LIBERARSI DAL SENSO DI COLPA

A cura della Dott.ssa Annalisa Barbier

 

Forse non sempre ne sei consapevole, tanto sei abituato a conviverci, ma esistono due grandi “mangiatori di energie” che minano la tua pace ed il tuo benessere psicologico:

 

1. IL SENSO DI COLPA

2. LA PREOCCUPAZIONE ANSIOSA PER IL FUTURO

 

Il senso di colpa è quella spiacevole e dolorosa sensazione di indegnità, vergogna e dispiacere legata a qualcosa che hai fatto/detto in passato.

La preoccupazione ansiosa per il futuro invece – che va distinta dalla normale progettualità - è caratterizzata dalla costante sensazione di inquietudine, apprensione, e paura di ciò che ti potrà accadere in un domani più o meno distante.

Cos’hanno in comune questi due “errori” di considerazione?

Rappresentano entrambi una forma di disagio, una trappola cognitiva legata a qualcosa che non è più possibile modificare (il passato) o che ancora non esiste (il futuro), ma che in entrambi i casi ti appare tanto minaccioso da assorbire molta parte delle tue energie, nel tentativo di cambiare qualcosa o prevedere qualcos'altro.


 IL SENSO DI COLPA COME SCELTA

Sembrerà un’affermazione alquanto bizzarra dire che si può scegliere di vivere nel senso di colpa, ma in realtà si tratta di una condizione molto diffusa.

Distinguiamo innanzitutto tra due forme di senso di colpa:

1. Il senso di colpa residuo: è quello che ti viene inculcato sin da bambino e che viene utilizzato da genitori, educatori, sacerdoti e tutti coloro che hanno influenza sui processi educativi, come strumento di sottomissione alle “regole” della società: “se fai così sei un cattivo bambino”, oppure “dovresti vergognarti per aver detto/fatto la tal cosa”, o ancora “se andrai via di casa mi farai morire di crepacuore” e così via…chi non si è mai sentito dire qualcosa del genere? Questa forma di senso di colpa è sottile ma onnipresente ed emerge nei numerosi auto rimproveri che ti indirizzi, ed ogni volta che ti scusi troppo per aver commesso un errore (scorgerai facilmente in esso il tentativo di esorcizzare la paura di non essere approvato).

2. Il senso di colpa autoimposto: è questo il caso in cui ti senti immobilizzato nel presente dal dolore e dalla vergogna che ti autoinfliggi come punizione, per aver violato una norma del tuo codice morale (o creduto tale). Ci troviamo in tal caso di fronte ad emozioni molto più tormentose delle precedenti. E’ questo il caso del senso di colpa come scelta.

 

In questo ultimo caso infatti, si “sceglie” più o meno consapevolmente il senso di colpa come compromesso di minor resistenza (al cambiamento che altrimenti sarebbe necessario fare) e di adattamento (alle richieste/aspettative altrui):

1) Come forma di espiazione per sentirti sollevato dal dolore di aver violato le tue norme morali (o credute tali)

2) Per evocare la pena ed il perdono altrui (incapace di perdonare te stesso)

3) Per guadagnarti l’approvazione e la protezione degli altri

4) Per farti compatire ed ottenere attenzione

5) Per deresponsabilizzarti nei confronti dei tuoi comportamenti (la colpa è degli “altri” che ti fanno sentire in colpa…)

6) Per non impegnarti in un processo di rivalutazione e cambiamento dei tuoi valori e comportamenti. Infatti, è meno impegnativo vivere dolendosi per ciò che si è fatto (e che peraltro non potrà MAI e dico MAI essere modificato), piuttosto che rimboccarsi le maniche e crescere, comprendere i propri errori e far sì di non commetterli ancora.

 

Invece di tentare di modificare il passato – che per sua natura modificabile non è – occorre modificare il tuo atteggiamento nei confronti di ciò che desta in te i sensi di colpa: si tratta molto spesso di retaggi culturali che hai assorbito in maniera più o meno passiva e “fatti tuoi” senza troppo ragionarci su e senza chiederti, nel tempo, se sei ancora d’accordo a considerare valide certe regole morali e di comportamento.

 

Ad esempio, nella società cattolica e puritana sono facilmente identificabili alcune equazioni, responsabili di sensi di colpa:

• SE ti diverti ALLORA sei una persona cattiva e sciocca (e devi sentirti in colpa)

• SE ti piace il sesso ALLORA sei una donna di facili costumi (e devi sentirti sbagliata quindi in colpa)

• SE sei allegro ALLORA sei un superficiale (quindi devi sentirti in colpa)

• SE non ti rattristi e non ti addolori abbastanza a lungo (e inutilmente aggiungo io) ALLORA sei una cattiva persona (e ti devi sentire in colpa per questo)

E così via… gli esempi potrebbero essere davvero molti.


10 MOSSE PER ELIMINARE IL SENSO DI COLPA

Commenti: 95
  • #95

    Luisa (venerdì, 12 maggio 2017 20:21)

    Salve, dott.ssa. Da qualche anno è tornato un mio vecchio amore non vissuto a causa dei miei genitori. Nel mio cuore è rimasto sempre il ricordo di questo ragazzo, adesso uomo, che ho conosciuto......e appare ai miei occhi fantastico con le sue attenzioni e gentilezze. Cio' accade in un periodo difficile, di apatia e noia che ha intriso il mio rapporto matrimoniale. Per cui ho ricercato l'esigenza di essere amata e attenzione da questa persona. Adoro il suo modo di essere e fare ma continuo a voler bene a mio marito e a non saper scegliere la direzione e la persona da seguire.

  • #94

    Rita (lunedì, 28 novembre 2016 20:11)

    Gentile Dott.ssa Francesca Grimaldi vorrei chiederle consiglio . Per la prima volta festeggerò il natale e il capodanno lontano dalla mia famiglia. Per le vacanze vado dal mio ragazzo che abita lontano . Purtroppo per una questione economica e di tempo, visto che mia sorella deve battezzare mio nipote a gennaio , andrò da lui per il periodo che ho detto su. (Di solito festeggio natale con i miei ma volevo esserci al battesimo di mio nipote e d'altra parte volevo stare più tempo con il mio ragazzo e per questo alla fine ho deciso per natale e capodanno e al ritorno ci sono per il battesimo). Mi sento malissimo già di mio a festeggiare lontano dalla famiglia io che sono abituata così e loro mi fanno sentire ancora peggio .Frasi tipo eh ma ti fai tutte le feste su (mia mamma con espressione rattristata dopo che le ho chiesto se le dispiaceva troppo se andavo su e se non dovevo) o tipo mia sorella che se ne è uscita con vari discorsi e che dice a mia nipote piccola eh zia non c'è a natale con un tono che ha fatto rattristare la bimba . Insomma, dicono di tutto per farmi sentire male. Non so neanche se loro lo capiscono del resto sono sempre stata molto legata alla famiglia e loro o lo sanno e ci giocano su o non l'hanno mai capito. Purtroppo non è solo questo. Da quando ho detto che vorrei provare a convivere con il mio ragazzo. Io e lui siamo in una situazione non proprio facile dal punto di vista economico ma lui ha casa e magari trovo un lavoro li da lui mentre studio . Il problema è che i miei mi vogliono sempre nel posto dove sono nata e non mi vogliono neanche far tentare. Mi dicono sempre cose del tipo se hai bisogno a chi ti rivolgerai la. Ma non è che possiamo restare sempre così perché loro mi vogliono a casa. Mi sento incastrata e malissimo perché io voglio molto bene ai miei però ho bisogno di costruirmi qualcosa. Me ne ero fatta una ragione che festeggiavo lontano e oggi me l'hanno rifatto pesare di nuovo..Non so proprio come fare per fargli capire che io non voglio andare via perché mi trovo male con loro ma perché ho bisogno di crescere e di imparare a cavarmela da sola e che andando via non intendo lasciarli per sempre .E ci vedremo comunque anche se un pò meno magari. Gli ho parlato anche direttamente ma loro non mi ascoltano. Del resto se sbaglio , sbaglierò io ma almeno tentare. Quando provo ad andare è come se mi bloccassero e io non riesco d'altra parte di mio a lasciarli.Non so se sono io a sbagliare o se sono loro. Magari sono pessima a pensare queste cose e a voler tentare anche se non so se andrà bene o meno.
    Cordiali Saluti
    Rita

  • #93

    Annalisa Barbier (lunedì, 17 ottobre 2016 10:04)

    Gentile signor Giovanni la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza, difficile e dolorosa. Ogni decisione, come lei sa, rappresenta una scelta ed una susseguente rinuncia; se non siamo in grado di rinunciare a nulla - per diverse ragioni, incluso il dispiacere di provocare sofferenza alle persone che amiamo - allora anche la nostra capacità di scelta ne risulta estremamente impedita se non annullata. E questa situazione nel lungo termine porta sempre maggiore confusione e dolore a tutte le persone coinvolte.
    Comprendo le remore nel rivolgersi ad un professionista, poiché un percorso di consapevolezza e cambiamento la spaventa, ma il mio suggerimento è proprio quello di chiedere un sostegno in questa delicata fase della sua vita. Un sostegno che la possa aiutare a comprendere più a fondo le dinamiche che la spingono in questa spirale di indecisione e sensi di colpa, non permettendole di uscirne prendendo una decisione.
    Le auguro di poter presto comprendere cosa fare e mando un caro saluto.

