LIBERARSI DAL SENSO DI COLPA

senso di colpa
senso di colpa

A cura della Dott.ssa Annalisa Barbier

 

Forse non sempre ne sei consapevole, tanto sei abituato a conviverci, ma esistono due grandi “mangiatori di energie” che minano la tua pace ed il tuo benessere psicologico:

 

1. IL SENSO DI COLPA

2. LA PREOCCUPAZIONE ANSIOSA PER IL FUTURO

 

Il senso di colpa è quella spiacevole e dolorosa sensazione di indegnità, vergogna e dispiacere legata a qualcosa che hai fatto/detto in passato.

La preoccupazione ansiosa per il futuro invece – che va distinta dalla normale progettualità - è caratterizzata dalla costante sensazione di inquietudine, apprensione, e paura di ciò che ti potrà accadere in un domani più o meno distante.

Cos’hanno in comune questi due “errori” di considerazione?

Rappresentano entrambi una forma di disagio, una trappola cognitiva legata a qualcosa che non è più possibile modificare (il passato) o che ancora non esiste (il futuro), ma che in entrambi i casi ti appare tanto minaccioso da assorbire molta parte delle tue energie, nel tentativo di cambiare qualcosa o prevedere qualcos'altro.

 

 IL SENSO DI COLPA COME SCELTA

Sembrerà un’affermazione alquanto bizzarra dire che si può scegliere di vivere nel senso di colpa, ma in realtà si tratta di una condizione molto diffusa.

Distinguiamo innanzitutto tra due forme di senso di colpa:

1. Il senso di colpa residuo: è quello che ti viene inculcato sin da bambino e che viene utilizzato da genitori, educatori, sacerdoti e tutti coloro che hanno influenza sui processi educativi, come strumento di sottomissione alle “regole” della società: “se fai così sei un cattivo bambino”, oppure “dovresti vergognarti per aver detto/fatto la tal cosa”, o ancora “se andrai via di casa mi farai morire di crepacuore” e così via…chi non si è mai sentito dire qualcosa del genere? Questa forma di senso di colpa è sottile ma onnipresente ed emerge nei numerosi auto rimproveri che ti indirizzi, ed ogni volta che ti scusi troppo per aver commesso un errore (scorgerai facilmente in esso il tentativo di esorcizzare la paura di non essere approvato).

2. Il senso di colpa autoimposto: è questo il caso in cui ti senti immobilizzato nel presente dal dolore e dalla vergogna che ti autoinfliggi come punizione, per aver violato una norma del tuo codice morale (o creduto tale). Ci troviamo in tal caso di fronte ad emozioni molto più tormentose delle precedenti. E’ questo il caso del senso di colpa come scelta.

 

In questo ultimo caso infatti, si “sceglie” più o meno consapevolmente il senso di colpa come compromesso di minor resistenza (al cambiamento che altrimenti sarebbe necessario fare) e di adattamento (alle richieste/aspettative altrui):

1) Come forma di espiazione per sentirti sollevato dal dolore di aver violato le tue norme morali (o credute tali)

2) Per evocare la pena ed il perdono altrui (incapace di perdonare te stesso)

3) Per guadagnarti l’approvazione e la protezione degli altri

4) Per farti compatire ed ottenere attenzione

5) Per deresponsabilizzarti nei confronti dei tuoi comportamenti (la colpa è degli “altri” che ti fanno sentire in colpa…)

6) Per non impegnarti in un processo di rivalutazione e cambiamento dei tuoi valori e comportamenti. Infatti, è meno impegnativo vivere dolendosi per ciò che si è fatto (e che peraltro non potrà MAI e dico MAI essere modificato), piuttosto che rimboccarsi le maniche e crescere, comprendere i propri errori e far sì di non commetterli ancora.

 

Invece di tentare di modificare il passato – che per sua natura modificabile non è – occorre modificare il tuo atteggiamento nei confronti di ciò che desta in te i sensi di colpa: si tratta molto spesso di retaggi culturali che hai assorbito in maniera più o meno passiva e “fatti tuoi” senza troppo ragionarci su e senza chiederti, nel tempo, se sei ancora d’accordo a considerare valide certe regole morali e di comportamento.

 

Ad esempio, nella società cattolica e puritana sono facilmente identificabili alcune equazioni, responsabili di sensi di colpa:

• SE ti diverti ALLORA sei una persona cattiva e sciocca (e devi sentirti in colpa)

• SE ti piace il sesso ALLORA sei una donna di facili costumi (e devi sentirti sbagliata quindi in colpa)

• SE sei allegro ALLORA sei un superficiale (quindi devi sentirti in colpa)

• SE non ti rattristi e non ti addolori abbastanza a lungo (e inutilmente aggiungo io) ALLORA sei una cattiva persona (e ti devi sentire in colpa per questo)

E così via… gli esempi potrebbero essere davvero molti.

 

10 MOSSE PER ELIMINARE IL SENSO DI COLPA

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Commenti: 116
  • #1

    Marina (venerdì, 10 ottobre 2014 10:56)

    Salve dottoressa,
    riguardo a questo tema, io ho un tipo di senso di colpa differente: mi sento in colpa se sono più felice degli altri, di chi mi circonda. Il fatto strano è che io sono quella che ha meno di tutti, la più infelice e meno realizzata, ma se minimamente mi capita di avvertire una sensazione di felicità o se qualcosa è andato come volevo, mi sento in colpa rispetto alla mia amica o altro che mi sta vicino (che ne so, io ho trovato un fidanzato , lei no). Non so se questo succeda per una mia atavica e sbagliata concezione religiosa, forse inconscia, o perché (come dicono alcuni sento di valere poco)..so solo che vorrei liberarmi da queste credenze inconsce. Grazie...spero possa darmi dei consigli utili.

  • #2

    Annalisa Barbier (venerdì, 10 ottobre 2014 11:51)

    Gentile Marina,
    in certi casi il senso di colpa deriva dal fatto che ci si sente non meritevoli o indegni di avere amore e fortuna o semplicemente di essere felici. Sono, appunto come ha notato lei stessa, dei meccanismi per la maggior parte inconsapevoli ed automatici che influiscono negativamente sulla nostra vita e sul nostro stato d'animo. Provi a chiedersi quali pensieri ha quando accadono tali circostanze (quelle in cui si sente "in colpa"), si domandi cosa le attraversa la mente, cosa le fanno credere che essere felice sia una sorta di "colpa" nei confronti di altri.Di solito questi pensieri, che sono automatici, manifestano le nostre convinzioni più profonde che potrebbero essere inesatte o illogiche e perciò procurarci disagio e sofferenza psicologica.

    Le consiglio di leggere questo articolo:
    http://www.psicoterapiapersona.it/2014/09/24/le-13-e-non-solo-convinzioni-che-ci-complicano-la-vita/

    e questo: http://www.psicoterapiapersona.it/2014/09/21/come-funziona-la-psicoterapia-cognitiva/

  • #3

    Stefano (martedì, 14 ottobre 2014 14:01)

    Buongiorno dottoressa,
    ho letto con il massimo interesse questo articolo, ha centrato in pieno il mio caso. E' possibile che le disfunzoni legate all'autoimminità di cui soffro siamo legate ai sensi di colpa; farò tesoro dei suoi consigli.
    Grazie
    S

  • #4

    annalisa barbier (martedì, 14 ottobre 2014 15:48)

    Se le interessa approfondire la conoscenza del legame tra malattia e psiche ed il significato simbolico dei sintomi, può leggere i libri di Thorwald Dethlefsen, o anche Rudiger Dahlke - Malattia Come Simbolo. Un caro saluto

  • #5

    rea (martedì, 14 ottobre 2014 16:58)

    Cara dottoressa,
    sono una ragazza di 22 anni. In passato, nella mia adolescenza ho commesso cose di cui mi vergogno, tipo vedere film erotici e provarne piacere; ho ferito persone me care spesso e andata a letto con un ragazzo senza provare alcun sentimento.
    Adesso sto iniziando una storia con un ragazzo di cui sono innamorata, ma ho nascosto questo lato del mio passato, gli ho nascosto di questo ragazzo, gli ho nascosto quelle cose che ho scritto sopra negandogli di aver mai fatto una cosa del genere. Per lui sono la ragazza pudica e da un lato è vero (mi imbarazzo spesso a letto) che non conosce il suo corpo perchè non ha provato piacere da sola come molte altre ragazze fanno.
    Mi sento in colpa per quello che non gli ho detto, per aver mentito per una stupida vergogna. Ho paura di rovinare tutto. Ho paura di non meritarmi la felicità per tutti gli errori del passato commessi, anzi penso che non posso essere felice, devo stare male per amore perchè me lo sono meritato.
    Mi aiuti!

  • #6

    Annalisa Barbier (martedì, 14 ottobre 2014 20:01)

    Cara rea, a me non sembra che tu abbia fatto proprio nulla di male.
    I tuoi comportamenti sono molto comuni e diffusi tra i ragazzi e le ragazze della tua età; ci si impara a conoscere - anche sessualmente e sentimentalmente - proprio attraverso le esperienze che facciamo con le altre persone e - perché no? anche guardando un film pornografico. Il male, semmai, è nel pensare di essere "cattivi e indegni di amore per tali comportamenti. Se le esperienze di cui parli le consideri un errore e non ti interessano più, allora traine insegnamento per crescere, ma non te ne devi vergognare. Mentire per salvaguardare la propria privacy può in alcuni casi essere utile, ma farlo perchè si teme il giudizio di una persona che amiamo non sempre è la strada giusta da percorrere: la sincerità a volte è dolorosa ma ci dà la possibilità di mostrarci e di essere amati per come siamo. Se questo non accade, allora vuol dire che la persona non era quella "giusta".
    Un abbraccio!

  • #7

    Andrea (martedì, 03 febbraio 2015 16:19)

    Buongiorno,
    in relazione al Suo discorso ho una domanda: sto passando un periodo di sofferenza la cui durata non è assolutamente proporzionale alla causa che l'ha generata. È possibile che questo perdurare senza riuscire a superare un fatto che di per sè è molto banale, sia a causa dei sensi di colpa?

  • #8

    silvia (venerdì, 13 marzo 2015 14:10)

    Gent dott.ssa,
    Ho letto x caso il Suo articolo è le chiedo un parere, un aiuto. Sono sempre stata una ragazza solare dedita alla vita felice spensierata gioiosa e anche istrionica, in una parola il ritratto della felicità.andata a fare volontariato da sola ho brasile, faccio un lavoro sociale con disabili, ho abitato da sola dai24 anni e alla fine nella mia vita è entrato il mio attuale compagno 4 anni fa. Non ho mai avuto relazione prima proprio xke avevo altro x la testa, amici, festa...poi l ho trovato finalmente! Dopo 1 anno e mezzo xò la crisi, io sempre solare piena di vita ed energia, lui buono, casalingo, routinario, 12ore di lavoro alla sera mangiare divano e sonno.
    Mi sono persa di un altro, al tempo non l ho ammesso, anzi gli ho dato la colpa xke continuava a punzecchiarmi, invece a ragion veduta ora capisco che in lui, sia chiaro persona non molto adatta ad una relazione xke sempre il donnaiolo di turno, collega di lavoro ma principalmente musicista pieno di vita e simpatia!
    Non ho resistito, ci sono andata a letto, ci mangiavamo con gli occhi da mesi, bello ma diciamolo pure, adrenalinico ma niente più. L ho detto al mio ragazzo xò con una mezza verità, solo un bacio, l ha accettato senza problemi, e da lì non sono più stata bene:sensi di colpa, mal di pancia, ansia....tutta la mia vita è stata contornata da eventi quasi mandati dal cielo, insomma abbiamo provato ad avere un bambino, lo volevano tanto entrambe ed è arrivato subito! Siamo felici, genitori orgogliosi, xò ho confessato tutto al mio compagno dopo qualche mese dal parto in preda ad una crisi isterica o depressione post parto non so,....io silvia ragazza sempre libera e solare ora mi sono chiusa dentro un impegno più grande di me con le catene!
    Ora nostro figlio ha 15 mesi sono felicissima è la mia vita, col mio compagno abbiamo proseguito con non poche difficoltà la relazione xke cmq ci amiamo, ma spesso rivivo il senso di colpa x averlo tradito e aver tradito e mentito sopratt a me stessa ...aver preso decisioni cosi di fretta e aver rovinato un rapporto esclusivo tra me e il mio compagno.magari dovevo lasciarlo subito chissà! Fatto sta che nn son piu la ragazza di prima ho31anni e mi sento spenta legata ad una vita di routine e nn piu libera di poter amare con tt la spontaneità e la bellezza di una volta, ci son momenti che il senso di colpa mi fa andare talmente fuori di me che evo andare a dormire x staccare la testa, le chiedo un consigkio su come uscire dabquesta situazione che va avanti da piu di due anni.x scegliere la mia famiglia al ritorno dalla maternita ho cambiato posto di lavoro xo nnn mi piace x niente, mi sento ancor piu l ombra di me stessa ora voglio tornare dove ero prima al mio adorato posto anche se con tanta paura nel rivedere l altra persona, nn so che potrebbe scattarmi
    Grazie
    Silvia

  • #9

    Gabriella (lunedì, 16 marzo 2015 19:30)

    Buongiorno Dottoressa,

    Sto provando un fortissimo senso di colpa, mai provato in precedenza, che mi blocca e mi fa stare male...
    Sono praticante presso uno studio dove non imparo.. e questa non è solo la mia opinione personale (ne ho parlato all'ordine e mi sono confrontata con altre persone).
    Dopo un anno sono al livello di gente che ha cominciato da pochi mesi....
    E' come se il mio senso del dovere, della "Verità" mi dicesse che se il dominus non mi insegna è colpa mia perché non sono abbastanza brava.... Forse non sono meritevole (nonstante le 7 ore passate ogni giorno e tutto il mio impegno)... Ad es all'impiegata appena assunta hanno insegnato più cose e io sono relegata alle mie attività...
    Il senso di colpa si fa sentire quando telefono per cercare altri studi... è come se mi dicesse che facci un grosso torto al dominus, al senso di verità e che potrei perdere chissà che cosa.
    (cerco ugualmente, solo che sto male)
    Grazie,
    Gabriella

  • #10

    Elisa (sabato, 21 marzo 2015 15:35)

    Buon pomeriggio dottoressa,
    sono una ragazza di 15 anni a cui piace pensare a sé come a una persona buona, sensibile e con sani principi. Il mio orgoglio più grande è la mia sensibilità, ma riesco a percepire in me una debolezza e una mancanza di volontà non di poco conto.
    Qualche ora fa ho commesso quella che definirei una "carognata" nei confronti di una delle mie più care amiche, che tra l'altro sta vivendo una pessima situazione familiare e non solo. Ne ho subito parlato con lei ma non ho ricevuto nessuna reazione arrabbiata o indignata, non se l'è presa minimamente. Quelli che provo ora sono fortissimi sensi di colpa, ho provato a parlarne con i miei più cari amici ma non è servito a nulla. Mi sono davvero individuata nei suoi punti riguardo i sensi di colpa autoimposti; volevo lasciarle un ringraziamento perché tutto ciò mi ha sollevata un po'. Mi ha fatto piacere sentirmi capita.

