IL PARTNER: LA DANZA DEGLI SCHEMI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scritto da: Dott.ssa Annalisa Barbier

 

PREMESSA: Userò il maschile molto spesso in questo articolo riferendomi al narcisista, per questioni meramente pratiche. Infatti, sebbene le statistiche mostrino una prevalenza di questo disturbo di circa il 70-80% a carico della popolazione maschile, è possibile riconoscerne una fetta anche all'interno della popolazione femminile!

 

Il narcisista lo si riconosce per l’attenzione all'apparenza, l’arroganza, la presuntuosità e la mancanza di empatia e rispetto verso l’altro. E' spesso una persona brillante e piacevole ad un primo sguardo, ma ci vuole poco per incontrare la sua mancanza di empatia, l’indisponibilità emotiva, l’atteggiamento critico e svalutante, la pressoché totale concentrazione dell’interesse unicamente sui propri bisogni. Le donne si riconoscono per la loro capacità di essere sempre all’ultima moda, perfettamente vestite e truccate e insopportabilmente dedite alla raffinata ed impegnativa arte di essere perennemente al centro dell’attenzione, con pose teatrali, incapaci di ascoltare altri al di fuori di se stesse.

Di seguito alcune caratteristiche comunemente riscontate nel tipo narcisista (uomo o donna):

  • egocentrico e accentratore
  • svalutante
  • richiedente
  • diffidente e geloso
  • perfezionista e ipercritico
  • snob (“io sono meglio di tutti gli altri, io sono speciale”)
  • incapace di mettersi nei panni degli altri
  • emotivamente freddo e distaccato
  • bugiardo e circostanziale
  • centrato su di sé
  • teatrale: vuole stare al centro dell’attenzione
  • approfitta degli altri per i suoi scopi
  • non prova dispiacere o rimorso
  • tende ad avere dipendenze o ad abusare di sostanze (dipendenza da sostanze, alcol, internet, sesso…)

Più di questi indicatori sono presenti, maggiore è l’entità “clinica” della manifestazione di narcisismo; il narcisismo infatti può essere considerato come un insieme di caratteristiche che si manifestano lungo un continuum che va da un narcisismo “sano” e adattivo, ad un narcisismo patologico e disfunzionale.


LA FERITA

La ferita del narcisista è fondamentalmente la ferita del non amore, del non essere stato visto per ciò che era davvero: 

egli è stato invece idealizzato, adulato e posto sul piedistallo in quanto speciale e perfetto (quindi in dovere di mantenere tale immagine esteriore per non perdere l’amore dei genitori), oppure ripetutamente ferito e svalutato quando esprimeva se stesso in maniera vera.

 

Teme le emozioni, teme la propria identità vera, teme il rifiuto e la mancanza di ammirazione e spesso finisce per dipendere letteralmente dall’ammirazione degli altri e dal sentirsi “unico e speciale”.

 

È un mondo ben triste…e il solo modo per cavarsela è “galleggiare a pelo d’acqua” rifuggendo l’intimità con l’altro, il contatto con il sé profondo, cercando a tutti i costi di essere perfetti e sentendosi speciali e unici. In ogni modo possibile.


I 18 SCHEMI DI JEFFREY YOUNG

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli individui narcisisti e le persone che subiscono la loro fascinazione e vi si trovano in relazione, possiedono specifici SCHEMI MALADATTIVI, che sono responsabili dei comportamenti disfunzionali presenti nella relazione. Jeffrey Young è il fondatore della “Schema Therapy”, una forma di concettualizzazione psicopatologica e di terapia, basata sull’approccio cognitivo comportamentale, gestaltico, interpersonale e sulla terapia basata sulle emozioni.

Questo approccio prevede il riconoscimento di 18 SCHEMI DISFUNZIONALI O TRAPPOLE che rappresentano veri e propri “temi di vita”, e derivano dalle esperienze dolorose infantili e adolescenziali in cui i bisogni fondamentali dell’individuo non sono stati soddisfatti in maniera adeguata. Ogni schema è costituito da aspetti cognitivi come pensieri e convinzioni, emozioni, percezioni, ricordi, comportamenti. Si formano dall’interazione del temperamento del bambino e delle difficoltà che incontra precocemente.

Gli schemi possono restare INATTIVI per lunghi periodi della vita, per poi ATTIVARSI,  spesso in modo automatico e inconsapevole, quando si verificano – nel presente – eventi e condizioni tali da rievocare la passata sofferenza: a quel punto lo schema ci “sequestra” totalmente e veniamo risucchiati all'indietro, riportati indietro di anni, finendo con il rivivere il passato invece di vivere nel presente, nel “QUI E ORA”.