  • #92

    Francesca (domenica, 16 ottobre 2016 12:18)

    Gent.ma Dr.ssa con mio marito abbiamo avuto un rapporto molto complesso. Grande amore ma anche grandi litigi e scatti di rabbia. In alcuni casi, anche a seguito di mie continue provocazioni, perdevamo entrambe la testa e ci strattonavamo. Tuttavia preciso che non ci sono mai stati schiaffi o pugni. Solo strattonamenti ed io forse in qualche caso ho tirato i capelli. Da circa 3 anni è ormai tutto finito. Con la nascita dei nostri due meravigliosi bambini non esistono più litigi né quelle brutte cose che facevamo. Oggi regna solo serenità. Qualche giorno fa tuttavia mio marito ha ricordato quei periodi di strattonamenti e qualche livido nelle braccia e mi ha chiesto scusa. A me dispiace perché non vorrei avesse questo senso di colpa per una cosa ormai passata e dove anche io ci mettevo il mio anche perché oggi lui è marito e padre meraviglioso. Che ne pensa lei?

  • #91

    Francesca (mercoledì, 28 settembre 2016 00:19)

    Gent.ma Dr ssa sto con mio marito da diversi anni, quasi 30. Mio marito è una persona buonissima, voluta bene da tutti e non farebbe male ad una mosca. Non ha infatti mai litigato con nessuno. Purtroppo però abbiamo passato anni fa un brutto periodo ed anche a causa di alcune mie provocazioni sui suoi genitori e per la mia forte gelosia abbiamo avuto almeno 4 confronti accessi di rabbia con sttattonamenti e spintoni ma per carità nulla di altro ovvero ne' schiaffi ne' pugni grazie a dio. Entrambi eravamo coinvolti in una forte ora. Io provocavo, lui nervoso mi spingeva ed io rispondevo ai suoi spintoni. Dopo questo periodo difficile sono nati i nostri meravigliosi figli e da qualche anno ormai non succede più nulla. Mio marito non fa che accarezzare ed avere protezione per me ed i miei figli. L'altra volta però mi ha fatto commuovere chiedendomi perdono per quegli episodi di contatto fisico avuto anni addietro. Mi ha detto di amarmi seppur dopo quasi 30 anni e mi ha chiesto scusa. Adesso mi dispiacerebbe se lui avesse sensi di colpa perché ormai è tutto vecchio e lui è un marito meraviglioso e padre stupendo.

  • #90

    Giovanni (venerdì, 02 settembre 2016 15:53)

    Buonasera dottoressa,
    Ho 50 anni, sono stato stato insieme a mia moglie per 20 amandola ed essendo amato, qualche alto e basso nel corso del matrimonio ma ci siamo sempre portati rispetto reciproco, rispettando tempi e spazi. Poi all'improvviso ho conosciuto sul lavoro una ragazza, più giovane di me di 10 anni, solare, sensibile, unica. All'inizio provavo verso di lei premura... Affetto... Allontanavo l'attrazione. No ...non sarò io che tradisco ... ... Sono passati mesi prima che l'inevitabile poi succedesse e via via che esplodesse passione ed approfondissimo la nostra conoscenza e ci innamorassimo.
    Dopo due anni di incontri clandestini... Ho lasciato mia moglie uscendo di casa ma il dolore per quello che facevo mi ha fatto tornare in casa più volte senza comunque che tra me e mia moglie andasse bene, non c'era sesso perché io non riuscivo ad avere rapporti con lei amando un'altra ragazza ma comunque erano ripicche,discussioni,controllo, mancanza di fiducia... Ed in più provavo nuovi sensi di colpa per la ragazza che comunque io amavo. Sono angosciato dal senso di colpa per avere infranto i miei principi, non mi do pace per avere tradito mia moglie ed averla fatta soffrire. Allontanandomi dalla ragazza che dicevo di amare, ero convinto che rinunciando ad amarla... Avrei rimediato al torto fatto a mia moglie. Ma con mia moglie non è' mai andata dopo il tradimento... Quindi ecco che poi dalla ragazza io ci tornavo... Che tutte le volte mi ha sempre ripreso... E poi mi riallontanavo per stare vicino a mia moglie, per lenire il suo dolore.... È così via.... Poi torno dalla ragazza che però mi manca e sento di amare... E poi la lascio....
    In tutto questo ho cambiato città... Allontanandomi da entrambe...ero confuso.
    Sono ormai 4 anni di tira e molla, con la ragazza siamo stati anche anni senza vederci, il periodo più doloroso per me, nello stesso periodo sono stato solo, con mia moglie qualche messaggio, qualche nota auguri per le feste poi stop... da qualche mese però la mia storia con la ragazza e' ricominciata però... In un altra città facciamo tutto quello che fa una coppia normale, usciamo per una passeggiata, andiamo a fare aperitivo, la spesa, andiamo a cena.... Credevo di avere chiuso col passato... Lei mi ama ed io la amo ma ora che la nostra storia prende piede e va a gonfie vele ... Ma ora che possiamo ricongiungere le distanze, iniziare a convivere ed essere felici insieme... A volte... Mi dico: se lei (mia moglie) poi ci vedesse per strada insieme, cosa faccio? La faccio soffrire solo di più...ancora dopo 4 anni che sono uscito di casa non riesco a capacitarmi di avere ferito mia moglie e sono terrorizzato dal vivere il mio amore con la ragazza che amo per paura che mia moglie soffra.
    sono davvero confuso.ancora.
    So di fare del male anche alla ragazza se la lascio di nuovo...
    Ma l'idea di far soffrire ancora mia moglie mi paralizza.
    Mi aiuti per favore...
    Ho paura di una terapia, di scoprire cose sul mio passato, sulla mia famiglia e non so neanche che tipo di indirizzo possa essermi più utile... E se posso venirne a capo.

  • #89

    Annalisa (venerdì, 02 settembre 2016 15:48)

    Grazie Dottoressa per il suo consiglio. Ne farò certamente tesoro cercando di lavorare su me stessa e sulla mia vita. La mia parte razionale mi ha sempre suggerito di non dovermi creare paure per cose che potrebbero succedere ma, soprattutto, di non crearmi paure quando, in fondo, so bene di non avere fatto nulla di male o di compromettente per la mia attuale relazione. Eventuali errori che io ho fatto, e che oggi non ripeterei piu, non possono che essermi da suggerimento per come mi dovrò comportare domani. Spero vivamente di riuscire a stare bene al più presto e di proseguire la mia carriera universitaria, fin ora andata molto bene, senza difficoltà frutto di questo mio malessere. Arrivederci

  • #88

    Annalisa Barbier (venerdì, 02 settembre 2016 15:15)

    Cara Annalisa,
    da quello che scrivi, sembra che il responsabile del tuo attuale malessere sia la paura che qualcuno possa "venir fuori" e parlare di ciò che è accaduto in quei due mesi. La paura è una cattiva consigliera quando ci fa perdere di vista la realtà ingigantendo eventuali rischi o cose spiacevoli che potrebbero accadere - bada bene che potrebbero accadere, non che certamente accadranno. Smetti di concentrarti sulle tue paure e piuttosto affronta la vita di tutti i giorni con gli impegni che essa richiede: lavoro, studio, amicizie e vita sentimentale. La vita è nel presente e passato e futuro sono soltanto spettri che possono addirittura rovinare la nostra capacità di costruire qualcosa e di godere dell'amore che riceviamo e doniamo.
    rendi solida la tua storia se davvero ci tieni, con l'amore, la serenità, la lealtà e l'impegno quotidiano nelle piccole cose. Impara ad avere più stima di te stessa e fiducia nelle tue qualità, ad essere autonoma e indipendente anche senza un compagno accanto,z e vedrai che ti sentirai più tranquilla e la paura di perdere il tuo attuale ragazzo non ti tormenterà più.