  • #11

    Christian (lunedì, 06 aprile 2015 20:10)

    Buonasera dottoressa.Ho scoperto questo sito Per caso,sono disperato e così mi son messo a navigare su internet per comprendere meglio tante cose,per cercare delle risposte sul senso di colpa cui affiora in me ultimamente con una forza dirompente.C'ė la mia ragazza affetta da depressione e bipolarismo e non riesco mai a farla contenta,mai se non a volte con il sesso.Mi sento in colpa di questo.Mi sento in colpa anche quando lei colpevolizza me perché non sono al passo suo,così dice lei,non sono pronto alle risposte,dice che la sua rabbia,il suo modo di fare e di trattarmi e' per colpa mia.un esempio,con ritmo cadenziate succede che lei passa momenti in cui vuole stare da sola e non accetta da me neanche il minimo della compagnia,anzi il mio starle vicino e lamia dolcezza la infastidisce addirittura,ma allo stesso tempo mi rimprovera il contrario ossia che a me di lei non importa.l'altra sera volevo invitarla a cena ma a lei non andava di uscire,al che le ho detto se aveva bisogno ancora di stare da sola(nonostante io avevo un desiderio grande di vederla) Mi si è' mangiato vivo,dicendomi che io non ho iniziative,non avevo idee diverse,una contro idea diciamo.Che se volevo veramente vederla dovevo già stare a casa mia davanti ai fornelli a preparale la cena.Io per questo mi sento in colpa di non aver fatto in tempo a preparale quella cena.mi dice che non ho una bella casa,e di questo mi sento in colpa.sono molto triste

  • #12

    Greta (venerdì, 12 giugno 2015 10:49)

    Buongiorno dott.ssa,

    volevo chiederle un consiglio in merito a questo tema. Io ho la sensazione di vivere continuamente con un leggerissimo ma costante senso di colpa per qualsiasi cosa mi succede durante la mia giornata e che non riesco a completare o a rispettare secondo quanto "ritengo" giusto. Mi sento in colpa se non riesco ad andare in palestra, se non riesco a finire un lavoro che ho iniziato, se non vado a trovare i miei genitori e le mie nonne, se mangio qualcosa di più calorico, se non riesco a finire un corso, se faccio ritardo, se non risco a vedere i miei amici. Il problema è che si tratta di una cosa costante e se magari riesco ad ottenere un obiettivo, la volta dopo ne devo superare un altro più alto. Mi sento sempre inadeguata, come se fossi troppo poco bella, poco in forma, mai abbastanza intelligente e voglio sempre essere di più di quel che sono. Eppure, se faccio un'analisi di quello che ho fatto fino ad ora nella mia vita, non sono mai rimasta per tanto tempo a rigirarmi i pollici e mi sono sempre data molto da fare ... mi sn laureata, ho iniziato subito a lavorare, cerco sempre di aggiornarmi per sapere più cose possibili, vado in palestra per tenermi in forma e cerco di essere il più presente possibile con le persone a cui voglio bene, cerco sempre di essere al massimo ma non basta mai, per me non è mai abbastanza ed io non so che fare, come bloccare questo circolo vizioso, mi sento sempre uno schifo... mi può dare qualche consiglio lei???

  • #13

    annalisa barbier (venerdì, 12 giugno 2015 12:46)

    Gentile Christian,
    la persona di cui mi parla è una persona che - come lei stesso mi scrive - ha problemi di natura emotiva legati al disturbo bipolare con prevalenza di aspetti depressivi. E' spesso molto difficile vivere accanto a queste persone, poiché loro stesse hanno difficoltà a regolare le emozioni ed i comportamenti conseguenti. La scontentezza della sua ragazza probabilmente non dipende da lei, nonostante questo sia ciò di cui viene "accusato", ma ha origine nel disturbo di cui soffre; vivere accanto a una persona affetta da depressione spesso induce a sentirsi impotenti, inadeguati, e in colpa per non essere mai capaci di soddisfare le aspettative dell'altra persona. Il punto qui non è legato ad una sua reale incapacità ma piuttosto al senso di insoddisfazione, tristezza e scontentezza che frequentemente è tra i sintomi del disturbo depressivo.
    La sua ragazza immagino sia in terapia e se non è così, sarebbe un buon inizio cercare un professionista che la possa aiutare e sostenere.
    A lei consiglio di cominciare a porre l'accento del proprio interesse anche su se stesso e non esclusivamente sulla sua ragazza, per recuperare almeno un po' di serenità.

  • #14

    annalisa barbier (venerdì, 12 giugno 2015 12:51)

    Gentile Greta,
    sono proprio le persone come lei - che vivono con un costante senso di inadeguatezza e di colpa - quelle che spesso riescono a raggiungere molti obiettivi e in tempi veloci! Da quello che mi scrive si evince una situazione di malessere diffuso e costante e le consiglio di rivolgersi ad un professionista per lavorare sulle profonde motivazioni che la portano a sentirsi sempre "mai abbastanza bella, brava, capace ecc., per poter finalmente imparare a fare ciò che desidera lei, ciò che piace a lei e ciò che la gratifichi davvero. Altrimenti rischia di continuare a fare cose e scelte che non rappresentano davvero il suo sentire ed i suoi reali desideri ma piuttosto sembrano volte ad ottenere l'approvazione ed il consenso degli altri.
    Un caro saluto

  • #15

    Giorgio (mercoledì, 24 giugno 2015 21:14)

    Carissima dottoressa. E da molto che sto passando un periodo di sensi di colpa dovuti a tutto ciò che mi è capitato. Cerco di reagire positivamente ma i problemi da me non causati!!! Ma causati da parenti, soci mi hanno portato ad avere sensi di colpa tremendi causati dalle circostanze che mi sono trovato dovuti alla perdita dell'attività famigliare, le proprietà e da molti insoluti tralasciati ai suoi tempi da i miei genitori che non mi hanno tenuto al corrente ai sui tempi,anche se io ho fatto di tutto per sapere la verità.ma con loro non si poteva ragionare in quanto comandavano loro e non ti davano la possibilità di dire la tua. Adesso sono tutti sulle mie spalle! Poi i collaboratori che tra l'altro i miei genitori si sono troppo fidati mi hanno rovinato la vita. Adesso sono solo senza più genitori, ed i parenti non mi hanno dato una mano in nessun caso. Per poi non parlare del conoscenti. Tutti falsi e pronti a scaricarti negatività in tutto. Potrei scrivere un libro delle situazioni negative che mi sono capitate. Se può darmi dei consigli per attenuare questi sensi di colpa e trovare la serenità. Grazie

  • #16

    Daniela (lunedì, 06 luglio 2015 17:30)

    Salve...io mi sento sempre profondamente in colpa nei confronti di mio marito che mi ha sempre mentito, maltrattata fisicamente e verbalmente, trascurata e umiliata (12 anni di matrimonio)...quando io sto alle sue regole e ai suoi bisogni lui è più predisposto verso di me e verso i suoi figli (esce con noi...aiuta in casa ecc...) ma quando la mia sopportazione arriva al livello massimo e mi ritrovo, nonostante aver fatto la "brava", con un pugno di mosche (zero affetto, solo sesso) allora mi capita di aggredirlo, anche a parole e a spingerlo...mi sale una grande rabbia perchè lui passa dalla normalità (umore positivo) all'indifferenza per un niente (a volte esce per ore perchè è nervoso e nemmeno ne vuole parlare per spiegarmi il motivo) e quindi finiamo per litigare e io mi ritrovo sempre a piangere e a sentirmi sbagliata e cattiva perchè IO ho esagerao, IO gli ho messo le mani addosso...ma è lui che mi porta a queste reazioni!!! Perchè ci sto molto attenta...cerco di rispettare i suoi spazi nonostante mi costa moltissimo perchè io vorrei stare tanto con lui, fare passeggiate, parlare...stare con i ragazzi( se vuole uscire solo purtroppo spesso gioca al bar a carte e se glielo rinfaccio mi dice che non vuole stare con me perchè urlo, se fa tardi senza avvisare perchè ha incontrato un amico e magari eravamo a cena da amici arrivando sempre tardi, se non risponde al telefono perchè non l'ha sentito, se dorme in orari assurdi perchè è stanco o se non mi mostra il minimo interesse perchè è un suo momento no e io devo aspettare che gli passi) ma se qualcosa non mi sta bene e lui non ha intenzione di rinunciare (ad esempio se è la terza sera che esce e la quarta mi oppongo duramente lui invece che capire mi accusa di essere egoista e mi porta all'esasperazione) io mi imbestialisco perchè pretendo un marito, un padre! So che reagisco nel modo più sbagliato urlando a volte e piangendo, ma mi trovo davanti un muro di cemento altissimo che vorrei solo buttare giù...Aiutatemi...sono a pezzi!

  • #17

    Annalisa Barbier (lunedì, 06 luglio 2015 17:56)

    Gentile Giorgio,
    da ciò che mi scrive, sebbene non sia molto chiaro l'accaduto, mi sembra di capire che i suoi sensi di colpa siano più che altro legati al grande senso di responsabilità che ha nei confronti delle persone che dipendono economicamente da lei.
    Per avere qualche semplice consiglio su come gestire i sensi di colpa, può leggere l'articolo
    10 MOSSE PER ELIMINARE IL SENSO DI COLPA, in questo stesso blog, il cui link si trova alla fine di questo articolo.
    Un caro saluto e buona fortuna per la sua attività.

  • #18

    Annalisa Barbier (martedì, 07 luglio 2015 14:16)

    Gentile signora Daniela,
    Le parla di un uomo che la maltratta fisicamente e verbalmente e la trascura da 12 anni... inoltre scrive di venire alle mani lei stessa con suo marito, aggredendolo fisicamente e verbalmente.
    La invito a riflettere molto seriamente sulla vostra relazione e sul vostro matrimonio, e sulle modalità che utilizzate nelle discussioni. La violenza, la mancanza di rispetto e considerazione, l'umiliazione e la noncuranza sono elementi estremamente distruttivi, per non parlare del fatto che la violenza è anche penalmente perseguibile.
    Per il suo bene e per quello dei vostri figli, che non credo possano vivere una condizione di serenità familiare nè imparare cosa significhino amore e rispetto, lei e suo marito dovreste affrontare la vostra condizione ricorrendo all'aiuto di un esperto, che possa guidarvi e sostenervi nella costruzione di un rapporto più sano e rispettoso.
    Le auguro di trovare presto la soluzione migliore per voi ed ed i vostri figli.

  • #19

    fabi (martedì, 15 settembre 2015 11:49)

    Salve,premetto che sono incinta di 7 mesi del primo figlio e questo forse ha influito ed influisce in questa situazione...Sono due settimane ormai che il senso di colpa,l'ansia e le preoccupazioni per il nuovo e sconosciuto futuro mi tormentano.Il problema nasce dal fatto che con il mio compagno dovevamo cambiare casa,dopo 2 anni finalmente avevamo trovato l'acquirente e la casa giusta per noi,poi improvvisamente io ho cambiato idea,presa da mille dubbi e paure,quindi ho fatto saltare il tutto...Ora ci ritroviamo a pagare delle penali con i soldi da noi risparmiati e il sogno di una casa diversa rimasto nel cassetto...Vorrei tornare indietro,ma ormai quel che è fatto è fatto...Ho paura di aver rovinato tutto,il nostro futuro,anche se lui non mi fa pensare niente,anzi,ma soprattutto quello di mia figlia...Se può darmi qualche consiglio per cercare di alleviare un minimo il mio tormento.Ho fatto proprio un bel casino..
    Grazie

  • #20

    Annalisa Barbier (venerdì, 18 settembre 2015 14:09)

    Gentile Signora,
    coprendo la sua situazione e il disagio che sta attraversando, soprattutto in un momento così delicato come la gravidanza. Cancellare i sensi di colpa non è semplice poiché spesso sono legati ad un atteggiamento molto radicato, che dipende da fattori appresi durante gli anni. Tuttavia, si può lavorare su se stessi utilizzando il buon senso ed il desiderio di stare bene, affinché i sensi di colpa - per un errore commesso - non diventino tanto forti e dolorosi al punto di bloccarci. Nella sua situazione, sono certa che la decisione di tornare sui suoi passi relativamente all'acquisto di una nuova casa, sia stata dettata da riflessioni o timori ben precisi che le hanno fatto pensare che era meglio restare nella vecchia abitazione. Scegliere a volte non è affatto facile, poichè possono essere in ballo tante cose da tenere in considerazione e non sempre esiste una cosa "migliore" in assoluto o una scelta chiaramente ed univocamente "giusta". Rifletta sulle motivazioni che l'hanno spinta a preferire di restare nella vecchia casa, comprenda che probabilmente erano per lei più importanti che cambiare casa... forse ci sono stati dei timori che l'hanno bloccata... provi a pensare che in effetti se ha scelto così aveva le sue ragioni! Anche se a posteriori tali ragioni possono sembrarle meno valide. Purtroppo ci troviamo a dover prendere decisioni in un momento specifico che ha caratteristiche precise... se poi guardando indietro ci accorgiamo di aver fatto una scelta "sbagliata", ricordiamo che avevamo delle ragioni importanti ne momento in cui l'abbiamo fatta, che ci sembravano valide.
    Sarà certamente così anche per lei. Inoltre ricordi: i sensi di colpa non solo non cambiano il presente ma rendono tutto più faticoso e difficile. Suo marito è comprensivo e le è accanto: ne sia grata, e guardate avanti insieme!

  • #21

    Ileana M (sabato, 19 settembre 2015 21:22)

    Salve, io ho dei sensi di colpa molto forti e non faccio altro che piangere. Purtroppo sono una persona molto sensibile e non faccio altro che piangere per scaricare. Mi sto separando da mio marito con quale ho vissuto per 20 anni.Ho trovato un'altra persona con quale sono felice ma la mia felicità purtroppo è limitata da questi sensi di colpa perché nonostante tutto io gli voglio molto bene a mio marito e nn vorrei che soffrisse perché io lo lascio perché so che anche se lui ha avuto un modo di amarmi tutto suo ne soffrirebbe tanto. Non riesco a superare questo senso di colpa e non riesco nemmeno a prendere la decisione definitiva anche se so che non potrò mai ritornare indietro. I sentimenti che provo per il mio marito sono tutt'altro tranne che per un marito. Non penso ad altro e non ho la forza nemmeno di andare a avanti. Ho bisogno di un suo consiglio per non avere più i sensi di colpa. Grazie ileana

  • #22

    Roberta (mercoledì, 23 settembre 2015 03:23)

    Gentile dott.ssa,stavo da 7anni con un ragazzo bravissimo ma che con il tempo ha spento il mio carattere.l'ho tradito con due spasimanti,poiché da tempo mi guardavo intorno sentendomi superiore a lui ee mi sentivo in colpa di dare un amore solo di "ricambio" al suo e di quieto vivere. Temo ora di non avere energie x riprovare,ho però paura di perderlo e della solitudine...guardandomi dentro non so se il problema é la compatibilità o l'ho ucciso dentro di me con le mie mani,fomentando -non sempre a torto-chi mi stava vicino,come se volessi approvazione.Potrei fare chiarezza nella mente e nei sentimenti?vivo nella costante ricerca di amore e approvazione altrui.