I 18 SCHEMI DISFUNZIONALI individuati dall'autore sono i seguenti:

 

1)     Abbandono/Instabilità

2)     Sfiducia/Abuso

3)     Deprivazione Emotiva

4)     Inadeguatezza/Vergogna

5)     Isolamento Sociale

6)     Dipendenza/Incompetenza

7)     Vulnerabilità

8)     Invischiamento/Sé Poco Sviluppato

9)     Fallimento

10)         Pretese/Grandiosità

11)         Scarso Autocontrollo E Disciplina

12)         Sottomissione

13)         Auto sacrificio

14)         Ricerca Di Approvazione

15)         Negatività/Pessimismo

16)         Inibizione Emotiva

17)         Standard Severi/Ipercriticismo

18)         Punizione

 

Senza entrare nel merito di ogni singolo schema per descriverne origine, caratteristiche e modalità di manifestazione, ci limitiamo in questa sede a individuare quali sono  gli schemi tipici dei narcisisti e quelli che essi sono in grado di ATTIVARE nell’altro (W.T. Behary, “Disarmare il narcisista”).


Schemi tipici nel narcisismo

 

 

·       

 

 

 

  • DEPRIVAZIONE EMOTIVA. “nessuno potrà amarmi per ciò che sono davvero” dice il narcisista, ergo “non devo avere bisogno di nessuno” (stile di coping si ipercompensazione). Freddezza, distacco emotivo;
  • INADEGUATEZZA/VERGOGNA. Ad un livello profondo ed inconsapevole, si sente non amabile e si vergogna di sé. Tale sensazione viene mantenuta al di fuori della coscienza anche attraverso attività autoconsolatorie compulsive (troppo lavoro, sport, ecc…) e provoca il continuo bisogno di conferme del proprio valore eccezionale, di ammirazione e approvazione per il suo essere speciale;
  • SFIDUCIA/ABUSO. Crede che gli altri siano gentili con lui per ottenere qualcosa; è scettico e diffidente sulle motivazioni altrui e mantiene le distanze;
  • AUTOCONTROLLO INSUFFICIENTE. Rifiuta limiti e regole, che si applicano solo agli altri. Non tollera la frustrazione di non ottenere subito ciò che vuole;
  • PRETESE/GRANDIOSITA’. È lo schema tipico del narcisista. Ha bisogni grandiosi, si sente speciale e unico, vuole essere trattato di conseguenza con riguardi speciali. Ha sogni grandiosi e si sente superiore: tutto questo serve anche a “consolare” la strisciante e inconsapevole sensazione di non amabilità e inadeguatezza.
  • RICERCA DI APPROVAZIONE. Anche in questo caso lo schema cerca di soddisfare il bisogno di approvazione legato alla sensazione di non amabilità e inadeguatezza che viene mantenuta, per la maggior parte del tempo, fuori dalla coscienza. L’approvazione è il carburante necessario a tenere in movimento il meccanismo della perfezione/specialità. È un’ipercompensazione del profondo senso di solitudine e inadeguatezza;
  • STANDARD SEVERI. La spontaneità e il lasciarsi andare rappresentano una minaccia per il senso di inadeguatezza e non amabilità sottostante, perché potrebbero lasciar affiorare il vero Sé tenuto ben nascosto: perciò si deve sempre dar da fare per raggiungere la perfezione. Tenersi sempre impegnato per fare qualcosa…

 

Schemi innescati nel partner

 

 

 

 

 

 