  • #87

    Annalisa Barbier (venerdì, 02 settembre 2016 14:52)

    Gentile Daniela,
    il suo fidanzato l'ha perdonata e le ha dimostrato il desiderio e la volontà di far crescere la vostra storia superando difficoltà e criticità insieme. SI dedichi a vivere serenamente e con gioia la sua vita presente e a stabilire obiettivi per il futuro invece di rimuginare sul passato...rimuginare sul passato coltivando i propri sensi di colpa non solo non cancellerà ciò che è avvenuto, ma non le permetterà nemmeno di apprendere dai suoi errori. E certamente non le garantisce un presente sereno e felice. Lei dice che vorrebbe far tornare tutto come prima ma questo è l'errore più comune che si fa! Le cose sono cambiate perchè è naturale che non restino sempre uguali. Lei ha imparato nuove cose su di sé e sul suo fidanzato, ha compreso meglio i suoi sentimenti, ha iniziato una fase diversa del rapporto in cui la maturità è più importante del senso di colpa! Coltivi questo amore invece di piangere sul passato e perdere tempo a sentirsi indegna; tutti possiamo cadere ma restare a rotolarci per terra non farà di noi quelle persone migliori che vogliamo diventare! Coraggio: si perdoni... e si rimbocchi le maniche per mostrare di essere una persona matura e affidabile e di valore ;-)! Buona vita!

  • #86

    Annalisa (giovedì, 01 settembre 2016 11:14)

    Gentile dottoressa, Le scrivo con la speranza di avere da Lei una risposta al mio attuale malessere. Prima di spiegarle ciò che sto vivendo, mi permetto di illustrarle la situazione legata al mio disagio. Quansi due anni fa, venni lasciata per un'altra dal mio ex fidanzato a seguito di una relazione durata quattro anni. Avevo appena 18 e dovetti affrontare un dolore che mi condusse a stare male per mesi fin quando, un giorno, decisi di riprendere le redini della mia vita. Nei mesi avvenire non ero minimamente intenzionata a mettere in piedi storie; feci la conoscenza ed uscii con più ragazzi, ma nessuno di loro mi aveva suscitato qualcosa dentro che io avrei potuto considerare come l'inizio di qualcosa che andasse oltre l'amicizia. Un giorno però, casualmente, conobbi un ragazzo il cui invito ad uscire io accettai senza pensarci due volte. Uscimmo altre volte ancora, ci piacevamo molto, ma venne il giorno in cui dovette ripartire per tornare a lavoro.. Ci conoscevamo ben poco, ma ci promettemmo che ci saremmo conosciuti via sms e, al suo ritorno, ci saremmo nuovamente rivisti ( con l'auspicio che ci saremmo piaciuti ancora). Nel corso dei due mesi in cui stettimo lontani, io fui molto combattuta..una relazione a distanza era qualcosa che mi spaventava e,sicuramente, mi serviva conoscerlo bene quel ragazzo che diceva essersi invaghito di me.. ciònonostante continuai a sentire vecchi ragazzi che mi facevano la corte, con uno di essi uscii pure, visto che da mesi declinavo il suo invito. Passarono due mesi, in me cambiò qualcosa.. Quel ragazzo che tanto mi era piaciuto sin dall'inizio si era rivelato essere proprio la persona che ,finalmente ,volevo al mio fianco.. Chiusi ogni conoscenza e così ,al suo rientro per le vacanza, decisimo di coronare in nostro sentimento giurandoci amore. Oggi come oggi, la nostra storia va a gonfie vele.. Ma ,attualmente ,sto vivendo un periodo estremamente buio: ansia continua, sensi di colpa.. Mi sento quasi in colpa per averlo scelto il mio ragazzo piuttosto di non avere fin da subito preso delle decisioni, possibilmente affrettate, per concermi totalmente a lui. Tutto questo perché temo che un giorno qualcuna di queste mie pregresse conoscenze possa mettersi in mezzo tra noi e affermare cose non vere sul mio conto o distorcendo la realtà dei fatti.. Ho estremamente paura che la nostra storia finisca.. E non vorrei mai che la colpa ricadesse su di me visto che, da quando mi sono innamorata e ho abbattuto la mia corazza, ho donato tutte me stessa.. Non so come uscire da questo tunnel.. Una volta, addirittura, ebbi il coraggio di accenare qualcosa proprio a lui.. E alla fine lui mi capì. Dottoressa,se le può aiutarmi gli e ne sarò grata.

  • #85

    Daniela (martedì, 23 agosto 2016 07:11)

    Salve dottoressa, ho bisogno di un consiglio..
    Sono una ragazza di 23 anni, fidanzata da più di 3 anni con un ragazzo stupendo, che mi è stato molto vicino in un lungo periodo di difficoltà e malessere. Qualche mese fa la nostra relazione ha attraversato un momento no e mi sono trovata ad approfondire sempre più una conoscenza con un ragazzo, che era in grado di darmi le attenzioni che in quel momento mancavano nella mia relazione. Dopo un bacio con questo ragazzo, presa dai sensi di colpa, l'ho confessato al mio fidanzato, mentendogli però su alcune circostanze ed omettendo determinate cose. Sembrava, nonostante tutto, essere passato, ma in questi giorni il senso di colpa si è impossessato nuovamente di me, mi sento il cuore scoppiare, non merito il suo amore, sono triste, affranta. Mi sento in colpa per quel che c'è stato con quest'altro ragazzo e soprattutto per aver mentito nella confessione. Tutta questa circostanza mi ha fatto capire che il mio fidanzato è la persona con cui voglio realmente stare, ma in preda ai sensi di colpa penso di non riuscire a stare con lui, a guardarlo negli occhi e a far tornare tutto come prima. Cosa posso fare?

  • #84

    annalisa barbier (mercoledì, 17 agosto 2016 09:32)

    Gentile signor Massimo,
    si lasci alle spalle quell'esperienza giovanile e si impegni nella relazione con la dìsua fidanzata per costruire un futuro di rispetto, amore, impegno e gioia.
    Ripensare a quel singolo evento, peraltro agito per curiosità giovanile, non le servirà davvero a stare meglio, né ad amare di più la sua fidanzata né lo cancellerà dal suo passato.
    Le è servito per comprendere cosa le piace e cosa invece non le interessa, e soprattutto per capire che ama la sua attuale compagna. Si concentri su questo e viva il suo amore coltivandolo con impegno. Il passato è passato.
    Un caro saluto
    AB

  • #83

    Massimo (lunedì, 01 agosto 2016 15:25)

    Buonasera dottoressa,
    sono fidanzato da 10 anni ed ho 26 anni...all'età di 19 anni per curiosità avevo provato ad andare con una prostituta, esperienza che non mi ha dato alcuna soddisfazione in nulla. Tanto che mi buttai la storia alle spalle senza più pensarci.
    Ora però stiamo per andare a vivere assieme ed un giorno mi è tornato in mente questa cosa ,che non ho mai confessato a nessuno e che non potrò mai farlo, facendomi nascere grandi sensi di colpa. Lei non capirebbe mai essendo molto gelosa.
    Faccio fatica a non pensarci e mi sento non meritevole del suo Amore per sempre.
    Siamo molto innamorati fin da sempre, quella è stata sola una curiosità mia che voluto togliermi a 19 anni, senza un motivo particolare o crisi di coppia.
    Grazie

  • #82

    Annalisa Barbier (domenica, 24 luglio 2016 15:06)

    Gentile Marianna,
    Purtroppo i sensi di colpa sono spesso tenaci e difficili da mandare via.
    Tenga sempre presente ciò che desidera per sé e per le sue persone care e si muova in quella direzione. I sensi di colpa, quando diventano oppressivi e limitanti, ci rendono tristi e insicuri, provocano una sofferenza profonda che non serve a cambiare il passato.
    Ci bloccano e ci tirano giù, impedendoci di curare i rapporti con le persone che amiamo e peggiorando decisamente le cose.
    Quindi, il mio suggerimento e di smettere di considerare i suoi sensi di colpa come una forma di espiazione per i comportamenti sbagliati avuti in passato, e di guardare avanti per costruire ciò che per lei è davvero importante.
    Un caro saluto
    AB

  • #81

    Marianna (giovedì, 21 luglio 2016 10:32)

    Salve Dott.ssa,
    io ho un terribile senso di colpa perché 1 settimana fa ho giurato sulla testa della persona più importante della mia vita di una cosa successa 5 anni fa una mezza verità...diciamo che non era ne proprio falso ne proprio vero quello che ho giurato ma l'ho fatto per non rovinare una famiglia dopo 5 anni dall'accaduto...tant'è che dopo 3 giorni sono andata a confessarmi in chiesa dal peso che avevo ad aver fatto questa cosa, io ho molta fede anche se non sono praticante...ho paura che se accade qualcosa in futuro sarà a causa mia del mio giuramento...anche se l'ho fatto a fin di bene per non rovinare un'altra cosa...non so se mi spiego...ma se potessi tornare indietro non lo farei mai mai più perché piuttosto è meglio tacere...io ho avuto il perdono di Dio ma il senso di colpa non mi abbandona...come mai?...La ringrazio...