  • #23

    ROBERT (domenica, 27 settembre 2015 16:37)

    Buonasera dottoressa vorrei chiederle una cosa...sto soffrendo da un pò per un terribile episodio che mi è capitato a seguito di un periodo molto stressante...ho commesso un grave errore che non riesco a perdonarmi..come posso fare a perdonare me stesso? ho recato un danno ad una persona, quella persona mi ha perdonato e io non riesco a perdonare me stesso..perchè secondo lei? grazie per la risposta

  • #24

    Annalisa Barbier (domenica, 27 settembre 2015 18:18)

    Gentile Ileana,
    purtroppo non ho la formula magica per poter cancellare dal cuore il dolore e la tristezza che inevitabilmente ci troviamo ad affrontare in alcuni passaggi della nostra vita.
    Per lavorare sui sensi di colpa, soprattutto su ciò che li provoca o li rende insopportabili, occorre tempo e impegno e temo che una semplice risposta non sarà risolutiva.
    Tuttavia le posso dire - sinteticamente - ciò che penso in materia di relazioni sentimentali: è meglio interrompere una storia che non funziona più (anche se sappiamo che ciò provocherà dolore all'altra persona), rendendo l'altro - e se stessi - libero di trovare una relazione d'amore più piena, gratificante e gioiosa, piuttosto che restare impigliati in un rapporto frustrante e doloroso, accumulando nel tempo bugie e falsità, insoddisfazione e rabbia.
    Quando in una relazione l'amore finisce e con esso si sgretolano la progettualità comune, l'amorevolezza della cura ed attenzione, l'intimità e la gratificazione della reciproca compagnia, è molto peggio restare insieme, chiudendosi in una recita falsa e dolorosa.
    Probabilmente lei ha fatto la scelta che reputava più giusta, sicuramente anche in considerazione delle difficoltà e delle mancanze vissute nel rapporto con suo marito il quale, come sempre accade in ogni coppia, condivideva con lei responsabilità ed impegno nel portare avanti il matrimonio.
    Un caro saluto e buona vita
    AB

  • #25

    Annalisa Barbier (domenica, 27 settembre 2015 18:26)

    Gentile Roberta,
    non mi dice la sua età ma, come lei stessa afferma: vive nella costante ricerca dell'approvazione altrui. In questo modo non fa che allontanarsi da se stessa e dai propri desideri e così facendo, nel faticoso e incessante tentativo di soddisfare le altrui aspettative, lei perde di vista i propri bisogni e desideri, e il rischio è quello di sentirsi svuotata, impaurita, confusa. Le consiglio di chiedere il sostegno di un professionista per imparare a fare a meno dell'approvazione altrui, a farcela da sola e ad affermare i propri desideri.
    Non credo sia corretto e rispettoso verso se stessi né verso l'altro, restare con un partner che non si ama, solamente per la paura di restare da soli. Si liberi di questa paura, impari a camminare con le sue gambe e comprenderà che l'amore non può che essere una scelta fatta liberamente, e non per paura.

  • #26

    Annalisa Barbier (domenica, 27 settembre 2015 18:29)

    Gentile Robert,
    mi scrive così poco del suo problema che non saprei davvero come poterla aiutare. Mi esponga più estesamente la questione se desidera un mio parere.
    Un caro saluto
    AB

  • #27

    Giulia (lunedì, 05 ottobre 2015 16:46)

    Buonasera dottoressa, io ultimamente sono davvero distrutta.. ho avuto una relazione che è durata 5 anni, è stato il mio primo amore e lo è tutt'ora.. non stiamo insieme ma i miei sentimenti nei suoi confronti non sono cambiati. Allora ci siamo lasciati 6 mesi fà, lo lasciai io perché credevo che la nostra storia non avesse un futuro, insomma un periodo no, le cose tra di noi non funzionavano è così decisi di chiuderla, dopo un po di tempo subito dopo che ci siamo lasciati il suo migliore amico mi è stato molto vicino, sapevo che lui provava qualcosa di forte nei miei confronti ed io mi sono buttata su di lui come se niente fosse e senza pensarci due volte, grandissimo sbaglio.. sono davvero pentita perché vorrei tanto tornare con il mio ex e ricominciare però non so come dirglielo, mi sento davvero una persona orrenda... ho paura che una volta detto lui mi odi .. anche se è ciò che mi merito però non volevo finisse così. Mi aiuti perfavore

  • #28

    Annalisa Barbier (lunedì, 05 ottobre 2015 19:11)

    Gentile Giulia,
    purtroppo può accadere che, in un momento di confusione su quelle che sono le nostre priorità e i nostri desideri, si facciano scelte delle quali ci si pente successivamente. Ti consiglio di riflettere bene e di prenderti un po' di tempo per capire cosa vuoi davvero, prima di affrontare il tuo ex spiegandogli che vorresti tornare con lui, per non rischiare di agire nuovamente in modo impulsivo. Rifletti sulle ragioni che ti hanno portato a voler chiudere la vostra storia e sulle motivazioni che ti hanno spinta ad accettare la corte del suo amico, e troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno per decidere. A volte la paura del cambiamento, o della solitudine, o i sensi di colpa per aver provocato sofferenza ad una persona cara possono indurci a fare scelte avventate che non riflettono un reale desiderio di tornare insieme. Il tempo ti aiuterà a capire se è davvero lui (il tuo ex) la persona con la quale vuoi costruire il tuo futuro sentimentale, anche in considerazione di tutti i motivi che ti hanno spinta a chiudere la vostra relazione. Non sempre dire la verità è la cosa più saggia da fare.

  • #29

    Stefania (lunedì, 05 ottobre 2015 22:05)

    Buonasera Dott.ssa, ho 28 anni e sto attraversando un periodo di grande confusione in cui non sono più in grado di ragionare con la giusta razionalità. Da un paio di anni la mia autostima è crollata e in tutto ciò che faccio penso prima agli altri e poi a me stessa. Della serie "preferisco fare un torto a me stessa piuttosto che farlo a qualcun'altro" (e non mi riferisco solo alla mia famiglia, ma più in generale alle persone che mi circondano). Mi rendo conto di non ragionare correttamente, ma è più forte di me. Le faccio un esempio pratico: da maggio faccio un lavoro che non mi piace,con persone con cui mi sento a disagio, sottopagato e non del tutto in regola.. Razionalmente so che la cosa giusta sarebbe quella di cercare altro, ma nella pratica mi sento in colpa perché mi sembra di fare un torto a qualcuno..cose sciocche del tipo "ma se io me ne vado magari la mia collega non potrà fare le ferie".. Perché non riesco a pensare al mio bene senza provare senso di colpa e preoccuparmi sempre per gli altri? Grazie

  • #30

    Annalisa Barbier (martedì, 06 ottobre 2015 18:09)

    Cara Stefania,
    da quello che mi scrivi sembrerebbe che da due anni a questa parte la tua vita sia molto cambiata e questo mi fa sorgere una domanda: è accaduto qualcosa due anni fa, nella tua vita, tale da indurre tale cambiamento? Qualcosa che ha messo in discussione le tue precedenti certezze e punti di vista, i tuoi valori... qualcosa che ha minato la tua autostima? Oppure tali tendenze erano già presenti in te e sono diventate evidenti da allora?
    Spesso l'educazione che si riceve dalla famiglia e da altre istituzioni (ad es. la scuola, o la chiesa), induce le persone a mettere se stesse in secondo piano, come se pensare ed amare se stessi fosse una sorta di "colpa" o di "torto" nei confronti degli altri. Questo messaggio, a volte subliminale altre volte chiaro, ci spinge a sentire di essere "buoni" solo se si fa qualcosa per gli altri, solo se si pensa prima agli altri... e quando si prova a pensare al proprio bene ci si sente colpevoli e in difetto.
    Altre volte è il bisogno di approvazione ed accoglimento, o di sostegno e vicinanza da parte delle altre persone, che ci porta ad agire tenendo principalmente in considerazione la reazione ed il giudizio degli altri, al fine di sentirci sempre approvati ed accettati. Probabilmente entrambi questi aspetti possono riguardarti, o forse nella tua storia personale ce ne sono degli altri che giustificano l'equazione
    PENSARE A ME STESSA = EGOISTA E CATTIVA
    PENSARE PRIMA AGLI ALTRI = BUONA E BRAVA
    In ogni caso, ti suggerisco di riflettere su quali temi potrebbero essere le conseguenze di una scelta o di un comportamento che fosse indirizzato prima di tutto a fare il tuo bene, cercando di capire quali timori ti portano a mettere gli altri sempre prima di te, fino al punto di star male e provare disagio per questo, dimenticando di avere il diritto alla felicità e a scegliere ciò che è bene per te.
    Ricorda che non può esserci vero benessere per le persone intorno a te se tu, per prima, non ti prendi cura di te e dei tuoi desideri e bisogni.
    Ti consiglio in proposito una lettura molto utile ed interessante: "Le vostre zone erronee", di Wayne Dyer.
    Un caro saluto
    AB

  • #31

    Matteo (sabato, 17 ottobre 2015 17:32)

    Salve dottoressa,
    ho anche io bisogno di lei...
    Io mi sento in colpa perché lavoro lontano da casa due giorni a settimana (insegno all'università) e per questo lascio mia moglie da sola con due bambine piccole. Per quanto sia irrazionale non riesco proprio a non sentirmi in "difetto" con mia moglie. Per questo il resto della settimana cerco di accollarmi quante più impegni familiari possibili. Solo che questa situazione mi esaurisce anche perchè il mio lavoro di ricercatore dovrebbe svolgersi durante tutto l'arco della settimana. Sto trascurando lavoro e carriera per "compensare" la mia mancanza in famiglia due giorni ed oggi sono fortemente in ritardo sulla mia crescita accademica.
    Per quanto mi rendo conto che sia irrazionale non riesco proprio a evitare di sentirmi costantemente in debito con mia moglie. Lei pensi che la mia figlia piccola si sveglia diverse volte la notte e vuole stare vicino la madre per riaddormentarsi.
    Ecco i mi sento in colpa anche perchè mia figlia non fa dormire mia moglie mentre io potrei farlo (spesso mi impongo si stare sveglio per "solidarietà" anche quando potrei dormire).
    Mi aiuti a trovare il bandolo di questa matassa perchè i rapporti con mia moglie si stanno via via complicando proprio per questi miei assurdi problemi.
    Grazie

  • #32

    Annalisa Barbier (lunedì, 19 ottobre 2015 08:50)

    Gentile Matteo,
    può capitare che ci si trovi a lavorare lontani da casa durante la settimana, e due giorni a settimana non sono poi un tempo così lungo. Non mi dice cosa ne pensa sua moglie: se è d'accordo o meno sul suo impegno professionale. Sentirsi in colpa spesso dipende da certe convinzioni irrazionali cui crediamo ciecamente, che abbiamo acquisito automaticamente sia per educazione che per cultura, ma non è detto che tali convinzioni siano sagge nè sempre costruttive.In tali casi vanno rivisitate e rivalutate al fine di permettere a se stessi e ai propri cari di vivere al meglio una situazione impegnativa. Consideri le sue priorità, i suoi impegni, i suoi desideri e cerchi di capire come organizzarsi al meglio nella sua situazione: a questo proposito le suggerisco di parlarne con sua moglie per ridefinire compiti e tempi legati ai vostri rispettivi ruoli familiari e lavorativi. Un caro saluto

    Può leggere: 10 MOSSE PER ELIMINARE IL SENSO DI COLPA

  • #33

    Flaminia (lunedì, 09 novembre 2015)

    Gentile dottoressa.
    Spero che lei possa un pochino aiutarmi. Le espongo la mia situazione: sono una ragazza, figlia unica, 22 anni, un rapporto leggermente difficile con mamma, ma tutto sommato è andato sempre tutto bene nella mia vita.
    Ero molto felice di vivere, oggi non più tanto.
    Nell'estate del 2011 ho conosciuto un ragazzo, mi sono innamorata, è stata la cosa più bella che potesse capitarmi, mi sentivo benissimo con lui, felice, il mondo mi appariva diverso, più bello. Lui poteva anche stare seduto a non far niente, io lo amavo.
    Quando mi ha lasciato, è stato l'inizio di un calvario. Stavo molto male. Credevo di impazzire. Mi è crollato il mondo addosso. Lo amavo davvero tanto.
    Prima di lui non ho avuto storie importanti ed ero felice di poter condividere finalmente la mia vita e le mie gioie con qualcuno.
    Gli ho dato tutto l'amore possibile che avevo nel cuore. Quello che sognavo da quando sono nata di dare alla persona giusta. :)
    3 anni fa, per un motivo che ora non è più importante e che non le sto a spiegare sennò il messaggio già è lungo poi diventa infinito, comunque 3 anni fa, il mio ragazzo, dopo 6 mesi di fidanzamento, mi lasciò. Mi è crollato il mondo addosso.. e non volevo rassegnarmi all'idea che mi avesse mollato.
    Per 3 anni non mi sono data pace e ho continuato a contattarlo per messaggi e basta. Solo quelli. Gli mandavo un'infinità di messaggi. Ero ossessionata.
    Lui incazzatissimo perché non mi facevo una vita e io stavo sempre più male per il fatto che, nonostante i miei sforzi, non capisse quanto stavo soffrendo, non capisse quanto lo amavo e quindi, quanto volessi che tornasse con me.
    In questi 3 anni lui ha avuto anche un'altra storia.
    Dopo essersi lasciato con la ex non c'era bisogno che mi ricercasse, non ero mai andata via! Stavo sempre lì a tartassarlo, a dirgli che lo amavo. Insomma.. tra una cosa e l'altra nella situazione odierna stiamo insieme e il 30 novembre facciamo un anno.
    Lui adesso è felice, innamoratissimo, perché ha capito che sono la persona giusta per lui, che ho lottato per averlo e mi prende come esempio. io invece mi sento malissimo. Sono depressa. Non faccio altro che piangere e stare in ansia, come se non mi sentissi protetta, mi vedo come una bambina bisognosa d'amore e di cure. Non vedo un futuro per me. Credevo che stare con lui mi facesse sentire meglio e invece no. Ero solo ossessionata da lui e ho continuato a tartassarlo anche dopo che l'amore era scemato, ma non me ne rendevo conto.
    Adesso che stiamo insieme voglio fingere che vada tutto bene e ripeto a me stessa che va tutto bene, che la scintilla si riaccenderà, che non starò più male e mi innamorerò di nuovo di lui. Invece è passato quasi un anno e ancora niente... forse dovrei lasciarlo, ma non ci riesco proprio... soprattutto non ci riesco per la paura che lui mi rinfacci come mi sono comportata nei 3 anni precedenti.
    Lui è perfetto, ma non riesco più a provare quel trasporto e quell'emozione felice e forte che provavo quando lo conobbi anni fa... Mi ha detto che mi ama e io per non rispondergli il vuoto assoluto, gli ho risposto "anch'io" e delle volte gli dico "ti amo", ma non lo provo davvero, lo faccio solo per convincere me stessa. Gli mento.
    Mi sento in colpa essenzialmente per tre cose:
    1) L'ho fatto innamorare e se lo lascio adesso anche lui starà male come sono stata male io e non voglio questo. Il pensiero che starà male mi fa sentire una merda;
    2) Continuo a dirgli ti amo quando non è vero;
    3) Vorrei aver lasciato le cose, 3 anni fa, come stavano e vorrei aver permesso alla mia sofferenza per avermi lasciato di fare il suo corso, così forse ora non sarei piena di sensi di colpa.
    Non riesco a perdonare me stessa. Mi sento come se avessi ammazzato qualcuno, anche se so che la situazione è ben diversa.
    Spero di essere stata abbastanza chiara.
    Come posso fare? Consigli per il futuro?