  • DEPRIVAZIONE EMOTIVA. Convinti di non poter essere amati davvero da nessuno, queste persone trovano nel narcisista il “compagno di schema” perfetto per rimettere in piedi le antiche scene: si sentono tristi, soli e non amati ma è tutto ok. SI tratta di qualcosa di familiare;
  • SFIDUCIA/ABUSO. Gli abusi e il comportamento profittatore del narcisista rievocano vecchi ricordi e scene del passato: ci si sente come se di dovessero comunque sopportare, come si ha sempre fatto, fatto e che nulla cambierà. È familiare anche questo;
  • ABBANDONO. Tanta è la paura di restare da soli che si vorrà sopportare di tutto dal narcisista pur di non essere lasciati;
  • INIBIZIONE EMOTIVA. Si tengono le proprie emozioni ben nascoste e controllate per non disturbare, per non essere inopportuni. Il narcisista si abbandona a insopportabili sfuriate, con la stessa naturalezza con la quale chi ha questo schema resta silenzioso e attonito a sopportare;
  • AUTOSACRIFICIO. “Non devo chiedere nulla per me”, “devo preoccuparmi prima degli altri” dice lo schema. E il narcisista renderà questo atteggiamento ancora più radicato richiedendo attenzioni, sacrifici e premure solo per sé come un diritto acquisito;
  • SOTTOMISSIONE. Chi ha questo schema attivo, ha difficoltà a far valere i propri bisogni e desideri; il narcisista, con i suoi atteggiamenti minacciosi e intimidatori renderà ancora più difficile esprimere rabbia e disappunto.
  • INADEGUATEZZA/VERGOGNA. Quando è attivo, questo schema provoca sensazioni di inadeguatezza e non amabilità; ci si sente dunque in dovere di fare ciò che l’altro si aspetta, di mettersi sempre in discussione, di sentirsi in colpa per ciò che non funziona…
  • STANDARD SEVERI. Figlio dell’inadeguatezza. Quando questo schema è attivo, si cerca di diventare sempre più tenacemente il partner/figlio/amico/collega perfetto facendo sforzi enormi, rinunciando a ciò che si sente nel profondo e tentando di vivere secondo gli standard degli altri.

 

 

 



SIMILIA SIMILIBUS...

Osservando gli schemi del narcisista e del partner del narcisista, emergono alcune similitudini: entrambi infatti condividono alcuni schemi disfunzionali.

 

Si tratta degli schemi di: Inadeguatezza/Vergogna, Deprivazione Emotiva, Sfiducia/Abuso e Standard Severi, schemi che originano dalle precoci esperienze di deprivazione di cure amorevoli, accoglimento, protezione e rispetto, riconoscimento e amore incondizionato.  Solo che essi reagiscono al dolore in maniera diversa:

  1. il narcisista IPERCOMPENSA attraverso la creazione di un GRANDIOSO SENSO DI SÉ e di una barriera di DISTACCO DALLE EMOZIONI (“devo essere assolutamente indipendente, attento a non farmi fregare, distaccato, capace di cavarmela da solo, devo essere il migliore di tutti”)
  2. il partner tipico del narcisista ha un atteggiamento diverso di reagire agli schemi disfunzionali: la RESA. Si arrende al senso di inadeguatezza e di non amabilità, si arrende alla convinzione che presto verrà abbandonato, si arrende alla voce interna che gli dice “devi fare di tutto per renderti amabile, devi tollerare tutto dall’altro o ti lascerà, non sei abbastanza in gamba, devi mettere da parte le tue necessità, devi fare di più…”

Queste similitudini di fondo tuttavia, si esprimono con atteggiamenti complementari nel narcisista e nel partner, dando vita ad una sorta di “danza degli schemi” potenzialmente infinita e decisamente dolorosa, all’interno della quale ogni passo dell’uno fa eco al passo complementare dell’altro in una spirale di insoddisfazione e sofferenza crescenti.

È quindi molto importante conoscere e riconoscere i propri schemi disfunzionali, imparando a capire:

1)     QUANDO SI ATTIVA UNO SPECIFICO SCHEMA

2)     QUALI SEGNALI INDICANO CHE SI È ATTIVATO: potrebbero essere sensazioni fisiche in particolari parti del corpo come lo stomaco, il petto o la gola…

3)     QUALI EMOZIONI E STATI D’ANIMO SI ASSOCIANO AD ESSO: tristezza, paura e ansia, inquietudine, rancore e rabbia, preoccupazione ecc…

4)     QUALI RICORDI CI RIEVOCA DAL PASSATO: immagini di episodi dell’infanzia, ricordi di cose accadute molto tempo fa…

5)     QUALI COMPORTAMENTI CI SPINGE A METTERE IN ATTO: sottomissione e tolleranza eccesiva, eccessiva dedizione e trascuratezza delle proprie necessità e ragioni, fare di tutto per trattenere l’altro…

6)     QUALI CONSEGUENZE SI OTTENGONO CON TALI COMPORTAMENTI: ci accorgeremmo probabilmente che si tratta di comportamenti che non fanno che ripetere sempre la stesa spirale di sofferenza

 

Una volta comprese queste fasi, è possibile introdurre qualche piccolo e graduale cambiamento a due livelli:

  • Modificando e mettendo in discussione le convinzioni distorte che sono alla base dello schema disfunzionale;
  • Modificando i comportamenti che si era soliti attuare, sostituendoli con azioni più sagge, libere e salutari;
  • Lavorando sulle emozioni legate a specifici ricordi

Se è possibile imparare a fare questo lavoro su di Sé anche autonomamente, è certamente preferibile chiedere il supporto di un professionista che sia in grado di seguire questo processo con amore e preparazione e che sia soprattutto in grado di trasmettere quell’accoglimento amorevole, qual accettazione incondizionata e quel senso di “base sicura” che sono venute a mancare nelle prime importanti fasi della vita emotiva.