  • #80

    Annalisa Barbier (mercoledì, 29 giugno 2016 19:33)

    Gentile Carmelo,
    purtroppo non ho la bacchetta magica per fare ciò che lei mi chiede. Lavorare su questo disagio è qualcosa che deve e può fare solamente lei. Nessuno può farlo al suo posto. Le suggerisco di acquistare un libro di auto-aiuto su come superare il senso di colpa e soprattutto, di lasciarsi alle spalle ciò che ha vissuto, cercando di comprendere le ragioni profonde che l'hanno portata a vivere una relazione extraconiugale; forse lei era infelice o insoddisfatto o erano presenti delle criticità nel vostro matrimonio... provi a comprendersi e a perdonarsi, poiché il senso di colpa non la porterà indietro nel tempo, né le donerà alcuna serenità né tanto meno ne donerà ai suoi familiari. Sia presente con sua moglie e le mostri il suo amore nella vita di tutti i giorni: credo sia il modo migliore per tornare a godere del vostro rapporto serenamente.
    Le suggerisco di LEGGERE QUESTO ARTICOLO: http://it.wikihow.com/Liberarsi-del-Senso-di-Colpa
    LIBRO: "Stop ai sensi di colpa. Come liberarsi dalle proprie zavorre interiori"
    Gambardella Alberto; Paolinelli Paola
    Un caro saluto

  • #79

    Carmelo (mercoledì, 29 giugno 2016 15:54)

    Gent.le Dott.ssa,
    sto' malissimo perche' ho un senso di colpa che mi sta' logorando la vita!!!!
    Ho tradito mia moglie dopo 28 anni di matrimonio, e' finita con l'altra persona, ma non riesco a liberarmi dal senso di colpa e mi sto' autodistruggendo da solo!!!! Se dico questa cosa in famiglia la risposta e'...meglio morire per me!!!!! Mi toglierebbe i figli e sarei fuori di casa. E aggiungo giustamente, visto che Lei non lo merita e non lo ha mai meritato. Sto' con lo Xanax, 12 gocce la sera prima di coricarmi, ma non ha effetto il giorno perche' vorrei morire e nella testa iniziano tutti pensieri malsani! Mi aiuti la prego, non ho possibilita' economiche, non posso affrontare spese perche' lavoro solo e devo pagare un mutuo e altre mille cose. E' un caso disperato la prego!!!! Mi faccia uscire da questo senso di colpa che mi ha tolto appetito..entusiasmo e tutte le cose belle che ho a portata di mano!!! Compresi i miei due splendidi figli!!!! La ringrazio

  • #78

    Annalisa Barbier (venerdì, 10 giugno 2016 16:36)

    Cara Mary... lei si confonde: è così convinta che sia logico identificarsi solamente in quelle "cose brutte" che ha fatto per immaturità, eccesso di curiosità e giovane età???
    Si tranquillizzi... si renderà conto che 22 anni sono davvero pochi per pretendere da se stessa una saggezza ed un rigore che si acquisiscono solo con la vita,con la pazienza e l'amore, verso di sé e verso gli altri. Essere così dura che senso ha? chiudersi in una definizione tanto brutta e riduttiva di sé la renderà migliore?
    Inoltre rifletta sul suo ragazzo: se è una persona davvero tanto rigida, intollerante, intransigente e giudicante fino al punto di temerne le reazioni... forse non è un buon compagno di vita. Tutti possiamo cadere e sbagliare e tutti abbiamo diritto ad essere almeno ascoltati.

  • #77

    Annalisa BArbier (venerdì, 10 giugno 2016 16:31)

    Gentile Camilla, purtroppo ho letto solamente ora il suo commento ma vado subito a rispondere: si lasci alle spalle i sensi di colpa. Non ha fatto proprio nulla di male; e soprattutto la sua esperienza le ha permesso di capire quanto importante fosse il suo fidanzato e i sentimenti verso di lui. Quindi si goda la ritrovata gioia di coppia e la consapevolezza di aver compreso quanto ami il suo compagno. LA sincerità forzata è un mito falso e sciocco, i creda.
    Un abbraccio!

  • #76

    Mary (venerdì, 10 giugno 2016 15:15)

    Salve dottoressa...ho 22 anni e sono fidanzata da 7 anni..agli inizi ero molto immatura e non riflettevo sulle mie azioni e infatti ho fatto tante di quelle cavolate che mi portano ancora oggi sensi di colpa perenni e dolorosi che nn mi permettono di agire nella mia vita...ho tradito di nascosto più e più volte il mio fidanzato ( e ha lui ho solo confessato uno solo, ma nn è bastato ad alleggerirmi l anima) l ho fatto xk nn sapevo comportarmi in una relazione, e il suo comportamento all inizio nn mi aiutava e mi sono sempre chiusa di più e spenta facendogli del male di nascosto in modo irrispettoso...ora la nostra storia è migliorata, ma ho qsti sensi di colpa verso lui che nn mi fanno vivere...so che non posso, e nn lo farò mai, raccontargli tutte le cose brutte fatte a lui xk non saprei che reazione avrebbe (aggressivo verso me, verso di lui..), ma non posso nemmeno pensare di creare una vita con lui, di sposarmi cn lui tenendo tutte qst bugie dentro xk nn è rispettoso nei suoi confronti..io lo amo e mi da sicurezze, ma nn posso andare avanti così, nn posso continuare a tenerlo stretto a me e a fargli perdere ulteriore tempo cn me se poi in realtà scoprisse realmente chi sono e gli farei solo schifo...ho bisogno di aiuto

  • #75

    Camilla (giovedì, 28 aprile 2016 15:26)

    buongiorno Dottoressa, le spiego brevemente... sono insieme al mio ragazzo da tre anni ormai, e due anni fa l'ho lasciato per un mese, mi ero stancata, non volevo vederlo ne sentirlo e non mi sentivo più innamorata.
    ho avuto un rapporto sessuale con un altro ragazzo in quel periodo che mi piaceva molto,non avrei mai creduto di voler riprovare con lui, ho agito di istinto, ma passarono i giorni e il mio ex ragazzo ha ricominciato a corteggiarmi e ho voluto riprovarci. non ho più ripensato a quella storia dato che ha lui ho detto che c'e stato solamente un bacio per paura di essere giudicata, ma adesso che è passato del tempo inizio a vedere un futuro insieme e pensare di non avergli detto tutto, anche se è stato lui a dirmi di non voler sapere rimarrà sempre con il dubbio... ció mi crea ansia e sensi di colpa forti, non vorrei rovinare tutto ora che siamo cosi innamorati e felici, avendo dimenticato quella vicenda.
    desidero tanto un consiglio da parte sua, grazie mille

  • #74

    Annalisa Barbier (mercoledì, 27 aprile 2016 13:55)

    Gentile Enrico, quel che è fatto è fatto ormai.
    Capita a molti di comportarsi in un modo che, nel tempo, non sentiamo appartenerci più o ci appare scorretto e intollerabile. Tormentarsi così non la porterà indietro nel tempo, né aiuterà la signora in questione a stare meglio. Non possiamo modificare le conseguenze dei nostri errori, ma possiami imparare a non commettere più gli stessi; le suggerisco di fare tesoro di questa esperienza per comportarsi, in futuro, in maniera più rispettosa degli altri e meno impulsiva. Un caro saluto
    AB

  • #73

    Enrico (martedì, 26 aprile 2016 23:13)

    Buona Sera Dottoressa. ho conosciuto una donna a cui è morto il marito 2 anni fa di incidente stradale. lasciandola sola con 2 figli piccoli. lei mi ha dichiarato subito di essere innamorata di me, perchè diceva che non ero come gli altri ecc. io non ho mai provato amore per questa donna, e non mi sono mai sbilanciato piu di tanto, anche quando mi baciava. non sentivo nulla, non ero coinvolto. e sapevo che non potevo continuare a sentirla. perchè non posso avere una relazione con una persona che non mi piace gia da subito e neanche col passare del tempo. fatto sta che un giorno vado a casa sua e facciamo sesso. lei era molto coinvolta ovviamente e io no. e se n'è accorta, giustamente. il suo amore è cresciuto a dismisura verso d me, tanto quanto è scaduto ancora di piu' il mio interesse fisico e chimico nei suoi confronti. l'ho usata e buttata via, come se non bastasse quello che ha gia passato. e l'ho fatto per mero egoismo. senza pensare alle conseguenze. ora lei sta male perchè ha avuto l'ennesima delusione. e io le dico la verità vorrei sprofondare e non tornare piu'. ho un forte senso di colpa che non mi lascia in pace. ma in questo caso mi considero un vero colpevole. non un senso di colpa puritano religioso come quelli sopra elencati. non posso cambiare il passato ormai è andata. mi considero un verme, si. vorrei solo sapere come posso smettere di stare male oltre a non ripetere mai piu' una cosa simile. e cosa posso fare per dare conforto a questa ragazza. se ne esiste uno. la ringrazio

  • #72

    Annalisa Barbier (sabato, 09 aprile 2016 19:48)

    Cara Rita,
    non dia retta a pensieri di colpa di questo tipo... se è felice ed innamorata del suo compagno non ha motivo di sentirsi in colpa per un gesto involontario. I sensi di colpa ci impediscono di vivere il presente e ci gettano in un passato oscuro e immodificabile... pensi al presente e costruisca la sua felicità nella consapevolezza di poter sempre migliorare e crescere. I sensi di colpa non aiutano se non servono per diventare persone migliori, e questo non si fa rimuginando sul passato, ma agendo nel presente. Un caro saluto!