  • #34

    Annalisa Barbier (lunedì, 09 novembre 2015 10:36)

    Cara Flaminia, probabilmente la giovanissima età associata ad un senso di autonomia ed autostima ancora instabile ti hanno portato a credere che la tua felicità potesse essere trovata nell'unione con questo ragazzo. Così non hai voluto accettare il distacco e hai fatto di tutto per riportare a te questa persona, per ristabilire il senso di sicurezza che la relazione con lui ti aveva inizialmente donato. Purtroppo però ti sei accorta di ciò che tu stessa mi scrivi: non era amore ma una sorta di ossessione guidata dalla pretesa di riportarlo accanto a te. Ora che la situazione si è in qualche modo "stabilizzata" ti accorgi di non amarlo. Come hai potuto imparare da te, l'amore non è possesso, né bisogno assoluto né pretesa di unione e vicinanza. Ma una scelta libera, che prevede la considerazione e il rispetto delle scelte anche dell'altro.
    Non puoi tornare indietro perchè il passato non possiamo cambiarlo. Puoi però, e dovresti, agire nel presente in maniera costruttiva e rispettosa di entrambi: ti suggerisco di farti coraggio e di parlare con chiarezza e sincerità a questo ragazzo, ammettendo i tuoi sentimenti attuali e permettendo così ad entrambi di trovare e costruire una relazione sentimentale basata su una sana reciprocità. Continuare a restare con lui sapendo di non amarlo è scorretto, gli farà inevitabilmente del male e ne farà anche a te. Nella vita, soprattutto sentimentale, i sensi di colpa ci debbono insegnare a migliorare e a crescere imparando dagli errori commessi e non bloccarci in una situazione che, cristallizzandosi nel tempo,potrebbe solamente peggiorare, rendendo tutti infelici.

  • #35

    Ludovica (lunedì, 09 novembre 2015 12:16)

    Gentile Dottoressa, sono Ludovica una ragazza di 25 anni. Tre anni fa ho avuto una storia di 9 mesi con un ragazzo di 12 anni più grande di me: lui era fidanzato. Naturalmente ci vedevamo di nascosto, poi dopo questi lunghi mesi di clandestinità e tira e molla con la promessa che lui avrebbe lasciato la sua fidanzata, ci siamo lasciati. Per me è stata una decisione molto sofferta perché posso dire di essere stata innamorata di lui. Avevamo costruito un mondo fantastico e perfetto ma molto lontano dalla realtà poiché aveva vita solo di notte al riparo da tutti. Poche settimane dopo io ho iniziato a frequentarmi con quello che allora era il mio migliore amico che da diversi mesi aveva dichiarato i suoi veri sentimenti nei miei confronti. Nel raggio di poco tempo ci siamo fidanzati. Credevo finalmente di aver trovato la mia via insieme a lui: un bellissimo ragazzo, stessi interessi, stessi divertimenti, stesse amicizie e anche un fortissimo sentimento da parte mia (oltre che da parte sua) tuttavia bloccato dalle ferite lasciate dall'altro. I mesi passano ma il mio nuovo ragazzo (nonchè il mio ex migliore amico) cade in una forte depressione dovuta ad un evento traumatico vissuto da lui diversi mesi prima. Lascia tutti i suoi interessi rimanendo attaccato solo a me, che lo seguo nel suo baratro. Io lo volevo salvare. Accade che non usciamo quasi più, non frequentiamo più gli stessi ambienti che frequentavamo, ci circondiamo solo di una ristrettissima cerchia di amici che non condividevano il nostro stesso stile di vita. Io accetto di buon grado di aiutarlo, anche se lui ha dei comportamenti molte volte scostanti e autodistruttivi sia per se stesso che per la coppia. Comincia così ad essere seguito da uno specialista, oltre che supportato da me con tutte le mie forze. Succede però che io ad un certo punto non ce la faccio più (dopo circa un anno e mezzo di calvario): ho voglia di tornare a divertirmi, a vivere, ad essere la ragazza spensierata di un tempo e non nascondo che nella mia testa avevo un'ossessione: Il mio ex (quello con cui avevo avuto una storia clandestina) che torna a farsi sentire. Ora lui è fidanzato con un'altra. Succede che scivolo in breve tempo nelle sue braccia. Volevo evadere, volevo riprovare le emozioni di un tempo. La storia con lui va avanti sentendoci spesso, ma vedendoci molto sporadicamente, tipo una volta al mese. La storia con il mio fidanzato comincia a prendere una brutta piega, iniziano i sospetti, e si amplificano le gelosie che ci sono sempre state. Dopo tre mesi di storia clandestina decido di tagliare. Voglio che le cose con il mio ragazzo vadano bene e cominciano ad andarci per qualche mese. Poi abbiamo avuto di nuovo dei litigi, e io ho di nuovo due incontri clandestini con il mio ex. L'ultimo dei quali ha rischiato di essere scoperto dal mio ragazzo. A seguito di questo evento ci lasciamo. Dico al mio ragazzo che ho bisogno del tempo che non sopporto più i suoi comportamenti oppressivi. (C'è da dire che nel frattempo il mio ragazzo riesce a sconfiggere la depressione e torna ad essere la persona felice di un tempo). Nel raggio di poco, lontano da lui, capisco che lui è il ragazzo con cui voglio stare davvero, che lo amo e non il mio ex, che si è dimostrato sempre una persona di poco valore. Quindi torniamo insieme, ma prima io chiudo definitivamente con il mio ex. Il mio ragazzo sospetta che sia accaduto qualcosa e mi fa molte domande in maniera pressante, io nego sempre. Ora con il mio ragazzo siamo felici da un po' di mesi. Di una felicità che non avevo mai assaporato. Ci divertiamo e facciamo tante cose insieme. Progettiamo il futuro, tutto questo perché mi sono liberata del fantasma del mio passato. Ho capito che avevo solo idealizzato il mio ex in tutto questo tempo. Ma questa liberazione e questa felicità le ho pagate carissime: con i sensi di colpa che mi stanno divorando dentro per i miei tradimenti. Come posso fare per liberarmene? Mi aiuti, la prego.

  • #36

    sefora (martedì, 10 novembre 2015 07:59)

    salve dottoressa..
    vorrei chiederle se i sensi di colpa possono provocare ansia? o sono due cose separate?

  • #37

    Annalisa (martedì, 10 novembre 2015 09:03)

    Cara Ludovica, non mi soffermo sulla lunga e intricata storia che mi racconti poiché mi scrivi che ad oggi sei felice e gratificata dalla vostra storia d'amore. Credo che debba contrae solamente questo adesso: la vostra felicità e la profondità del sentimento e del rispetto reciproco.
    I sensi di colpa non possono modificare il passato ma - come dico sempre - possono invece insegnarci qualcosa su di noi e soprattutto ci mostrano ciò che non desideriamo più fare o che reputiamo sbagliato. Quindi ci insegnano a non ripetere gli stessi errori.Trasforma il dolore dei sensi di colpa in impegno a migliorare, crescere e diventare più saggia e in contatto con i tuoi desideri profondi, e con le tue "zone d'ombra" affinché la tua vita - personale e sentimentale - sia soddisfacente e leale.
    Un caro saluto

  • #38

    Annalisa (martedì, 10 novembre 2015 09:08)

    Gentile Sefora,
    mi dici davvero molto poco sull'origine dei sensi di colpa e le caratteristiche della tua ansia.
    Ti rispondo che a volte i sensi di colpa si possono associare ad una condizione di ansia; se poi ne siano la ragione scatenante è da valutare nel singolo caso.
    Un caro saluto

  • #39

    sefora (martedì, 10 novembre 2015 13:03)

    dottoressa le spiego un po la mia storia..sono fidanzata da 3 anni e mezzo con un ragazzo meraviglioso..é davvero perfetto in tutto..da un giorno all altro mi sono fissata di nn provare piú amore per lui e che era diventata abitudine..e dunque se stavamo insirme ad altri io stavo bene se si trattava di passare una serata da sola con lui ansia, angoscia e mi si chiudeva lo stomaco..insomma la vivevo male..cosi ho parlato dei miei dubbi a lui e mi ha risposto dicendo che io mi sono avvicinata tre anni fa a lui per colmare tutto qirllo che nn avevo( una persn che mi capisse, un amico, una persn he mi amasse..tra l altro ho problemi con mio padre perché nonostante sia a casa x me é un estraneo..mi ha ftt tanto male in passato anche pervhé ho visto gesti vhe nn mi piacevano nei confronti d mia mamma, nn mi ha mai dett t voglio bene..c'é stato anvhe un clima d sottomissione a casa..) e dunque il mio ragazz crede che mi sono avvicinata a lui perché ho trovat tutt quello che mi mamcava e nn perché lo consideravo in fidanzato..io nn credo..penso di averlo amato..d punto n bianco ho avuto forti dubbi su quello che provavo x lui senza alcun motivo..ma ho continuato a stare con lui perché nn mi rassrgnavo all idea d averli perché fondamentalmente lui nn mi da modo di averne mai..valutavo ogni singolo momento con lui e mi rendevo sempre piú conto d nn provare nulla..domenica dovevamo passare una serata soli finalmente..e improvvisamente mi si é chiuso lo stomaco..nn stavo bene..così lui mi ha dtt basta prendiamoci una pausa perché nn va bene continuare cosí..io tra l altro nn riuscivo a prendere una decisione perché nn volevo ferirlo, nn volevo fargli male..così lui mi ha facilitato la cosa dicendomi d nn sentirmi in colpa perché nemmen a lui piaccio così dubbiosa ed é peggio stare insieme così..allora abbiamo deciso di sentirci di meno e d nn vederci..io sto malissimo però perché mi sento in colpa x lui, x le famiglie, x la situazione..tra l altro mi mancano le abitudini che avevamo ma nn riesco a capire se mi manca lui..so solo che qst sensi di colpa mi portano ansia da morire..nn ho dormito tutta la notte..tachicardia assurda, angoscia dentro..e anche dolori al petto con la forte ansia..cosa pensa lei a riguado? ch consiglio mi darebbe?

  • #40

    Annalisa (lunedì, 16 novembre 2015 09:57)

    Gentile Sefora, credo che la decisione di separarvi, affrontata e attuata dal tuo ragazzo, sia stata una decisione saggia e doverosa. Nessuno di noi vorrebbe restare in una relazione sentimentale in cui il partner non solo non è più sicuro di ciò che prova, ma vive con grande disagio i momenti di condivisione e intimità fino a provare i caratteristici sintomi ansiosi che mi descrivi tu.
    Mi sembra chiaro il fatto che tu non sia più innamorata di lui, e che desideravi da tempo chiudere la relazione ma che ad impedirtelo siano state ragioni di natura poco sentimentale: il timore di restare da sola, la paura di rinunciare alle rassicuranti abitudini acquisite, di deludere le persone intorno a te (compresa la tua famiglia). Insomma mi sembra come se a un certo punto tu abbia continuato la relazione solamente per abitudine, affetto e "dovere".
    In certe situazioni, quando non vogliamo "vedere" la realtà dei nostri sentimenti e dei nostri desideri (diversi da ciò che vogliamo credere), l'ansia ed il malessere (quello che provavi stando in intimità con il tuo ragazzo) vengono ad avvisarci che qualcosa non va e che ci stiamo forzando a vivere una vita che non ci appartiene più, che vogliamo cambiare.
    Credo poi che i disagi che stai provando ora, siano legati più alla paura del cambiamento, della disapprovazione da parte dei tuoi cari, alla paura di restare da sola, di non sapere come agire nell'immediato futuro senza il compagno che hai sempre avuto accanto, e che probabilmente per te è stato una sorta di puntello, di presenza rassicurante.
    I sensi di colpa ti serviranno a ben poco in questo momento, in cui ti consiglio di guardarti dentro con onestà e chiarezza per comprendere cosa davvero desideri fare .
    Un caro saluto

  • #41

    Disperata (lunedì, 28 dicembre 2015 14:35)

    Salve dottoressa ho bisogno di aiuto .... Vivo in un senso di colpa pazzesco... circa un mese fa ho fatto un aborto xke reduce da un post partum pensante della mia prima bambina ho visto in me lo stesso buio e la stessa parola ke mi assaliva " non ce la faccio" ma poi ho detto ma si ci provo ma ormai ansia inappetenza insonnia mi assalivano sempre più ... Il peggio deve ancora venire ... Il tutto è iniziato anke con delle perdite tamponandole con ovuli e già qui l ansia si è presentata qui sono sola mio marito lavora tutto il giorno ho una bambina di 6 anni quindi riposo 0 poi alla 5 settimana x qst perdite e dolori fortissimi al basso ventre ho eseguito una eco dove abbiamo scoperto ke erano 2 da li il mondo mi è crollato depressione totale ... Nessuno poteva venire ad aiutarmi quindi avevo deciso di abortire xke da sola non potevo farcela ... Mio marito mi ha appoggiato nella scelta ha preferito avere me tranquilla e non depressa e grazie a dio con gia' un figlio ...con 3 figli di cui dovevo accudire da sola sarei sprofondata visto ke ormai ero già nel buio totale ... Abbiamo prenotato il tutto ma non so come interpretare il tutto 2 giorni prima cioe' 7 settimane ho avuto una emorragia sono andata in ospedale mi hanno detto ke le camerine si vedevano ancora ma che essendo gemellare comunque era a rischio e dovevo stare attenta anke xke ho subito un Cesario prima ... Non poteva venire nessuno a casa ...sono andata dalla mia ginecologa e lei mi ha detto " stiamo anticipando un qualcosa ke è partita male e finirà peggio meglio adesso e stai tranquilla " ora mi dico xke qst senso di colpa ? Xke piango di continuo xke sto male? Se è stata la decisione giusta ...andrò la prox settimana a fare delle sedute da uno psicologo e intanto ho iniziato una cura farmacologica ma oggi sto malissimo ... Cara dottoressa cosa posso fare e pensare quando qst senso di colpa mi assale ? Chiedo scusa a chi magari e nella situazione opposta ... Non giudicatemi

  • #42

    Chiara (martedì, 29 dicembre 2015 02:54)

    Cara dottoressa. Sto vivendo per la seconda volta quello che per me è un trauma enorme che mi provoca un senso di colpa profondo. Di un avvenimento di 11 anni fa... sono fidanzata da 19 anni e sto bene con il mio compagno, ma 11 anni fa in un periodo che litigavamo spesso, ho consciuto un ragazzo....per farla breve ho tradito il mio fidanzato. Ma mi sono sentita subito in colpa perché è stata un esperienza spiacevole proprio perché l'ho vjssuta come qualcosa che andava contro la mia moralità . Questa persona ovviamente non l'ho più voluta rivedere, e ho cercato di dimenticare...e c'ero riuscita...fino a tre anni fa..quando il mio subconscio mi ha buttato in faccia quell'evento....tutto all'improvviso ho avuto un crollo psicologico, forte ansia tachicardia insonnia depressione ...ero distrutta ho così iniziato a cercare di uscirne da sola usando fiori di bach...e ne sono uscita dopo 6 mesi.....ero tornata me stessa.....ma a distanza di tre anni ecco che si ripresenta...è destabilizzante, perché mi sento come se avessi fatto la cosa più terribile del mondo..non ne ho mai parlato con nessuno,ma non posso vivere nel tormento. Come si può fare per smantellare uno schema mentale così rigido. Io non riesco ad accettare la cosa. E la mia mente rimugina..non mi fa dormire, sono continuamente in stato di preoccupazione e ansia che mi provoca mal di testa continuo..solo la sera si calma la mente un po e passa tutto. Non so più come affrontare la cosa. Vorrei poter vivere serenamente.
    Grazie per l'aiuto
    Chiara

  • #43

    Annalisa Barbier (martedì, 29 dicembre 2015 10:44)

    Gentile "disperata", considerando le difficoltà che hai già attraversato e quelle che stai ancora attraversando, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista psicologo o psicoterapeuta, che possa adeguatamente aiutarti a gestire queste emozioni dolorose, i sensi di colpa e le problematiche legate alla gravidanza in maniera costruttiva. A volte fare tutto da soli non è facile e ci si può sentire sopraffatti ed impotenti. Un aiuto credo possa rappresentare per te la soluzione più adatta in questo momento. Un caro saluto
    AB

  • #44

    annalisa barbier (martedì, 29 dicembre 2015)