 

APPROFONDIMENTI: "Disarmare il narcisista" di W.T. Behary; IL NARCISISMO; L'ALTRA FACCIA DEL NARCISISTA

 

Scrivi commento

Commenti: 5
  • #1

    Milziade (martedì, 11 luglio 2017 13:20)

    Buongiorno Dr.ssa, sono un uomo, vittima di una lei narcisista. Voglio congratularmi con Lei, per il sostegno a dire poco immenso. Complimenti e Buon lavoro

  • #2

    annalisa barbier (martedì, 11 luglio 2017 14:16)

    Gentile Milziade, la ringrazio per le sue parole e sono felice di poter essere utile con i miei articoli. UN caro saluto

  • #3

    Angela (mercoledì, 02 agosto 2017 20:11)

    Salve Dottoressa,mi complimento con lei per il sito e l'attività divulgativa,temi su cui ci si rende conto di non saperne mai abbastanza purtroppo.
    Volevo chiederle,il manipolatore affettivo è sempre narcisista?
    In questi due ultimi anni,a causa di un periodo di fragilità ,penso di aver toccato con mano diverse persone problematiche.Un narcisista che mi ha praticamente provocato un crollo psicologico con tutto il corollario del caso,molto grave.Questo mi ha portato ad interrogarmi su molte persone che avevo attorno,sono ancora in una fase di riassestamento,ed inizio ad avere dei seri dubbi su una persona che in effetti ha mostrato a me tutti i comportamenti della manipolazione affettiva,una persona in cui credevo e che sembrava volesse aiutarmi,ma non so come si sono reinvertite nuovamente le parti.La delusione di essermi fidata nuovamente di una persona non sana per me,mi pesa molto.Avendo familiari che hanno atteggiamenti molto simili,mi chiedevo che tipo di atteggiamento avere nei loro confronti.Preoccupato riguardo il loro narcisismo oppure comprensivo riguardo il loro bisogno di affetto,certo evitando la trappola manipolativa?
    Mi chiedevo appunto,ripeto,chiunque manipoli è narcisista?
    I tratti narcisisti sin dove sono "comprensibili" Qual'è il confine con il sano e il patologico?
    Grazie mille per l'attenzione
    Angela

  • #4

    Annalisa (mercoledì, 02 agosto 2017 20:56)

    Gentile Angela, grazie per apprezzare il mio blog.
    In merito alla sua domanda posso dirle che di fatto, tutti noi ricorriamo sporadicamente a comportamenti "manipolatori" per ottenere ciò che desideriamo ma la gravità di questi comportamenti, come scrivo nel mio articolo sulla manipolazione emotiva, fa la differenza. I narcisisti sono spesso manipolativi, ma non tutti i manipolatori sono narcisisti... e non tutte e forme di manipolazione sono necessariamente patologiche o indicative di patologia. Occorre fare distinzioni. Il confine tra comportamenti "sani" e "patologici" sta nella rigidità, pervasività, nel fine di tali comportamenti. I disturbi di personalità sono tali poiché divengono rigidi e pervasivi sin dalla giovane età, compromettendo la qualità delle relazioni interpersonali e la capacità della persona di mantenere un buon funzionamento a livello lavorativo, sociale ed interpersonale. Resta il fatto, a mio avviso, che al di là delle definizioni diagnostiche occorre considerare la qualità dei rapporti: se ci si imbatte in persone che mostrano comportamenti irrispettosi, manipolatori, svalutanti, sfruttatori, freddi e privi di considerazione per latro, è sempre meglio - se possibile - chiudere la relazione o limitare la frequentazione per non incorrere in spiacevoli disagi. Occorre inoltre rafforzare la propria autostima, la fiducia nel proprio punto di vista e nelle proprie percezioni per non lasciarsi raggirare o manipolare da persone senza scrupoli.
    Un caro saluto

  • #5

    Angela (mercoledì, 02 agosto 2017 23:51)

    Dottoressa la ringrazio molto per la solerzia della risposta,ma soprattutto per la capacità esaustiva e la chiarezza.
    La ringrazio nuovamente per l impegno.
    Grazie
    Angela