  • #71

    Annalisa Barbier (sabato, 09 aprile 2016 19:38)

    Caro Gianluca,
    nelle sue brevi righe, non accenna all'amore che potrebbe o meno provare ancora verso la sua compagna, mentre parla invece dei feroci sensi di colpa nei suo confronti, che la fanno star male. Si chieda quanto il rapporto che ha con la sua attuale compagna è davvero gratificante e soddisfacente per entrambi. Cerchi tra le righe della vostra relazione e della quotidianità, se ci sono ancora i presupposti affinché la vostra storia vada avanti: amore, rispetto, stima, passione, intimità, impegno, gioia, fiducia e complicità... Se lo chieda con molta onestà e solamente dopo aver compreso la risposta decida cosa desidera davvero.
    Si chieda inoltre cosa la relazione con la sua amante le dà in più rispetto a quella con la sua sua compagna; se questo "qualcosa in più" è davvero importante per lei, o se si tratta semplicemente del fascino della novità...
    Buona fortuna
    AB

  • #70

    Gianluca (sabato, 09 aprile 2016 18:53)

    Buonasera Dottoressa le descrivo subito la mia situazione: ho tradito la mia compagna per 4 mesi..lei è una persona straordinaria...Il fatto è che ho perso la testa per la mia amante...penso di essermi innamorato e in contemporanea vivo un senso di colpa alluccinante verso la mia compagna...Non so spero lei mi possa fare un consiglio saluti Gianluca..

  • #69

    Rita (giovedì, 31 marzo 2016 22:37)

    Salve dottoressa, molto spesso mi sento in colpa su cose futili e mi sento ansiosa. Qualche giorno fa mentre salutavo un amico è capitato, per sbaglio, che ci siamo sfiorati le labbra. Io ho avuto un forte senso di colpa nei confronti del mio ragazzo, nonostante so benissimo di non aver fatto nulla di male, ma nello stesso tempo non vorrei dirglielo per non creare questioni, essendo che viviamo distanti. Questo, lo so, è uno stupido episodio, ma mi succede spesso quando si tratta di cose di questo genere.

  • #68

    Annalisa Barbier (giovedì, 31 marzo 2016 19:12)

    Gentile signor Parisi,
    quello che mi descrive è un malessere molto forte provocato dal senso di colpa che ha nei confronti del suo comportamento. Purtroppo non possiamo cancellare il passato. Ricordiamo però che i nostri comportamenti passati erano probabilmente la cosa migliore che abbiamo saputo o potuto fare in quel momento e che non è giusto colpevolizzarci per qualcosa che non avremmo saputo fare diversamente. Sono certa che se avesse saputo allora della grave malattia del ragazzo, si sarebbe comportato diversamente.
    Un caro saluto
    AB

  • #67

    Annalisa Barbier (giovedì, 31 marzo 2016 19:05)

    Gentile EMILY,
    purtroppo filo tuo amico necessita di cure specifiche che solamente u professionista può fornire. La tua presenza ed il tuo supporto sono importantissimi ma non posso bastare nel suo caso.
    Suggeriscigli di rivolgersi ad uno psicoterapeuta o uno psichiatra o ad entrambi se necessario, al fine di iniziare un percorso terapeutico strutturato che possa davvero aiutarlo a superare il suo dolore e la sua sofferenza.
    Un caro saluto
    AB

  • #66

    nunzioparisi (mercoledì, 30 marzo 2016 23:11)

    cara dottoressa,l'8 marzo e'morto un ragazzo di 26 anni affetto da fibrosi cistica,era un ex di mia figlia.due anni prima mia figlia lo aveva lasciato dopo un anno di fidanzamento in casa,alla fine della storia d'amore,il ragazzo l'aveva presa male,la riempiva di messaggi(sempre garbati) tramite cellulare e tramite foglietti.poi comincio' a seguirla quando usciva(ma solo perche' era innamoratisimo di lei),io lo venni a sapere ,e tramite facebook lo richiamai all'ordine,e lo offesi personalmente definendolo un bambino capriccioso e ordinandogli di non infastidire piu' mia figlia,tengo a precisare che io non sapevo che il ragazzo aveva la FC,solo mia figlia lo sapeva.Dopo la notizia della sua morte,ho cominciato ad avere degli immensi sensi di colpa,mi sento impotente e inutile,mi vergogno di tutto quello che gli dissi,sopratutto dopo che ho saputo della sua malattia.dormo poco o male la notte,mi tormentano quelle frasi sopratutto perche' lui era un bravo ragazzo e non le meritava.non so se ne usciro' presto,penso sempre a quelle parole offensive,anche di giorno quando lavoro.aiutatemi.

  • #65

    emily (domenica, 27 marzo 2016 13:33)

    Salve dottoressa, vorrei chiederle aiuto, c'è un mio caro amico che si sente sempre in colpa, considera di non meritare niente, pensa di non meritare di essere felice e si odia. Ha cercato più volte di togliersi la vita, e fa sempre in modo da infligersi dolore perche pensa di non meritare niente. Glie l'ho sempre chiesto il perche di tutto questo, perche pensa di non meritare niente, cos'ha fatto di male per meritarsi tutto questo, lui non mi ha mai risposto, questo fino a qualche giorno fa, quando mi ha detto che uno dei TANTI motivi per cui si sente in colpa è il fatto che la madre ha cercato di togliersi la vita davanti a lui. Si sente in colpa per questo.
    Poi qualche mese fa, mi ha anche confessato di soffrire di bipolarismo.
    Non so piu cosa fare, voglio stargli vicina ma lui mi allontana, per non farmi soffrire e per non farmi star male, ma io ci sto peggio cosi, a sapere che lui sta male ed io che ci tengo cosi tanto a lui non posso fare niente.

  • #64

    alexandra (mercoledì, 23 marzo 2016 21:24)

    Buonasera dottoressa... Da quando è morto mio padre , imi sento in colpa perché credo di non avergli mai dimostrato abbastanza il mio affetto. ora che non c'è più sento la sua mancanza in modo molto doloroso e mi rendo conto di quanto fosse importante per me. Capisco di essere stata , delle volte un po' egoista e non riesco a perdonarmelo..fwck

  • #63

    annalisa barbier (martedì, 23 febbraio 2016 13:01)

    Gentile Francesco,
    Se ho ben capito, il suo problema è legato attualmente all'incapacità di superare il senso di colpa per aver tradito la sua fidanzata: purtroppo non c'è nulla che possa fare per modificare il passato, quindi le suggerisco di smettere di pensare e ripensare all'accaduto, nel tentativo di trovare una soluzione al suo disagio; la cosa più saggia che possa fare ora è dedicarsi al presente, cercando di vivere al meglio la sua vita e il rapporto che ha con la sua fidanzata. Visto che, come lei stesso scrive, il rapporto con è molto migliorato, ne approfitti per goderne appieno e per trovare serenità e gratificazione in esso. Si impegni inoltre in qualcosa che le piace (lavoro, studio, attività sportiva, interessi...) e cerchi di non trascorrere troppo tempo "nei pensieri" ma piuttosto dandosi da fare in attività pratiche e concrete.
    Se inoltre ha valutato la presenza di altri tipi di sintomi e disturbi (DOC) la invito caldamente a rivolgersi ad un professionista psicologo psicoterapeuta, che possa aiutarla a risolvere o migliorare il prima possibile i suoi disturbi.
    La ringrazio per avermi scritto e le auguro una buona giornata
    AB