    Gentile Chiara,
    purtroppo - come tu stessa riconosci - smantellare uno schema mentale e comportamentale strutturato e tenace non è semplice e richiede tempo ed impegno. Innanzitutto dovresti cercare di capire come mai questi sensi di colpa si ripresentano, in che occasione... forse è successo qualcosa che li ha nuovamente scatenati? Forse il rapporto con il tuo attuale compagno non è più soddisfacente? O forse le ragioni per cui hai ricominciato a stare male sono legate a fattori più profondi che solo superficialmente ricolleghi all'evento doloroso che hai vissuto. Quando il malessere è così forte e soprattutto, ci si accorge che certe dinamiche interiori si ripetono, occorre considerare la possibilità di rivolgersi ad un professionista che ti possa aiutare a venire a capo di questo malessere e delle motivazioni profonde per cui si ripresenta. Ti consiglio intanto la lettura di un testo molto utile di auto-aiuto: "REINVENTA LA TUA VITA" di J. Young e J. Klosko.
    Un caro saluto
    AB

  • #45

    Disperata (martedì, 29 dicembre 2015 12:15)

    Grazie mille dottoressa per la sua velocita' e gentilezza nel rispondermi ... seguirò il suo consiglio ... Ne uscirò da tutto questo vero? Un caro saluto

  • #46

    annalisa barbier (martedì, 29 dicembre 2015 12:28)

    Cara "disperata", non avere dubbi su come andranno le cose ed impegnati ora per fare qualcosa di bello e importante per il tuo benessere, presente e futuro.
    In bocca al lupo
    AB

  • #47

    G (domenica, 03 gennaio 2016 15:00)

    Salve, ho letto il suo articolo con molto interesse, mi capita spesso di provare forti sensi di colpa; soprattutto nelle relazioni con famiglia e la mia ex-ragazza. Premetto che non mi era mai capitato e non é un abitudine (erano 7 anni che non bevevo) ma durante una cena di fine anno mi é capitato di bere troppo con gli amici, tanto da non ricordarmi tutto il giorno dopo. Il fatto é che a fine serata alcuni amici mi hanno aiutato diciamo a"smaltire" la sbornia a casa, e questi mi provoca molto imbarazzo (e quindi senso di colpa).Lo stesso ,anche se non mi é chiaro il motivo, provo sapendo di non ricordarmi tutto della serata(nonostante non abbia fatto nulla di strano misono fatto raccontare tutto). Ma il maggior senso di colpa lo provo nei confronti della mia ex-ragazza, che si é arrabbiata (perché mi vuole bene) perché ho bevuto tanto da non ricordarmi tutto e da non reggermi quasi in piedi. Come da suo articolo,ormai da quasi un anno tengo traccia in un diario dei sensi di colpa e devo dire che piano piano sto migliorando, spero di poter essere libero presto finalmente. La ringrazio per l'interessantissimo articolo.

  • #48

    Maria (mercoledì, 06 gennaio 2016 03:52)

    Salve Dottoressa , ho compiuto una rivoluzione interiore che ha cambiato in meglio la mia vita e mi ha permesso di risolvere almeno in parte i miei problemi di respirazione dettati da forti problemi di ansia , ma oggi mi ritrovo ad avere di nuovo sensi di colpa enormi e un ansia fortissima - Sto molto più tempo a casa ma ultimamente sono uscita con una compagnia molto vecchia , ho bevuto molto e li era presente un vecchio amico con il quale ho litigato poichè , in un momento di disperazione mi lasciò da sola anni fa , adesso parliamo tranquillamente e mi chiede di altri amici ,io ho parlato " male" di loro , io dico male ma in realtà ho espresso sinceramente tutto quello che provavo e pensavo , rabbia , intolleranza rispetto a certi modi di vedere o sentire che io captavo , dolore per non essere stata da loro compresa , per non essere stata ricambiata , il dolore di sapere di avere un valore e di essere stata giudicata pazza o pesante per il mio modo critico a volte rigido ma in ogni caso pieno di vivere la vita , ho detto tutto ciò che pensavo su di loro e anche altre persone - Adesso mi chiedo , io sono veramente migliore di loro , io accetto ciò che penso di loro ? riesco ad accettare di sentirmi migliore di loro , di odiare il fatto di volere ancora la loro approvazione e riconoscimento ? Alcuni altri amici li ho abbandonati per non distruggermi assieme a loro , ma ogni volta che li vedo mi sento in colpa per avere bruscamente interrotto i rapporti , mi sento in colpa per ogni cosa che penso sulle persone sopratutto se mi confido con qualcuno , allora mi sento di aver fatto qualcosa di tragico , che ormai anche se l'ho detto a qualcuno che non li conosce , loro lo sanno ,e quando li vedo sembra davvero che sappiano cosa penso di loro !Inoltre quel mio amico che mi lasciò da sola , anche lui mi ha fatto soffrire tremendamente , perchè ho raccontato tutto a lui , che vuole sempre sapere i fatti delle persone ma alla fine è molto giudicante , vede le persone in serie A e serie B divide il mondo in falliti e non , perchè ho detto queste cose a lui che mi ha giudicato ed è molto giudicante , che vede la mia critica come negatività invece che come lotta , mi sento esposta , non sono sicura di andare nella direzione giusta , come se anche io infondo giudicassi gli altri in serie A e serie B , quando invece la mia natura si oppone perchè io vedo il nucleo delle persone e non il loro essere conformati e realizzati rispetto agli standard , il mio interesse non è solo quello di vedere una volontà ma di vedere una persona - Sono molto confusa ho molta paura di ricadere nella solitudine in cui tante volte sono sprofondata nonostante la mia vitalità e il fatto che conosco centinaia di persone ho paura di non riuscire ad evolvere e continuare a cadere in illusioni , io cerco amicizie vere profonde e sono sicura che in questo momento la mia energia è pronta ad attrarle questi momenti di cadute nel passato sono pesanti , spero di uscire da questi sensi di colpa ! grazie

  • #49

    Eleonora (giovedì, 07 gennaio 2016 11:10)

    Buongiorno Dott.ssa, scoprendo questo sito ho deciso di chiederle aiuto. è tempo che mi affliggo con i sensi di colpa, ho 30 anni e dieci anni fa quando ero più che una ragazzina ho fatto delle azioni per le quali ora mi vergogno senza darmi pace. ho fatto uso di droghe leggere ed una volta anche una più pesante nel solito contesto di divertimento sforzato con la compagnia sbagliata successivamente ho poi condotto una vita fatta da finta ribelle con esperienze sentimentali/sessuali prese con molta superficialità senza molto rispetto per la mia persona. quando si ha quell'età pensi di combattere il mondo intero che sei il più figo e il più furbo che sei il ribelle che non hai regole e dopo quando l'enfasi finisce e la maturità fa da padrona ti rendi conto di essere stata solo debole! ora però invece di comprendere e perdonarmi mi punisco pensando di non meritare nulla! ora faccio una vita degna di essere vissuta: ho amicizie vere ho un lavoro stabile sto facendo un percorso culturale impegnativo ho sempre avuto una famiglia bellissima ed è proprio questo che mi annebbia la vista, il fatto di aver deluso in qualche modo la mia bellissima famiglia. io questo non credo riuscirò mai a perdonarmelo. ho pensato anche più di una volta a raccontare tutto in casa mia ma ho poi pensato che non avrei il coraggio innanzitutto, e poi a cosa servirebbe? a lavarmi la coscienza? a capire se vengo ancora accettata? cosa è meglio fare. la prego mi dica lei... grazie

  • #50

    Annalisa (giovedì, 07 gennaio 2016 12:36)

    Cara Eleonora,
    spesso viviamo con l'inconsapevole convinzione di non valere abbastanza o di non meritare amore, stima e rispetto e questo ci porta ad assumere comportamenti distruttivi o che ci allontanano dai nostri desideri di serenità e gioia. Quando ci comportiamo male in realtà, non deludiamo le altre persone, ma deludiamo noi stessi ed è a noi stessi che dobbiamo prima di tutto portare rispetto e amore. Sii grata alla persona che sei stata e a tutte le esperienze che ha scelto di fare in quel momento della tu vita, poiché ti hanno permesso di diventare la donna che sei oggi. Se il malessere legato a questi aspetti di non accettazione diventa troppo forte rivolgiti pure ad un professionista perchè potrà aiutarti a fare luce sugli aspetti irrisolti o non consapevoli che ti provocano ancora sofferenza e potrà aiutarti magari a costruire una coerenza ed una serenità interiore che ti saranno di aiuto nella vita.
    Un caro saluto e grazie per avermi scritto
    AB

  • #51

    Eleonora (giovedì, 07 gennaio 2016 13:22)

    Grazie Dott.ssa per la celere e chiara risposta. tante volte ho pensato a quello che mi ha detto. il mio passato mi ha reso quella che sono. e per ciò che sono non posso di certo lamentarmi, ma appunto quel che sono ora è così distante da quello che ho fatto o da come ho vissuto. se ora sono una donna forte con valori e principi le azioni del passato le considero una macchia sulla mia vita e non una esperienza che mi ha fatto crescere o capire. ci sono persone veramente buone che sono in gamba a trent'anni senza aver vissuto come ho fatto io senza macchiarsi! non c'è modo di tornare indietro, questo lo so. ma come si fa ad andare avanti....

  • #52

    Carlotta (venerdì, 08 gennaio 2016 17:15)

    Salve dottoressa, mi chiamo Carlotta e ho 19 anni. Ho bisogno del suo aiuto e dei suoi consigli perché mi sento sempre troppo in colpa per qualsiasi cosa.Per fare un esempio banale, mi sento in colpa se mia mamma, di sua volontá, decide di darmi dei soldi in piú rispetto alla mia paghetta normale oppure se per natale mi fa troppi regali, perchè so che comunque non avendo una situazione ecomomica piu di tanto prospera, mia madre deve rinunciare a qualcosa per far felice me. Sono perfettamente cosciente del fatto che è una reazione spesso esagerata, ma non riesco a fare a meno di sentirmi in colpa. Volevo parlarle oggi di un caso particolare, poichè è quello che al momento mi fa stare più male. Sono fidanzata con un ragazzo da poco piú di due anni, e con lui avevo un rapporto particolarmente forte:non era solo il mio fidanzato, ma anche il mio migliore amico e il mio punto di riferimento per qualsiasi difficoltá o problema. Da un momento all'altro, dopo circa 8 mesi che stavamo insieme, ha cominciato a diventare apatico, in realtá con tutti, ma in particolar modo con me:mi rispondeva sempre male, non aveva mai voglia di fare nulla e non avevamo quasi mai nemmeno rapporti sessuali. Io ho cercato in tutte le maniere possibili e immaginabili di farmi spiegare perche si comportava cosi, se ci fosse qualche problema e se la causa di questi fossi io,ma lui mi rispondeva solo "non è colpa tua, ma non so perchè mi comporto cosi" .Io mi sono lacerata per un anno cercando di far cambiare le cose ma lui non mi ascoltava.Stavo malissimo piangevo sempre e la cosa che più mi faceva stare male è che non ne capivo il motivo! Ho conosciuto un altro ragazzo e in preda alla disperazione mi sono fatta coinvolgere, vedendo in lui un'ancora di salvezza da quella situazione per me insopportabile.Le due storie sono andate avanti contemporaneamente per un bel po' di tempo, e mentre il mio ragazzo mi faceva stare male, il mio "amante" era sempre lí pronto ad ascoltare i miei problemi con lui e a darmi dei consigli. Ho creduto di essermi innamorata di lui, ma non riuscivo a lasciare il mio ragazzo perché mi sono resa conto dopo che in fondo ho sempre continuato a sperare di poter riaggiustare le cose con lui. Un giorno, io e il mio ragazzo abbiamo litigato pesantemente, come eravamo soliti fare, ma alla lite ha assistito un suo amico che dopo che io me n'ero andata disperata, lo ha preso da una parte e gli ha spiegato che secondo lui stava sbagliando. Sentendoselo dire da qualcun'altro di importante per lui, da quel momente si é reso conto di come si era comportato, mi ha chiesto scusa e le cose tra di noi hanno ricominciato ad andare bene. Nel frattempo peró, l'altro ha cominciato a dirmi che si era innamorato di me e che non gli bastava piú essere il mio amante, ma io mi sono resa conto che la persona di cui sono veramente innamorata è il mio ragazzo e ho fatto una cosa bruttissima nei suoi confronti, lo so, ma ho avuto un momento di debolezza.. Il problema sta nel fatto che adesso sono mesi che io continuo a frequentarmi con entrambi perché non riesco a "lasciare" il mio amante perché non riesco ad accettare l'idea che lui stia male per me, e io vivo navigando tra i sensi di colpa per lui e quelli per il mio ragazzo, a cui sto continuando a mentire perché non sono abbastanza forte per non pensare alla sofferenza che causerei al mio amante dicendogli, dopo tutto ció che ha fatto per me e dopo tutto il supporto che mi ha dato,<<scusa ma la persona con cui voglio passare la mia vita è quello di cui un giorno mi lamentavo con te>>
    Per favore mi aiuti a lasciare da parte i sensi di colpa perché io sto soffrendo per non far soffrire qualcun'altro e oltre a questo sto male perche mi rendo conto che per farlo sto prendendo in giro entrambi.
    Grazie mille, Carlotta.

  • #53

    salvatore (mercoledì, 13 gennaio 2016 13:18)

    non dormo ho trattato malissimo una ragazza,lei mi amava ed io ho fatto di tutto per farla scappare da me,mo non so che fare,a casa sua io vado da 20 anni,sono come un figlio per loro,naturalmente il male fatto a loro si ripercuote su tutti,mi fa malissimo sta cosa,ho deciso di non andare più li per 2b motivi,uno ora lei è fidanzata e sarei solo di intralcio,due ho vergogna per ciò che ho fato

  • #54

    Annalisa Barbier (mercoledì, 13 gennaio 2016 14:42)

    Gentile Carlotta, quanta confusione! Le difficoltà con il tuo fidanzato sono state probabilmente la miccia che ha fatto esplodere la bomba della relazione parallela, che ti ha permesso di ottenere quel benessere e quella gratificazione che il tuo compagno ufficiale non era più in grado di dare nel rapporto.
    Capita a tutti di sbagliare, di fraintendere i propri sentimenti e confondere le priorità di fronte alla sofferenza e alle difficoltà. Tuttavia tu hai capito che la persona cui tieni profondamente è il tuo fidanzato quindi vorresti chiudere con l'altro, ma i sensi di colpa per l'eventuale sofferenza inflitta ti rendono impossibile scegliere e chiudere la storia con lui.
    Ti faccio una domanda: non credi che restando insieme al tuo "amante" - per timore di farlo soffrire lasciandolo - e sapendo che lui desidera qualcosa di più di una relazione clandestina, gli stai facendo comunque del male illudendolo? Non possiamo vivere con l'aspettativa che ogni nostra scelta sia facile e indolore, con l'aspettativa di fare sempre la cosa giusta nè con lì'aspettativa di piacere a tutti e da tutti essere apprezzati. Occorre affrontare il disaccordo, la delusione, la disapprovazione finanche il rifiuto...fanno parte della vita e no possiamo evitarli per sempre.
    Prendi il coraggio a quattro mani e decidi quali sono le tue priorità, prova ad immaginare come ti vedi tra un anno... e scegli la tua strada. Non esiste la certezza di aver fatto la cosa migliore in assoluto, ma almeno saprai che avrai scelto ciò che desideri e ciò che è in linea con i tuoi obiettivi e le cose che per te contano davvero.
    continuando nell'ambiguità della non-scelta, rischi di far soffrire tutti, soprattutto a te stessa.
    Un caro saluto e in bocca al lupo!