  • #62

    Francesco (mercoledì, 17 febbraio 2016 10:59)

    Salve dottoressa sono un ragazzo di 18 anni sono fidanzato da 4 anni con una splendida ragazza stiamo molto bene insieme.
    Circa un anno fa io lo tradita un po di volte non so cosa mi era preso.
    Una notte circa un mese fa mentre dormivo un folte caldo una forte sudorazione non sapevo cosa fare mi sentivo impazzire ancora oggi se penso sto male non riuscivo ad accettare il fatto che l'avevo tradita era una cosa insopportabile il pensiero mi tormentava allora presi la decisione di dirglielo andai contro tutti e tutto che mi dicevano di non dirglielo .
    Quando gli raccontai i fatti lei li accettò e decidemmo di continuare io onestamente non me lo aspettavo lei ripeteva che in quei periodi non andavamo d'accordo e che continuando in quel modo ci saremmo lasciati .
    Io ancora oggi non riesco a darmi pace con me stesso mi riconosco in qualche D.O.C e a volte mi vengono dei pensieri stranissimi del tipo sono innamorato di lei ? La amo ? Però nello stesso momento penso che vorrei trascorrere tutta la mia vita con lei senza questi pensieri ossessivi però.
    Noi oggi stiamo ancora insieme e il nostro rapporto è migliorato del 100 % soltanto che io non so come fare cosa mi consiglia ? Come posso fare ? Mi passerà?
    Aspetto risposta ....

  • #61

    Annalisa Barbier (sabato, 30 gennaio 2016 13:39)

    Gentile Giuseppina,
    forse lei ha davvero poca considerazione delle proprie capacità o si aspetta che i risultati nella vita possano arrivare senza impegnarsi, ma sappiamo che non è così e sappiamo anche che più ci impegniamo in qualcosa, più ci sentiremo capaci, affidabili ed adeguati.
    Il circolo vizioso di cui mi parla è duro da interrompere e richiede un atto di volontà che va al di là delle parole e delle riflessioni: semplicemente occorre agire. Prendere in mano un libro e studiarlo. Non importa se non se ne ha voglia o se non ci si sente a proprio agio...Non importa se il voto sarà alto o basso: importerà presentarsi all'esame dopo essersi impegnata a studiare.
    Detto questo, le suggerisco di riflettere sull'adeguatezza degli studi che ha scelto: scegliere di studiare qualcosa solo perché "è più facile" non vuol dir che ci si senta motivati a proseguire...rifletta su quanto davvero le piace ciò che ha scelto di studiare.
    Le suggerisco questo link:
    http://www.studenti.it/psicologo/libri/superare_procastinazione.php
    e di leggere "Rinviare mai più! Terapia della procrastinazione", di E. Giusti
    Un caro saluto

  • #60

    Annalisa Barbier (sabato, 30 gennaio 2016 13:28)

    Cara Laura,
    il desiderio di avere figli non deve diventare né un obbligo né una regola.
    Se lei ed il suo compagno di vita ritenete, di comune accordo, di non desiderare averne, siete assolutamente liberi di portare avanti la vostra decisione.
    Amici, coetanee e familiari se ne faranno un ragione!
    Le consiglio di non preoccuparsi troppo di quello che le dicono le persone che la pensano diversamente da lei e dal suo compagno. La normalità intesa come abitudine, aspettativa altrui o semplice elemento statistico, non ci aiuta a definire cosa invece ci rende gratificati e felici e cosa no.
    Un caro saluto

  • #59

    GIUSEPPINA (venerdì, 29 gennaio 2016 12:06)

    Gentile Dott.ssa,
    all'età di 15 anni frequentavo il liceo e il conservatorio, con un grande ed evidente sacrificio dei miei genitori, che per permettermi lo studio della musica mi accompagnavano per 3 giorni alla settimana a lezione a 100 km di distanza da casa, e stavano in auto ad aspettarmi, e si aggiunga a questo la spesa in termini economici. Trovatami in difficoltà con gli studi, ho deciso che dovevo "marinare" qualche lezione; considerando la scuola come la cosa più importante, ho marinato delle lezioni in conservatorio. Quando i miei lo hanno saputo mi hanno suggerito (con una grandissima delusione) di lasciare lo studio della musica e l'ho fatto. Da quel momento, per senso di colpa ho studiato in modo "ossessivo" diventando la migliore della classe e diplomandomi con successo. Ma da quando sono all'università (ormai 6 anni) non riesco a studiare, mi alzo sempre tardi, esco spesso e passo molti pomeriggi al pc, vado ad un ritmo di 1/2 esami all'anno, nella maggior parte dei casi non mi ci presento, e mento con i miei dichiarando di essere stata bocciata... mi comporto in modo molto infantile. Non riesco ad uscire da questa nullafacenza, non riesco a sacrificarmi, ho cambiato facoltà scegliendo qualcosa di più semplice e breve credendo di dare una svolta, ma dopo aver dato in poco tempo il primo esame, non ne ho fatti seguire altri, e sono ritornata alla situazione precedente: sveglia tardi, niente studio, bugie, film per distrarmi e un forte senso di colpa.
    Le chiedo consiglio

    Grazie

    Giuseppina

  • #58

    Laura (domenica, 24 gennaio 2016 19:18)

    Buonasera dottoressa..
    Io mi sento in colpa perchè non voglio figli..sto col mio ragazzo da quasi 10 anni,nemmeno lui ne vuole..mia suocera ha pressato parecchio perchè vuole diventare nonna..Ma io non voglio..anche altre persone mi considerano strana..non è normale per una donna non volere un figlio, dicono. Mi sento in colpa, strana, perchè non lo voglio. Mi sento "da meno" quando incontro coetanee già mamme,perchè immagino che dentro di loro si chiedano io che vita faccio, senza figli e come mai. Mi sento "da meno" quando si parla di figli, e mi infastidisco quando sento le solite frasi "è la gioia più grande,ti completa,senza la coppia non ha senso", perchè io non ci vedo tutta questa gioia.. O meglio, credo che può essere una delle tante gioie che la vita può darci, ma non dobbiamo vivere tutti per forza questa esperienza, esattamente come le altre.. E poi vedo tante famiglie distrutte, altre che vivono nell'ipocrisia più totale tra tradimenti e bella faccia in pubblico, e so con certezza che non sono tutte rose e fiori, quindi non mi sembra giusto che io venga considerata da meno per una cosa che non voglio e che dipingono (falsamente) come una cosa solo bella.
    Ho tanti pensieri in testa,scusi.

  • #57

    annalisa barbier (venerdì, 22 gennaio 2016 16:36)

    Caro Luca,
    mi descrivi una situazione in cui prevalgono due aspetti forse legati ad una stessa sensazione di "inadeguatezza" o di scarsa autostima:
    un primo aspetto riguarda la vita sociale e relazionale, ed è associato al desiderio che le persone ti stimino ed apprezzino, la qual cosa è comprensibile e naturale, ma fai attenzione che non diventi l'unica modalità che hai di percepire il tuo valore (innato e prezioso) solo attraverso gli occhi e le reazioni degli altri, e che non diventi una trappola in cui, pur di accontentare gli altri, metti da parte i tuoi desideri ed i tuoi reali bisogni.
    Un secondo aspetto sembra legato al timore del futuro e ad un vissuto depressivo, e alla presenza di un disturbo alimentare.
    Ti consiglio di chiedere sostegno ed aiuto ad un professionista che ti possa aiutare a superare timori e pensieri negativi, insegnandoti a mettere a frutto le tue qualità, a confrontarti con gli altri in maniera più serena e costruttiva e soprattutto ad elaborare il vissuto depressivo.
    Puoi leggere "istruzioni per rendersi infelici" di P. Watzlawick, oppure "reinventa la tua vita" di J. Young e J. Klosko
    Un caro saluto
    AB

  • #56

    Luca (venerdì, 22 gennaio 2016 03:45)

    Gentile dottoressa sono un ragazzo di 25 anni io mi sento così solo a volte, ho tanta paura di rimanere da solo, cerco di essere sempre molto gentile con tutti, di fare amicizia anche se sono molto timido. È difficile farsi voler bene a volte le persone credono che ci sia un secondo fine, un interesse, ma non è così, semplicemente vorrei sentirmi apprezzato, essere simpatico, diciamo "voluto bene".
    È così difficile inserirsi, farsi voler bene, sopratutto con le ragazze, anche se sono molto timido cerco sempre di fare dei complimenti, di essere molto gentile.
    Devo ammettere che mi sento lusingato, e molto felice quando riesco a farle sorridere, adoro quando una ragazza sorride per i miei complimenti o addirittura si scuòte. Il sorriso di una donna è sempre una magia.
    Ma non ho molta fortuna con le ragazze, ad un certo punto mi blocco, ho un senso di inquietudine che riguarda il mio futuro.
    Io non ho un lavoro, non ho una prospettiva per il futuro, ho provato e riprovato in passato ma niente io non riesco a trovare la strada, a riprogettare il mio futuro e mi sento inutile.
    Mi chiedo cosa potrei mai offrire ad una donna, amore si certo e poi? Poi occorrono delle certezze, un lavoro a tempo indeterminato.
    Di recente ho iniziato a fare un corso per la Croce Rossa Italiana, volontariato, voglio aiutare le persone, voglio abbattere almeno in parte la mia timidezza e soprattutto rendermi utile, sentirmi moralmente gratificato.
    Non le nascondo che soffro di depressione e di innappetenza, quando ero adolescente ero anoressico.
    Non ho mai avuto né amici, né fidanzate.
    Ciao! Cordiali saluti, grazie!!!

  • #55

    Luca (venerdì, 22 gennaio 2016 03:41)

    Gentile dottoressa sono un ragazzo di 25 anni io mi sento così solo a volte, ho tanta paura di rimanere da solo, cerco di essere sempre molto gentile con tutti, di fare amicizia anche se sono molto timido. È difficile farsi voler bene a volte le persone credono che ci sia un secondo fine, un interesse, ma non è così, semplicemente vorrei sentirmi apprezzato, essere simpatico, diciamo "voluto bene".
    È così difficile inserirsi, farsi voler bene, sopratutto con le ragazze, anche se sono molto timido cerco sempre di fare dei complimenti, di essere molto gentile.
    Devo ammettere che mi sento lusingato, e molto felice quando riesco a farle sorridere, adoro quando una ragazza sorride per i miei complimenti o addirittura si scuòte. Il sorriso di una donna è sempre una magia.
    Ma non ho molta fortuna con le ragazze, ad un certo punto mi blocco, ho un senso di inquietudine che riguarda il mio futuro.
    Io non ho un lavoro, non ho una prospettiva per il futuro, ho provato e riprovato in passato ma niente io non riesco a trovare la strada, a riprogettare il mio futuro e mi sento inutile.
    Mi chiedo cosa potrei mai offrire ad una donna, amore si certo e poi? Poi occorrono delle certezze, un lavoro a tempo indeterminato.
    Di recente ho iniziato a fare un corso per la Croce Rossa Italiana, volontariato, voglio aiutare le persone, voglio abbattere almeno in parte la mia timidezza e soprattutto rendermi utile, sentirmi moralmente gratificato.
    Non le nascondo che soffro di depressione e di innappetenza, quando ero adolescente ero anoressico.
    Non ho mai avuto né amici, né fidanzate.
    Ciao! Cordiali saluti, grazie!!!

  • #54

    Francesca (giovedì, 14 gennaio 2016 12:23)

    Salve dottoressa ho 24 anni da quasi due anni soffro di un grande senzp di colpa! Le spiego meglio, sto con un ragazzo da quasi quattro anni lui fin da subito ha voluto sapere con quanti uomini ero stata e io gli ho detto la verità all'inizio nn l ha presa benissimo, ho avuto 8 storie prima di lui tutte andate male! Nn avevo mai pensato che erano stati degli errori da quando l ho detto a lui penso che sono una poco di buono e che per questo motivo resterò da sola! Questo pensiero mi logora! Premetto che nn ho mai fatto sesso con persone occasionali ma solo con i miei fidanZati spero che mi può aiutare

  • #53

    Annalisa Barbier (mercoledì, 13 gennaio 2016 14:42)

    Gentile Carlotta, quanta confusione! Le difficoltà con il tuo fidanzato sono state probabilmente la miccia che ha fatto esplodere la bomba della relazione parallela, che ti ha permesso di ottenere quel benessere e quella gratificazione che il tuo compagno ufficiale non era più in grado di dare nel rapporto.
    Capita a tutti di sbagliare, di fraintendere i propri sentimenti e confondere le priorità di fronte alla sofferenza e alle difficoltà. Tuttavia tu hai capito che la persona cui tieni profondamente è il tuo fidanzato quindi vorresti chiudere con l'altro, ma i sensi di colpa per l'eventuale sofferenza inflitta ti rendono impossibile scegliere e chiudere la storia con lui.
    Ti faccio una domanda: non credi che restando insieme al tuo "amante" - per timore di farlo soffrire lasciandolo - e sapendo che lui desidera qualcosa di più di una relazione clandestina, gli stai facendo comunque del male illudendolo? Non possiamo vivere con l'aspettativa che ogni nostra scelta sia facile e indolore, con l'aspettativa di fare sempre la cosa giusta nè con lì'aspettativa di piacere a tutti e da tutti essere apprezzati. Occorre affrontare il disaccordo, la delusione, la disapprovazione finanche il rifiuto...fanno parte della vita e no possiamo evitarli per sempre.
    Prendi il coraggio a quattro mani e decidi quali sono le tue priorità, prova ad immaginare come ti vedi tra un anno... e scegli la tua strada. Non esiste la certezza di aver fatto la cosa migliore in assoluto, ma almeno saprai che avrai scelto ciò che desideri e ciò che è in linea con i tuoi obiettivi e le cose che per te contano davvero.
    continuando nell'ambiguità della non-scelta, rischi di far soffrire tutti, soprattutto a te stessa.
    Un caro saluto e in bocca al lupo!

  • #52

    salvatore (mercoledì, 13 gennaio 2016 13:18)

    non dormo ho trattato malissimo una ragazza,lei mi amava ed io ho fatto di tutto per farla scappare da me,mo non so che fare,a casa sua io vado da 20 anni,sono come un figlio per loro,naturalmente il male fatto a loro si ripercuote su tutti,mi fa malissimo sta cosa,ho deciso di non andare più li per 2b motivi,uno ora lei è fidanzata e sarei solo di intralcio,due ho vergogna per ciò che ho fato

  • #51

    Carlotta (venerdì, 08 gennaio 2016 17:15)

    Salve dottoressa, mi chiamo Carlotta e ho 19 anni. Ho bisogno del suo aiuto e dei suoi consigli perché mi sento sempre troppo in colpa per qualsiasi cosa.Per fare un esempio banale, mi sento in colpa se mia mamma, di sua volontá, decide di darmi dei soldi in piú rispetto alla mia paghetta normale oppure se per natale mi fa troppi regali, perchè so che comunque non avendo una situazione ecomomica piu di tanto prospera, mia madre deve rinunciare a qualcosa per far felice me. Sono perfettamente cosciente del fatto che è una reazione spesso esagerata, ma non riesco a fare a meno di sentirmi in colpa. Volevo parlarle oggi di un caso particolare, poichè è quello che al momento mi fa stare più male. Sono fidanzata con un ragazzo da poco piú di due anni, e con lui avevo un rapporto particolarmente forte:non era solo il mio fidanzato, ma anche il mio migliore amico e il mio punto di riferimento per qualsiasi difficoltá o problema. Da un momento all'altro, dopo circa 8 mesi che stavamo insieme, ha cominciato a diventare apatico, in realtá con tutti, ma in particolar modo con me:mi rispondeva sempre male, non aveva mai voglia di fare nulla e non avevamo quasi mai nemmeno rapporti sessuali. Io ho cercato in tutte le maniere possibili e immaginabili di farmi spiegare perche si comportava cosi, se ci fosse qualche problema e se la causa di questi fossi io,ma lui mi rispondeva solo "non è colpa tua, ma non so perchè mi comporto cosi" .Io mi sono lacerata per un anno cercando di far cambiare le cose ma lui non mi ascoltava.Stavo malissimo piangevo sempre e la cosa che più mi faceva stare male è che non ne capivo il motivo! Ho conosciuto un altro ragazzo e in preda alla disperazione mi sono fatta coinvolgere, vedendo in lui un'ancora di salvezza da quella situazione per me insopportabile.Le due storie sono andate avanti contemporaneamente per un bel po' di tempo, e mentre il mio ragazzo mi faceva stare male, il mio "amante" era sempre lí pronto ad ascoltare i miei problemi con lui e a darmi dei consigli. Ho creduto di essermi innamorata di lui, ma non riuscivo a lasciare il mio ragazzo perché mi sono resa conto dopo che in fondo ho sempre continuato a sperare di poter riaggiustare le cose con lui. Un giorno, io e il mio ragazzo abbiamo litigato pesantemente, come eravamo soliti fare, ma alla lite ha assistito un suo amico che dopo che io me n'ero andata disperata, lo ha preso da una parte e gli ha spiegato che secondo lui stava sbagliando. Sentendoselo dire da qualcun'altro di importante per lui, da quel momente si é reso conto di come si era comportato, mi ha chiesto scusa e le cose tra di noi hanno ricominciato ad andare bene. Nel frattempo peró, l'altro ha cominciato a dirmi che si era innamorato di me e che non gli bastava piú essere il mio amante, ma io mi sono resa conto che la persona di cui sono veramente innamorata è il mio ragazzo e ho fatto una cosa bruttissima nei suoi confronti, lo so, ma ho avuto un momento di debolezza.. Il problema sta nel fatto che adesso sono mesi che io continuo a frequentarmi con entrambi perché non riesco a "lasciare" il mio amante perché non riesco ad accettare l'idea che lui stia male per me, e io vivo navigando tra i sensi di colpa per lui e quelli per il mio ragazzo, a cui sto continuando a mentire perché non sono abbastanza forte per non pensare alla sofferenza che causerei al mio amante dicendogli, dopo tutto ció che ha fatto per me e dopo tutto il supporto che mi ha dato,<<scusa ma la persona con cui voglio passare la mia vita è quello di cui un giorno mi lamentavo con te>>
    Per favore mi aiuti a lasciare da parte i sensi di colpa perché io sto soffrendo per non far soffrire qualcun'altro e oltre a questo sto male perche mi rendo conto che per farlo sto prendendo in giro entrambi.
    Grazie mille, Carlotta.