  • #55

    Francesca (giovedì, 14 gennaio 2016 12:23)

    Salve dottoressa ho 24 anni da quasi due anni soffro di un grande senzp di colpa! Le spiego meglio, sto con un ragazzo da quasi quattro anni lui fin da subito ha voluto sapere con quanti uomini ero stata e io gli ho detto la verità all'inizio nn l ha presa benissimo, ho avuto 8 storie prima di lui tutte andate male! Nn avevo mai pensato che erano stati degli errori da quando l ho detto a lui penso che sono una poco di buono e che per questo motivo resterò da sola! Questo pensiero mi logora! Premetto che nn ho mai fatto sesso con persone occasionali ma solo con i miei fidanZati spero che mi può aiutare

  • #56

    Luca (venerdì, 22 gennaio 2016 03:41)

    Gentile dottoressa sono un ragazzo di 25 anni io mi sento così solo a volte, ho tanta paura di rimanere da solo, cerco di essere sempre molto gentile con tutti, di fare amicizia anche se sono molto timido. È difficile farsi voler bene a volte le persone credono che ci sia un secondo fine, un interesse, ma non è così, semplicemente vorrei sentirmi apprezzato, essere simpatico, diciamo "voluto bene".
    È così difficile inserirsi, farsi voler bene, sopratutto con le ragazze, anche se sono molto timido cerco sempre di fare dei complimenti, di essere molto gentile.
    Devo ammettere che mi sento lusingato, e molto felice quando riesco a farle sorridere, adoro quando una ragazza sorride per i miei complimenti o addirittura si scuòte. Il sorriso di una donna è sempre una magia.
    Ma non ho molta fortuna con le ragazze, ad un certo punto mi blocco, ho un senso di inquietudine che riguarda il mio futuro.
    Io non ho un lavoro, non ho una prospettiva per il futuro, ho provato e riprovato in passato ma niente io non riesco a trovare la strada, a riprogettare il mio futuro e mi sento inutile.
    Mi chiedo cosa potrei mai offrire ad una donna, amore si certo e poi? Poi occorrono delle certezze, un lavoro a tempo indeterminato.
    Di recente ho iniziato a fare un corso per la Croce Rossa Italiana, volontariato, voglio aiutare le persone, voglio abbattere almeno in parte la mia timidezza e soprattutto rendermi utile, sentirmi moralmente gratificato.
    Non le nascondo che soffro di depressione e di innappetenza, quando ero adolescente ero anoressico.
    Non ho mai avuto né amici, né fidanzate.
    Ciao! Cordiali saluti, grazie!!!

  • #57

    Luca (venerdì, 22 gennaio 2016 03:45)

    Gentile dottoressa sono un ragazzo di 25 anni io mi sento così solo a volte, ho tanta paura di rimanere da solo, cerco di essere sempre molto gentile con tutti, di fare amicizia anche se sono molto timido. È difficile farsi voler bene a volte le persone credono che ci sia un secondo fine, un interesse, ma non è così, semplicemente vorrei sentirmi apprezzato, essere simpatico, diciamo "voluto bene".
    È così difficile inserirsi, farsi voler bene, sopratutto con le ragazze, anche se sono molto timido cerco sempre di fare dei complimenti, di essere molto gentile.
    Devo ammettere che mi sento lusingato, e molto felice quando riesco a farle sorridere, adoro quando una ragazza sorride per i miei complimenti o addirittura si scuòte. Il sorriso di una donna è sempre una magia.
    Ma non ho molta fortuna con le ragazze, ad un certo punto mi blocco, ho un senso di inquietudine che riguarda il mio futuro.
    Io non ho un lavoro, non ho una prospettiva per il futuro, ho provato e riprovato in passato ma niente io non riesco a trovare la strada, a riprogettare il mio futuro e mi sento inutile.
    Mi chiedo cosa potrei mai offrire ad una donna, amore si certo e poi? Poi occorrono delle certezze, un lavoro a tempo indeterminato.
    Di recente ho iniziato a fare un corso per la Croce Rossa Italiana, volontariato, voglio aiutare le persone, voglio abbattere almeno in parte la mia timidezza e soprattutto rendermi utile, sentirmi moralmente gratificato.
    Non le nascondo che soffro di depressione e di innappetenza, quando ero adolescente ero anoressico.
    Non ho mai avuto né amici, né fidanzate.
    Ciao! Cordiali saluti, grazie!!!

  • #58

    annalisa barbier (venerdì, 22 gennaio 2016 16:36)

    Caro Luca,
    mi descrivi una situazione in cui prevalgono due aspetti forse legati ad una stessa sensazione di "inadeguatezza" o di scarsa autostima:
    un primo aspetto riguarda la vita sociale e relazionale, ed è associato al desiderio che le persone ti stimino ed apprezzino, la qual cosa è comprensibile e naturale, ma fai attenzione che non diventi l'unica modalità che hai di percepire il tuo valore (innato e prezioso) solo attraverso gli occhi e le reazioni degli altri, e che non diventi una trappola in cui, pur di accontentare gli altri, metti da parte i tuoi desideri ed i tuoi reali bisogni.
    Un secondo aspetto sembra legato al timore del futuro e ad un vissuto depressivo, e alla presenza di un disturbo alimentare.
    Ti consiglio di chiedere sostegno ed aiuto ad un professionista che ti possa aiutare a superare timori e pensieri negativi, insegnandoti a mettere a frutto le tue qualità, a confrontarti con gli altri in maniera più serena e costruttiva e soprattutto ad elaborare il vissuto depressivo.
    Puoi leggere "istruzioni per rendersi infelici" di P. Watzlawick, oppure "reinventa la tua vita" di J. Young e J. Klosko
    Un caro saluto
    AB

  • #59

    Laura (domenica, 24 gennaio 2016 19:18)

    Buonasera dottoressa..
    Io mi sento in colpa perchè non voglio figli..sto col mio ragazzo da quasi 10 anni,nemmeno lui ne vuole..mia suocera ha pressato parecchio perchè vuole diventare nonna..Ma io non voglio..anche altre persone mi considerano strana..non è normale per una donna non volere un figlio, dicono. Mi sento in colpa, strana, perchè non lo voglio. Mi sento "da meno" quando incontro coetanee già mamme,perchè immagino che dentro di loro si chiedano io che vita faccio, senza figli e come mai. Mi sento "da meno" quando si parla di figli, e mi infastidisco quando sento le solite frasi "è la gioia più grande,ti completa,senza la coppia non ha senso", perchè io non ci vedo tutta questa gioia.. O meglio, credo che può essere una delle tante gioie che la vita può darci, ma non dobbiamo vivere tutti per forza questa esperienza, esattamente come le altre.. E poi vedo tante famiglie distrutte, altre che vivono nell'ipocrisia più totale tra tradimenti e bella faccia in pubblico, e so con certezza che non sono tutte rose e fiori, quindi non mi sembra giusto che io venga considerata da meno per una cosa che non voglio e che dipingono (falsamente) come una cosa solo bella.
    Ho tanti pensieri in testa,scusi.

  • #60

    GIUSEPPINA (venerdì, 29 gennaio 2016 12:06)

    Gentile Dott.ssa,
    all'età di 15 anni frequentavo il liceo e il conservatorio, con un grande ed evidente sacrificio dei miei genitori, che per permettermi lo studio della musica mi accompagnavano per 3 giorni alla settimana a lezione a 100 km di distanza da casa, e stavano in auto ad aspettarmi, e si aggiunga a questo la spesa in termini economici. Trovatami in difficoltà con gli studi, ho deciso che dovevo "marinare" qualche lezione; considerando la scuola come la cosa più importante, ho marinato delle lezioni in conservatorio. Quando i miei lo hanno saputo mi hanno suggerito (con una grandissima delusione) di lasciare lo studio della musica e l'ho fatto. Da quel momento, per senso di colpa ho studiato in modo "ossessivo" diventando la migliore della classe e diplomandomi con successo. Ma da quando sono all'università (ormai 6 anni) non riesco a studiare, mi alzo sempre tardi, esco spesso e passo molti pomeriggi al pc, vado ad un ritmo di 1/2 esami all'anno, nella maggior parte dei casi non mi ci presento, e mento con i miei dichiarando di essere stata bocciata... mi comporto in modo molto infantile. Non riesco ad uscire da questa nullafacenza, non riesco a sacrificarmi, ho cambiato facoltà scegliendo qualcosa di più semplice e breve credendo di dare una svolta, ma dopo aver dato in poco tempo il primo esame, non ne ho fatti seguire altri, e sono ritornata alla situazione precedente: sveglia tardi, niente studio, bugie, film per distrarmi e un forte senso di colpa.
    Le chiedo consiglio

    Grazie

    Giuseppina

  • #61

    Annalisa Barbier (sabato, 30 gennaio 2016 13:28)

    Cara Laura,
    il desiderio di avere figli non deve diventare né un obbligo né una regola.
    Se lei ed il suo compagno di vita ritenete, di comune accordo, di non desiderare averne, siete assolutamente liberi di portare avanti la vostra decisione.
    Amici, coetanee e familiari se ne faranno un ragione!
    Le consiglio di non preoccuparsi troppo di quello che le dicono le persone che la pensano diversamente da lei e dal suo compagno. La normalità intesa come abitudine, aspettativa altrui o semplice elemento statistico, non ci aiuta a definire cosa invece ci rende gratificati e felici e cosa no.
    Un caro saluto

  • #62

    Annalisa Barbier (sabato, 30 gennaio 2016 13:39)

    Gentile Giuseppina,
    forse lei ha davvero poca considerazione delle proprie capacità o si aspetta che i risultati nella vita possano arrivare senza impegnarsi, ma sappiamo che non è così e sappiamo anche che più ci impegniamo in qualcosa, più ci sentiremo capaci, affidabili ed adeguati.
    Il circolo vizioso di cui mi parla è duro da interrompere e richiede un atto di volontà che va al di là delle parole e delle riflessioni: semplicemente occorre agire. Prendere in mano un libro e studiarlo. Non importa se non se ne ha voglia o se non ci si sente a proprio agio...Non importa se il voto sarà alto o basso: importerà presentarsi all'esame dopo essersi impegnata a studiare.
    Detto questo, le suggerisco di riflettere sull'adeguatezza degli studi che ha scelto: scegliere di studiare qualcosa solo perché "è più facile" non vuol dir che ci si senta motivati a proseguire...rifletta su quanto davvero le piace ciò che ha scelto di studiare.
    Le suggerisco questo link:
    http://www.studenti.it/psicologo/libri/superare_procastinazione.php
    e di leggere "Rinviare mai più! Terapia della procrastinazione", di E. Giusti
    Un caro saluto

  • #63

    Francesco (mercoledì, 17 febbraio 2016 10:59)

    Salve dottoressa sono un ragazzo di 18 anni sono fidanzato da 4 anni con una splendida ragazza stiamo molto bene insieme.
    Circa un anno fa io lo tradita un po di volte non so cosa mi era preso.
    Una notte circa un mese fa mentre dormivo un folte caldo una forte sudorazione non sapevo cosa fare mi sentivo impazzire ancora oggi se penso sto male non riuscivo ad accettare il fatto che l'avevo tradita era una cosa insopportabile il pensiero mi tormentava allora presi la decisione di dirglielo andai contro tutti e tutto che mi dicevano di non dirglielo .
    Quando gli raccontai i fatti lei li accettò e decidemmo di continuare io onestamente non me lo aspettavo lei ripeteva che in quei periodi non andavamo d'accordo e che continuando in quel modo ci saremmo lasciati .
    Io ancora oggi non riesco a darmi pace con me stesso mi riconosco in qualche D.O.C e a volte mi vengono dei pensieri stranissimi del tipo sono innamorato di lei ? La amo ? Però nello stesso momento penso che vorrei trascorrere tutta la mia vita con lei senza questi pensieri ossessivi però.
    Noi oggi stiamo ancora insieme e il nostro rapporto è migliorato del 100 % soltanto che io non so come fare cosa mi consiglia ? Come posso fare ? Mi passerà?
    Aspetto risposta ....

  • #64

    annalisa barbier (martedì, 23 febbraio 2016 13:01)

    Gentile Francesco,
    Se ho ben capito, il suo problema è legato attualmente all'incapacità di superare il senso di colpa per aver tradito la sua fidanzata: purtroppo non c'è nulla che possa fare per modificare il passato, quindi le suggerisco di smettere di pensare e ripensare all'accaduto, nel tentativo di trovare una soluzione al suo disagio; la cosa più saggia che possa fare ora è dedicarsi al presente, cercando di vivere al meglio la sua vita e il rapporto che ha con la sua fidanzata. Visto che, come lei stesso scrive, il rapporto con è molto migliorato, ne approfitti per goderne appieno e per trovare serenità e gratificazione in esso. Si impegni inoltre in qualcosa che le piace (lavoro, studio, attività sportiva, interessi...) e cerchi di non trascorrere troppo tempo "nei pensieri" ma piuttosto dandosi da fare in attività pratiche e concrete.
    Se inoltre ha valutato la presenza di altri tipi di sintomi e disturbi (DOC) la invito caldamente a rivolgersi ad un professionista psicologo psicoterapeuta, che possa aiutarla a risolvere o migliorare il prima possibile i suoi disturbi.
    La ringrazio per avermi scritto e le auguro una buona giornata
    AB

  • #65

    alexandra (mercoledì, 23 marzo 2016 21:24)

    Buonasera dottoressa... Da quando è morto mio padre , imi sento in colpa perché credo di non avergli mai dimostrato abbastanza il mio affetto. ora che non c'è più sento la sua mancanza in modo molto doloroso e mi rendo conto di quanto fosse importante per me. Capisco di essere stata , delle volte un po' egoista e non riesco a perdonarmelo..fwck

  • #66

    emily (domenica, 27 marzo 2016 13:33)

    Salve dottoressa, vorrei chiederle aiuto, c'è un mio caro amico che si sente sempre in colpa, considera di non meritare niente, pensa di non meritare di essere felice e si odia. Ha cercato più volte di togliersi la vita, e fa sempre in modo da infligersi dolore perche pensa di non meritare niente. Glie l'ho sempre chiesto il perche di tutto questo, perche pensa di non meritare niente, cos'ha fatto di male per meritarsi tutto questo, lui non mi ha mai risposto, questo fino a qualche giorno fa, quando mi ha detto che uno dei TANTI motivi per cui si sente in colpa è il fatto che la madre ha cercato di togliersi la vita davanti a lui. Si sente in colpa per questo.
    Poi qualche mese fa, mi ha anche confessato di soffrire di bipolarismo.
    Non so piu cosa fare, voglio stargli vicina ma lui mi allontana, per non farmi soffrire e per non farmi star male, ma io ci sto peggio cosi, a sapere che lui sta male ed io che ci tengo cosi tanto a lui non posso fare niente.

  • #67

    nunzioparisi (mercoledì, 30 marzo 2016 23:11)

    cara dottoressa,l'8 marzo e'morto un ragazzo di 26 anni affetto da fibrosi cistica,era un ex di mia figlia.due anni prima mia figlia lo aveva lasciato dopo un anno di fidanzamento in casa,alla fine della storia d'amore,il ragazzo l'aveva presa male,la riempiva di messaggi(sempre garbati) tramite cellulare e tramite foglietti.poi comincio' a seguirla quando usciva(ma solo perche' era innamoratisimo di lei),io lo venni a sapere ,e tramite facebook lo richiamai all'ordine,e lo offesi personalmente definendolo un bambino capriccioso e ordinandogli di non infastidire piu' mia figlia,tengo a precisare che io non sapevo che il ragazzo aveva la FC,solo mia figlia lo sapeva.Dopo la notizia della sua morte,ho cominciato ad avere degli immensi sensi di colpa,mi sento impotente e inutile,mi vergogno di tutto quello che gli dissi,sopratutto dopo che ho saputo della sua malattia.dormo poco o male la notte,mi tormentano quelle frasi sopratutto perche' lui era un bravo ragazzo e non le meritava.non so se ne usciro' presto,penso sempre a quelle parole offensive,anche di giorno quando lavoro.aiutatemi.