  • #50

    Annalisa (giovedì, 07 gennaio 2016 12:36)

    Cara Eleonora,
    spesso viviamo con l'inconsapevole convinzione di non valere abbastanza o di non meritare amore, stima e rispetto e questo ci porta ad assumere comportamenti distruttivi o che ci allontanano dai nostri desideri di serenità e gioia. Quando ci comportiamo male in realtà, non deludiamo le altre persone, ma deludiamo noi stessi ed è a noi stessi che dobbiamo prima di tutto portare rispetto e amore. Sii grata alla persona che sei stata e a tutte le esperienze che ha scelto di fare in quel momento della tu vita, poiché ti hanno permesso di diventare la donna che sei oggi. Se il malessere legato a questi aspetti di non accettazione diventa troppo forte rivolgiti pure ad un professionista perchè potrà aiutarti a fare luce sugli aspetti irrisolti o non consapevoli che ti provocano ancora sofferenza e potrà aiutarti magari a costruire una coerenza ed una serenità interiore che ti saranno di aiuto nella vita.
    Un caro saluto e grazie per avermi scritto
    AB

  • #49

    Eleonora (giovedì, 07 gennaio 2016 11:10)

    Buongiorno Dott.ssa, scoprendo questo sito ho deciso di chiederle aiuto. è tempo che mi affliggo con i sensi di colpa, ho 30 anni e dieci anni fa quando ero più che una ragazzina ho fatto delle azioni per le quali ora mi vergogno senza darmi pace. ho fatto uso di droghe leggere ed una volta anche una più pesante nel solito contesto di divertimento sforzato con la compagnia sbagliata successivamente ho poi condotto una vita fatta da finta ribelle con esperienze sentimentali/sessuali prese con molta superficialità senza molto rispetto per la mia persona. quando si ha quell'età pensi di combattere il mondo intero che sei il più figo e il più furbo che sei il ribelle che non hai regole e dopo quando l'enfasi finisce e la maturità fa da padrona ti rendi conto di essere stata solo debole! ora però invece di comprendere e perdonarmi mi punisco pensando di non meritare nulla! ora faccio una vita degna di essere vissuta: ho amicizie vere ho un lavoro stabile sto facendo un percorso culturale impegnativo ho sempre avuto una famiglia bellissima ed è proprio questo che mi annebbia la vista, il fatto di aver deluso in qualche modo la mia bellissima famiglia. io questo non credo riuscirò mai a perdonarmelo. ho pensato anche più di una volta a raccontare tutto in casa mia ma ho poi pensato che non avrei il coraggio innanzitutto, e poi a cosa servirebbe? a lavarmi la coscienza? a capire se vengo ancora accettata? cosa è meglio fare. la prego mi dica lei... grazie

  • #48

    Maria (mercoledì, 06 gennaio 2016 03:52)

    Salve Dottoressa , ho compiuto una rivoluzione interiore che ha cambiato in meglio la mia vita e mi ha permesso di risolvere almeno in parte i miei problemi di respirazione dettati da forti problemi di ansia , ma oggi mi ritrovo ad avere di nuovo sensi di colpa enormi e un ansia fortissima - Sto molto più tempo a casa ma ultimamente sono uscita con una compagnia molto vecchia , ho bevuto molto e li era presente un vecchio amico con il quale ho litigato poichè , in un momento di disperazione mi lasciò da sola anni fa , adesso parliamo tranquillamente e mi chiede di altri amici ,io ho parlato " male" di loro , io dico male ma in realtà ho espresso sinceramente tutto quello che provavo e pensavo , rabbia , intolleranza rispetto a certi modi di vedere o sentire che io captavo , dolore per non essere stata da loro compresa , per non essere stata ricambiata , il dolore di sapere di avere un valore e di essere stata giudicata pazza o pesante per il mio modo critico a volte rigido ma in ogni caso pieno di vivere la vita , ho detto tutto ciò che pensavo su di loro e anche altre persone - Adesso mi chiedo , io sono veramente migliore di loro , io accetto ciò che penso di loro ? riesco ad accettare di sentirmi migliore di loro , di odiare il fatto di volere ancora la loro approvazione e riconoscimento ? Alcuni altri amici li ho abbandonati per non distruggermi assieme a loro , ma ogni volta che li vedo mi sento in colpa per avere bruscamente interrotto i rapporti , mi sento in colpa per ogni cosa che penso sulle persone sopratutto se mi confido con qualcuno , allora mi sento di aver fatto qualcosa di tragico , che ormai anche se l'ho detto a qualcuno che non li conosce , loro lo sanno ,e quando li vedo sembra davvero che sappiano cosa penso di loro !Inoltre quel mio amico che mi lasciò da sola , anche lui mi ha fatto soffrire tremendamente , perchè ho raccontato tutto a lui , che vuole sempre sapere i fatti delle persone ma alla fine è molto giudicante , vede le persone in serie A e serie B divide il mondo in falliti e non , perchè ho detto queste cose a lui che mi ha giudicato ed è molto giudicante , che vede la mia critica come negatività invece che come lotta , mi sento esposta , non sono sicura di andare nella direzione giusta , come se anche io infondo giudicassi gli altri in serie A e serie B , quando invece la mia natura si oppone perchè io vedo il nucleo delle persone e non il loro essere conformati e realizzati rispetto agli standard , il mio interesse non è solo quello di vedere una volontà ma di vedere una persona - Sono molto confusa ho molta paura di ricadere nella solitudine in cui tante volte sono sprofondata nonostante la mia vitalità e il fatto che conosco centinaia di persone ho paura di non riuscire ad evolvere e continuare a cadere in illusioni , io cerco amicizie vere profonde e sono sicura che in questo momento la mia energia è pronta ad attrarle questi momenti di cadute nel passato sono pesanti , spero di uscire da questi sensi di colpa ! grazie

  • #47

    G (domenica, 03 gennaio 2016 15:00)

    Salve, ho letto il suo articolo con molto interesse, mi capita spesso di provare forti sensi di colpa; soprattutto nelle relazioni con famiglia e la mia ex-ragazza. Premetto che non mi era mai capitato e non é un abitudine (erano 7 anni che non bevevo) ma durante una cena di fine anno mi é capitato di bere troppo con gli amici, tanto da non ricordarmi tutto il giorno dopo. Il fatto é che a fine serata alcuni amici mi hanno aiutato diciamo a"smaltire" la sbornia a casa, e questi mi provoca molto imbarazzo (e quindi senso di colpa).Lo stesso ,anche se non mi é chiaro il motivo, provo sapendo di non ricordarmi tutto della serata(nonostante non abbia fatto nulla di strano misono fatto raccontare tutto). Ma il maggior senso di colpa lo provo nei confronti della mia ex-ragazza, che si é arrabbiata (perché mi vuole bene) perché ho bevuto tanto da non ricordarmi tutto e da non reggermi quasi in piedi. Come da suo articolo,ormai da quasi un anno tengo traccia in un diario dei sensi di colpa e devo dire che piano piano sto migliorando, spero di poter essere libero presto finalmente. La ringrazio per l'interessantissimo articolo.

  • #46

    annalisa barbier (martedì, 29 dicembre 2015 12:28)

    Cara "disperata", non avere dubbi su come andranno le cose ed impegnati ora per fare qualcosa di bello e importante per il tuo benessere, presente e futuro.
    In bocca al lupo
    AB