  • #68

    Annalisa Barbier (giovedì, 31 marzo 2016 19:05)

    Gentile EMILY,
    purtroppo filo tuo amico necessita di cure specifiche che solamente u professionista può fornire. La tua presenza ed il tuo supporto sono importantissimi ma non posso bastare nel suo caso.
    Suggeriscigli di rivolgersi ad uno psicoterapeuta o uno psichiatra o ad entrambi se necessario, al fine di iniziare un percorso terapeutico strutturato che possa davvero aiutarlo a superare il suo dolore e la sua sofferenza.
    Un caro saluto
    AB

  • #69

    Annalisa Barbier (giovedì, 31 marzo 2016 19:12)

    Gentile signor Parisi,
    quello che mi descrive è un malessere molto forte provocato dal senso di colpa che ha nei confronti del suo comportamento. Purtroppo non possiamo cancellare il passato. Ricordiamo però che i nostri comportamenti passati erano probabilmente la cosa migliore che abbiamo saputo o potuto fare in quel momento e che non è giusto colpevolizzarci per qualcosa che non avremmo saputo fare diversamente. Sono certa che se avesse saputo allora della grave malattia del ragazzo, si sarebbe comportato diversamente.
    Un caro saluto
    AB

  • #70

    Rita (giovedì, 31 marzo 2016 22:37)

    Salve dottoressa, molto spesso mi sento in colpa su cose futili e mi sento ansiosa. Qualche giorno fa mentre salutavo un amico è capitato, per sbaglio, che ci siamo sfiorati le labbra. Io ho avuto un forte senso di colpa nei confronti del mio ragazzo, nonostante so benissimo di non aver fatto nulla di male, ma nello stesso tempo non vorrei dirglielo per non creare questioni, essendo che viviamo distanti. Questo, lo so, è uno stupido episodio, ma mi succede spesso quando si tratta di cose di questo genere.

  • #71

    Gianluca (sabato, 09 aprile 2016 18:53)

    Buonasera Dottoressa le descrivo subito la mia situazione: ho tradito la mia compagna per 4 mesi..lei è una persona straordinaria...Il fatto è che ho perso la testa per la mia amante...penso di essermi innamorato e in contemporanea vivo un senso di colpa alluccinante verso la mia compagna...Non so spero lei mi possa fare un consiglio saluti Gianluca..

  • #72

    Annalisa Barbier (sabato, 09 aprile 2016 19:38)

    Caro Gianluca,
    nelle sue brevi righe, non accenna all'amore che potrebbe o meno provare ancora verso la sua compagna, mentre parla invece dei feroci sensi di colpa nei suo confronti, che la fanno star male. Si chieda quanto il rapporto che ha con la sua attuale compagna è davvero gratificante e soddisfacente per entrambi. Cerchi tra le righe della vostra relazione e della quotidianità, se ci sono ancora i presupposti affinché la vostra storia vada avanti: amore, rispetto, stima, passione, intimità, impegno, gioia, fiducia e complicità... Se lo chieda con molta onestà e solamente dopo aver compreso la risposta decida cosa desidera davvero.
    Si chieda inoltre cosa la relazione con la sua amante le dà in più rispetto a quella con la sua sua compagna; se questo "qualcosa in più" è davvero importante per lei, o se si tratta semplicemente del fascino della novità...
    Buona fortuna
    AB

  • #73

    Annalisa Barbier (sabato, 09 aprile 2016 19:48)

    Cara Rita,
    non dia retta a pensieri di colpa di questo tipo... se è felice ed innamorata del suo compagno non ha motivo di sentirsi in colpa per un gesto involontario. I sensi di colpa ci impediscono di vivere il presente e ci gettano in un passato oscuro e immodificabile... pensi al presente e costruisca la sua felicità nella consapevolezza di poter sempre migliorare e crescere. I sensi di colpa non aiutano se non servono per diventare persone migliori, e questo non si fa rimuginando sul passato, ma agendo nel presente. Un caro saluto!

  • #74

    Enrico (martedì, 26 aprile 2016 23:13)

    Buona Sera Dottoressa. ho conosciuto una donna a cui è morto il marito 2 anni fa di incidente stradale. lasciandola sola con 2 figli piccoli. lei mi ha dichiarato subito di essere innamorata di me, perchè diceva che non ero come gli altri ecc. io non ho mai provato amore per questa donna, e non mi sono mai sbilanciato piu di tanto, anche quando mi baciava. non sentivo nulla, non ero coinvolto. e sapevo che non potevo continuare a sentirla. perchè non posso avere una relazione con una persona che non mi piace gia da subito e neanche col passare del tempo. fatto sta che un giorno vado a casa sua e facciamo sesso. lei era molto coinvolta ovviamente e io no. e se n'è accorta, giustamente. il suo amore è cresciuto a dismisura verso d me, tanto quanto è scaduto ancora di piu' il mio interesse fisico e chimico nei suoi confronti. l'ho usata e buttata via, come se non bastasse quello che ha gia passato. e l'ho fatto per mero egoismo. senza pensare alle conseguenze. ora lei sta male perchè ha avuto l'ennesima delusione. e io le dico la verità vorrei sprofondare e non tornare piu'. ho un forte senso di colpa che non mi lascia in pace. ma in questo caso mi considero un vero colpevole. non un senso di colpa puritano religioso come quelli sopra elencati. non posso cambiare il passato ormai è andata. mi considero un verme, si. vorrei solo sapere come posso smettere di stare male oltre a non ripetere mai piu' una cosa simile. e cosa posso fare per dare conforto a questa ragazza. se ne esiste uno. la ringrazio

  • #75

    Annalisa Barbier (mercoledì, 27 aprile 2016 13:55)

    Gentile Enrico, quel che è fatto è fatto ormai.
    Capita a molti di comportarsi in un modo che, nel tempo, non sentiamo appartenerci più o ci appare scorretto e intollerabile. Tormentarsi così non la porterà indietro nel tempo, né aiuterà la signora in questione a stare meglio. Non possiamo modificare le conseguenze dei nostri errori, ma possiami imparare a non commettere più gli stessi; le suggerisco di fare tesoro di questa esperienza per comportarsi, in futuro, in maniera più rispettosa degli altri e meno impulsiva. Un caro saluto
    AB

  • #76

    Camilla (giovedì, 28 aprile 2016 15:26)

    buongiorno Dottoressa, le spiego brevemente... sono insieme al mio ragazzo da tre anni ormai, e due anni fa l'ho lasciato per un mese, mi ero stancata, non volevo vederlo ne sentirlo e non mi sentivo più innamorata.
    ho avuto un rapporto sessuale con un altro ragazzo in quel periodo che mi piaceva molto,non avrei mai creduto di voler riprovare con lui, ho agito di istinto, ma passarono i giorni e il mio ex ragazzo ha ricominciato a corteggiarmi e ho voluto riprovarci. non ho più ripensato a quella storia dato che ha lui ho detto che c'e stato solamente un bacio per paura di essere giudicata, ma adesso che è passato del tempo inizio a vedere un futuro insieme e pensare di non avergli detto tutto, anche se è stato lui a dirmi di non voler sapere rimarrà sempre con il dubbio... ció mi crea ansia e sensi di colpa forti, non vorrei rovinare tutto ora che siamo cosi innamorati e felici, avendo dimenticato quella vicenda.
    desidero tanto un consiglio da parte sua, grazie mille

  • #77

    Mary (venerdì, 10 giugno 2016 15:15)

    Salve dottoressa...ho 22 anni e sono fidanzata da 7 anni..agli inizi ero molto immatura e non riflettevo sulle mie azioni e infatti ho fatto tante di quelle cavolate che mi portano ancora oggi sensi di colpa perenni e dolorosi che nn mi permettono di agire nella mia vita...ho tradito di nascosto più e più volte il mio fidanzato ( e ha lui ho solo confessato uno solo, ma nn è bastato ad alleggerirmi l anima) l ho fatto xk nn sapevo comportarmi in una relazione, e il suo comportamento all inizio nn mi aiutava e mi sono sempre chiusa di più e spenta facendogli del male di nascosto in modo irrispettoso...ora la nostra storia è migliorata, ma ho qsti sensi di colpa verso lui che nn mi fanno vivere...so che non posso, e nn lo farò mai, raccontargli tutte le cose brutte fatte a lui xk non saprei che reazione avrebbe (aggressivo verso me, verso di lui..), ma non posso nemmeno pensare di creare una vita con lui, di sposarmi cn lui tenendo tutte qst bugie dentro xk nn è rispettoso nei suoi confronti..io lo amo e mi da sicurezze, ma nn posso andare avanti così, nn posso continuare a tenerlo stretto a me e a fargli perdere ulteriore tempo cn me se poi in realtà scoprisse realmente chi sono e gli farei solo schifo...ho bisogno di aiuto

  • #78

    Annalisa BArbier (venerdì, 10 giugno 2016 16:31)

    Gentile Camilla, purtroppo ho letto solamente ora il suo commento ma vado subito a rispondere: si lasci alle spalle i sensi di colpa. Non ha fatto proprio nulla di male; e soprattutto la sua esperienza le ha permesso di capire quanto importante fosse il suo fidanzato e i sentimenti verso di lui. Quindi si goda la ritrovata gioia di coppia e la consapevolezza di aver compreso quanto ami il suo compagno. LA sincerità forzata è un mito falso e sciocco, i creda.
    Un abbraccio!

  • #79

    Annalisa Barbier (venerdì, 10 giugno 2016 16:36)

    Cara Mary... lei si confonde: è così convinta che sia logico identificarsi solamente in quelle "cose brutte" che ha fatto per immaturità, eccesso di curiosità e giovane età???
    Si tranquillizzi... si renderà conto che 22 anni sono davvero pochi per pretendere da se stessa una saggezza ed un rigore che si acquisiscono solo con la vita,con la pazienza e l'amore, verso di sé e verso gli altri. Essere così dura che senso ha? chiudersi in una definizione tanto brutta e riduttiva di sé la renderà migliore?
    Inoltre rifletta sul suo ragazzo: se è una persona davvero tanto rigida, intollerante, intransigente e giudicante fino al punto di temerne le reazioni... forse non è un buon compagno di vita. Tutti possiamo cadere e sbagliare e tutti abbiamo diritto ad essere almeno ascoltati.

  • #80

    Carmelo (mercoledì, 29 giugno 2016 15:54)

    Gent.le Dott.ssa,
    sto' malissimo perche' ho un senso di colpa che mi sta' logorando la vita!!!!
    Ho tradito mia moglie dopo 28 anni di matrimonio, e' finita con l'altra persona, ma non riesco a liberarmi dal senso di colpa e mi sto' autodistruggendo da solo!!!! Se dico questa cosa in famiglia la risposta e'...meglio morire per me!!!!! Mi toglierebbe i figli e sarei fuori di casa. E aggiungo giustamente, visto che Lei non lo merita e non lo ha mai meritato. Sto' con lo Xanax, 12 gocce la sera prima di coricarmi, ma non ha effetto il giorno perche' vorrei morire e nella testa iniziano tutti pensieri malsani! Mi aiuti la prego, non ho possibilita' economiche, non posso affrontare spese perche' lavoro solo e devo pagare un mutuo e altre mille cose. E' un caso disperato la prego!!!! Mi faccia uscire da questo senso di colpa che mi ha tolto appetito..entusiasmo e tutte le cose belle che ho a portata di mano!!! Compresi i miei due splendidi figli!!!! La ringrazio

  • #81

    Annalisa Barbier (mercoledì, 29 giugno 2016 19:33)

    Gentile Carmelo,
    purtroppo non ho la bacchetta magica per fare ciò che lei mi chiede. Lavorare su questo disagio è qualcosa che deve e può fare solamente lei. Nessuno può farlo al suo posto. Le suggerisco di acquistare un libro di auto-aiuto su come superare il senso di colpa e soprattutto, di lasciarsi alle spalle ciò che ha vissuto, cercando di comprendere le ragioni profonde che l'hanno portata a vivere una relazione extraconiugale; forse lei era infelice o insoddisfatto o erano presenti delle criticità nel vostro matrimonio... provi a comprendersi e a perdonarsi, poiché il senso di colpa non la porterà indietro nel tempo, né le donerà alcuna serenità né tanto meno ne donerà ai suoi familiari. Sia presente con sua moglie e le mostri il suo amore nella vita di tutti i giorni: credo sia il modo migliore per tornare a godere del vostro rapporto serenamente.
    Le suggerisco di LEGGERE QUESTO ARTICOLO: http://it.wikihow.com/Liberarsi-del-Senso-di-Colpa
    LIBRO: "Stop ai sensi di colpa. Come liberarsi dalle proprie zavorre interiori"
    Gambardella Alberto; Paolinelli Paola
    Un caro saluto

  • #82

    Marianna (giovedì, 21 luglio 2016 10:32)

    Salve Dott.ssa,
    io ho un terribile senso di colpa perché 1 settimana fa ho giurato sulla testa della persona più importante della mia vita di una cosa successa 5 anni fa una mezza verità...diciamo che non era ne proprio falso ne proprio vero quello che ho giurato ma l'ho fatto per non rovinare una famiglia dopo 5 anni dall'accaduto...tant'è che dopo 3 giorni sono andata a confessarmi in chiesa dal peso che avevo ad aver fatto questa cosa, io ho molta fede anche se non sono praticante...ho paura che se accade qualcosa in futuro sarà a causa mia del mio giuramento...anche se l'ho fatto a fin di bene per non rovinare un'altra cosa...non so se mi spiego...ma se potessi tornare indietro non lo farei mai mai più perché piuttosto è meglio tacere...io ho avuto il perdono di Dio ma il senso di colpa non mi abbandona...come mai?...La ringrazio...

  • #83

    Annalisa Barbier (domenica, 24 luglio 2016 15:06)

    Gentile Marianna,
    Purtroppo i sensi di colpa sono spesso tenaci e difficili da mandare via.
    Tenga sempre presente ciò che desidera per sé e per le sue persone care e si muova in quella direzione. I sensi di colpa, quando diventano oppressivi e limitanti, ci rendono tristi e insicuri, provocano una sofferenza profonda che non serve a cambiare il passato.
    Ci bloccano e ci tirano giù, impedendoci di curare i rapporti con le persone che amiamo e peggiorando decisamente le cose.
    Quindi, il mio suggerimento e di smettere di considerare i suoi sensi di colpa come una forma di espiazione per i comportamenti sbagliati avuti in passato, e di guardare avanti per costruire ciò che per lei è davvero importante.
    Un caro saluto
    AB

  • #84

    Massimo (lunedì, 01 agosto 2016 15:25)

    Buonasera dottoressa,
    sono fidanzato da 10 anni ed ho 26 anni...all'età di 19 anni per curiosità avevo provato ad andare con una prostituta, esperienza che non mi ha dato alcuna soddisfazione in nulla. Tanto che mi buttai la storia alle spalle senza più pensarci.
    Ora però stiamo per andare a vivere assieme ed un giorno mi è tornato in mente questa cosa ,che non ho mai confessato a nessuno e che non potrò mai farlo, facendomi nascere grandi sensi di colpa. Lei non capirebbe mai essendo molto gelosa.
    Faccio fatica a non pensarci e mi sento non meritevole del suo Amore per sempre.
    Siamo molto innamorati fin da sempre, quella è stata sola una curiosità mia che voluto togliermi a 19 anni, senza un motivo particolare o crisi di coppia.
    Grazie

  • #85

    annalisa barbier (mercoledì, 17 agosto 2016 09:32)

    Gentile signor Massimo,
    si lasci alle spalle quell'esperienza giovanile e si impegni nella relazione con la dìsua fidanzata per costruire un futuro di rispetto, amore, impegno e gioia.
    Ripensare a quel singolo evento, peraltro agito per curiosità giovanile, non le servirà davvero a stare meglio, né ad amare di più la sua fidanzata né lo cancellerà dal suo passato.
    Le è servito per comprendere cosa le piace e cosa invece non le interessa, e soprattutto per capire che ama la sua attuale compagna. Si concentri su questo e viva il suo amore coltivandolo con impegno. Il passato è passato.
    Un caro saluto
    AB

  • #86

    Daniela (martedì, 23 agosto 2016 07:11)

    Salve dottoressa, ho bisogno di un consiglio..
    Sono una ragazza di 23 anni, fidanzata da più di 3 anni con un ragazzo stupendo, che mi è stato molto vicino in un lungo periodo di difficoltà e malessere. Qualche mese fa la nostra relazione ha attraversato un momento no e mi sono trovata ad approfondire sempre più una conoscenza con un ragazzo, che era in grado di darmi le attenzioni che in quel momento mancavano nella mia relazione. Dopo un bacio con questo ragazzo, presa dai sensi di colpa, l'ho confessato al mio fidanzato, mentendogli però su alcune circostanze ed omettendo determinate cose. Sembrava, nonostante tutto, essere passato, ma in questi giorni il senso di colpa si è impossessato nuovamente di me, mi sento il cuore scoppiare, non merito il suo amore, sono triste, affranta. Mi sento in colpa per quel che c'è stato con quest'altro ragazzo e soprattutto per aver mentito nella confessione. Tutta questa circostanza mi ha fatto capire che il mio fidanzato è la persona con cui voglio realmente stare, ma in preda ai sensi di colpa penso di non riuscire a stare con lui, a guardarlo negli occhi e a far tornare tutto come prima. Cosa posso fare?

  • #87

    Annalisa (giovedì, 01 settembre 2016 11:14)

    Gentile dottoressa, Le scrivo con la speranza di avere da Lei una risposta al mio attuale malessere. Prima di spiegarle ciò che sto vivendo, mi permetto di illustrarle la situazione legata al mio disagio. Quansi due anni fa, venni lasciata per un'altra dal mio ex fidanzato a seguito di una relazione durata quattro anni. Avevo appena 18 e dovetti affrontare un dolore che mi condusse a stare male per mesi fin quando, un giorno, decisi di riprendere le redini della mia vita. Nei mesi avvenire non ero minimamente intenzionata a mettere in piedi storie; feci la conoscenza ed uscii con più ragazzi, ma nessuno di loro mi aveva suscitato qualcosa dentro che io avrei potuto considerare come l'inizio di qualcosa che andasse oltre l'amicizia. Un giorno però, casualmente, conobbi un ragazzo il cui invito ad uscire io accettai senza pensarci due volte. Uscimmo altre volte ancora, ci piacevamo molto, ma venne il giorno in cui dovette ripartire per tornare a lavoro.. Ci conoscevamo ben poco, ma ci promettemmo che ci saremmo conosciuti via sms e, al suo ritorno, ci saremmo nuovamente rivisti ( con l'auspicio che ci saremmo piaciuti ancora). Nel corso dei due mesi in cui stettimo lontani, io fui molto combattuta..una relazione a distanza era qualcosa che mi spaventava e,sicuramente, mi serviva conoscerlo bene quel ragazzo che diceva essersi invaghito di me.. ciònonostante continuai a sentire vecchi ragazzi che mi facevano la corte, con uno di essi uscii pure, visto che da mesi declinavo il suo invito. Passarono due mesi, in me cambiò qualcosa.. Quel ragazzo che tanto mi era piaciuto sin dall'inizio si era rivelato essere proprio la persona che ,finalmente ,volevo al mio fianco.. Chiusi ogni conoscenza e così ,al suo rientro per le vacanza, decisimo di coronare in nostro sentimento giurandoci amore. Oggi come oggi, la nostra storia va a gonfie vele.. Ma ,attualmente ,sto vivendo un periodo estremamente buio: ansia continua, sensi di colpa.. Mi sento quasi in colpa per averlo scelto il mio ragazzo piuttosto di non avere fin da subito preso delle decisioni, possibilmente affrettate, per concermi totalmente a lui. Tutto questo perché temo che un giorno qualcuna di queste mie pregresse conoscenze possa mettersi in mezzo tra noi e affermare cose non vere sul mio conto o distorcendo la realtà dei fatti.. Ho estremamente paura che la nostra storia finisca.. E non vorrei mai che la colpa ricadesse su di me visto che, da quando mi sono innamorata e ho abbattuto la mia corazza, ho donato tutte me stessa.. Non so come uscire da questo tunnel.. Una volta, addirittura, ebbi il coraggio di accenare qualcosa proprio a lui.. E alla fine lui mi capì. Dottoressa,se le può aiutarmi gli e ne sarò grata.

  • #88

    Annalisa Barbier (venerdì, 02 settembre 2016 14:52)

    Gentile Daniela,
    il suo fidanzato l'ha perdonata e le ha dimostrato il desiderio e la volontà di far crescere la vostra storia superando difficoltà e criticità insieme. SI dedichi a vivere serenamente e con gioia la sua vita presente e a stabilire obiettivi per il futuro invece di rimuginare sul passato...rimuginare sul passato coltivando i propri sensi di colpa non solo non cancellerà ciò che è avvenuto, ma non le permetterà nemmeno di apprendere dai suoi errori. E certamente non le garantisce un presente sereno e felice. Lei dice che vorrebbe far tornare tutto come prima ma questo è l'errore più comune che si fa! Le cose sono cambiate perchè è naturale che non restino sempre uguali. Lei ha imparato nuove cose su di sé e sul suo fidanzato, ha compreso meglio i suoi sentimenti, ha iniziato una fase diversa del rapporto in cui la maturità è più importante del senso di colpa! Coltivi questo amore invece di piangere sul passato e perdere tempo a sentirsi indegna; tutti possiamo cadere ma restare a rotolarci per terra non farà di noi quelle persone migliori che vogliamo diventare! Coraggio: si perdoni... e si rimbocchi le maniche per mostrare di essere una persona matura e affidabile e di valore ;-)! Buona vita!

  • #89

    Annalisa Barbier (venerdì, 02 settembre 2016 15:15)

    Cara Annalisa,
    da quello che scrivi, sembra che il responsabile del tuo attuale malessere sia la paura che qualcuno possa "venir fuori" e parlare di ciò che è accaduto in quei due mesi. La paura è una cattiva consigliera quando ci fa perdere di vista la realtà ingigantendo eventuali rischi o cose spiacevoli che potrebbero accadere - bada bene che potrebbero accadere, non che certamente accadranno. Smetti di concentrarti sulle tue paure e piuttosto affronta la vita di tutti i giorni con gli impegni che essa richiede: lavoro, studio, amicizie e vita sentimentale. La vita è nel presente e passato e futuro sono soltanto spettri che possono addirittura rovinare la nostra capacità di costruire qualcosa e di godere dell'amore che riceviamo e doniamo.
    rendi solida la tua storia se davvero ci tieni, con l'amore, la serenità, la lealtà e l'impegno quotidiano nelle piccole cose. Impara ad avere più stima di te stessa e fiducia nelle tue qualità, ad essere autonoma e indipendente anche senza un compagno accanto,z e vedrai che ti sentirai più tranquilla e la paura di perdere il tuo attuale ragazzo non ti tormenterà più.

  • #90

    Annalisa (venerdì, 02 settembre 2016 15:48)

    Grazie Dottoressa per il suo consiglio. Ne farò certamente tesoro cercando di lavorare su me stessa e sulla mia vita. La mia parte razionale mi ha sempre suggerito di non dovermi creare paure per cose che potrebbero succedere ma, soprattutto, di non crearmi paure quando, in fondo, so bene di non avere fatto nulla di male o di compromettente per la mia attuale relazione. Eventuali errori che io ho fatto, e che oggi non ripeterei piu, non possono che essermi da suggerimento per come mi dovrò comportare domani. Spero vivamente di riuscire a stare bene al più presto e di proseguire la mia carriera universitaria, fin ora andata molto bene, senza difficoltà frutto di questo mio malessere. Arrivederci

  • #91

    Giovanni (venerdì, 02 settembre 2016 15:53)

    Buonasera dottoressa,
    Ho 50 anni, sono stato stato insieme a mia moglie per 20 amandola ed essendo amato, qualche alto e basso nel corso del matrimonio ma ci siamo sempre portati rispetto reciproco, rispettando tempi e spazi. Poi all'improvviso ho conosciuto sul lavoro una ragazza, più giovane di me di 10 anni, solare, sensibile, unica. All'inizio provavo verso di lei premura... Affetto... Allontanavo l'attrazione. No ...non sarò io che tradisco ... ... Sono passati mesi prima che l'inevitabile poi succedesse e via via che esplodesse passione ed approfondissimo la nostra conoscenza e ci innamorassimo.
    Dopo due anni di incontri clandestini... Ho lasciato mia moglie uscendo di casa ma il dolore per quello che facevo mi ha fatto tornare in casa più volte senza comunque che tra me e mia moglie andasse bene, non c'era sesso perché io non riuscivo ad avere rapporti con lei amando un'altra ragazza ma comunque erano ripicche,discussioni,controllo, mancanza di fiducia... Ed in più provavo nuovi sensi di colpa per la ragazza che comunque io amavo. Sono angosciato dal senso di colpa per avere infranto i miei principi, non mi do pace per avere tradito mia moglie ed averla fatta soffrire. Allontanandomi dalla ragazza che dicevo di amare, ero convinto che rinunciando ad amarla... Avrei rimediato al torto fatto a mia moglie. Ma con mia moglie non è' mai andata dopo il tradimento... Quindi ecco che poi dalla ragazza io ci tornavo... Che tutte le volte mi ha sempre ripreso... E poi mi riallontanavo per stare vicino a mia moglie, per lenire il suo dolore.... È così via.... Poi torno dalla ragazza che però mi manca e sento di amare... E poi la lascio....
    In tutto questo ho cambiato città... Allontanandomi da entrambe...ero confuso.
    Sono ormai 4 anni di tira e molla, con la ragazza siamo stati anche anni senza vederci, il periodo più doloroso per me, nello stesso periodo sono stato solo, con mia moglie qualche messaggio, qualche nota auguri per le feste poi stop... da qualche mese però la mia storia con la ragazza e' ricominciata però... In un altra città facciamo tutto quello che fa una coppia normale, usciamo per una passeggiata, andiamo a fare aperitivo, la spesa, andiamo a cena.... Credevo di avere chiuso col passato... Lei mi ama ed io la amo ma ora che la nostra storia prende piede e va a gonfie vele ... Ma ora che possiamo ricongiungere le distanze, iniziare a convivere ed essere felici insieme... A volte... Mi dico: se lei (mia moglie) poi ci vedesse per strada insieme, cosa faccio? La faccio soffrire solo di più...ancora dopo 4 anni che sono uscito di casa non riesco a capacitarmi di avere ferito mia moglie e sono terrorizzato dal vivere il mio amore con la ragazza che amo per paura che mia moglie soffra.
    sono davvero confuso.ancora.
    So di fare del male anche alla ragazza se la lascio di nuovo...
    Ma l'idea di far soffrire ancora mia moglie mi paralizza.
    Mi aiuti per favore...
    Ho paura di una terapia, di scoprire cose sul mio passato, sulla mia famiglia e non so neanche che tipo di indirizzo possa essermi più utile... E se posso venirne a capo.

  • #92

    Francesca (mercoledì, 28 settembre 2016 00:19)

    Gent.ma Dr ssa sto con mio marito da diversi anni, quasi 30. Mio marito è una persona buonissima, voluta bene da tutti e non farebbe male ad una mosca. Non ha infatti mai litigato con nessuno. Purtroppo però abbiamo passato anni fa un brutto periodo ed anche a causa di alcune mie provocazioni sui suoi genitori e per la mia forte gelosia abbiamo avuto almeno 4 confronti accessi di rabbia con sttattonamenti e spintoni ma per carità nulla di altro ovvero ne' schiaffi ne' pugni grazie a dio. Entrambi eravamo coinvolti in una forte ora. Io provocavo, lui nervoso mi spingeva ed io rispondevo ai suoi spintoni. Dopo questo periodo difficile sono nati i nostri meravigliosi figli e da qualche anno ormai non succede più nulla. Mio marito non fa che accarezzare ed avere protezione per me ed i miei figli. L'altra volta però mi ha fatto commuovere chiedendomi perdono per quegli episodi di contatto fisico avuto anni addietro. Mi ha detto di amarmi seppur dopo quasi 30 anni e mi ha chiesto scusa. Adesso mi dispiacerebbe se lui avesse sensi di colpa perché ormai è tutto vecchio e lui è un marito meraviglioso e padre stupendo.

  • #93

    Francesca (domenica, 16 ottobre 2016 12:18)

    Gent.ma Dr.ssa con mio marito abbiamo avuto un rapporto molto complesso. Grande amore ma anche grandi litigi e scatti di rabbia. In alcuni casi, anche a seguito di mie continue provocazioni, perdevamo entrambe la testa e ci strattonavamo. Tuttavia preciso che non ci sono mai stati schiaffi o pugni. Solo strattonamenti ed io forse in qualche caso ho tirato i capelli. Da circa 3 anni è ormai tutto finito. Con la nascita dei nostri due meravigliosi bambini non esistono più litigi né quelle brutte cose che facevamo. Oggi regna solo serenità. Qualche giorno fa tuttavia mio marito ha ricordato quei periodi di strattonamenti e qualche livido nelle braccia e mi ha chiesto scusa. A me dispiace perché non vorrei avesse questo senso di colpa per una cosa ormai passata e dove anche io ci mettevo il mio anche perché oggi lui è marito e padre meraviglioso. Che ne pensa lei?

  • #94

    Annalisa Barbier (lunedì, 17 ottobre 2016 10:04)

    Gentile signor Giovanni la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza, difficile e dolorosa. Ogni decisione, come lei sa, rappresenta una scelta ed una susseguente rinuncia; se non siamo in grado di rinunciare a nulla - per diverse ragioni, incluso il dispiacere di provocare sofferenza alle persone che amiamo - allora anche la nostra capacità di scelta ne risulta estremamente impedita se non annullata. E questa situazione nel lungo termine porta sempre maggiore confusione e dolore a tutte le persone coinvolte.
    Comprendo le remore nel rivolgersi ad un professionista, poiché un percorso di consapevolezza e cambiamento la spaventa, ma il mio suggerimento è proprio quello di chiedere un sostegno in questa delicata fase della sua vita. Un sostegno che la possa aiutare a comprendere più a fondo le dinamiche che la spingono in questa spirale di indecisione e sensi di colpa, non permettendole di uscirne prendendo una decisione.
    Le auguro di poter presto comprendere cosa fare e mando un caro saluto.

  • #95

    Rita (lunedì, 28 novembre 2016 20:11)

    Gentile Dott.ssa Francesca Grimaldi vorrei chiederle consiglio . Per la prima volta festeggerò il natale e il capodanno lontano dalla mia famiglia. Per le vacanze vado dal mio ragazzo che abita lontano . Purtroppo per una questione economica e di tempo, visto che mia sorella deve battezzare mio nipote a gennaio , andrò da lui per il periodo che ho detto su. (Di solito festeggio natale con i miei ma volevo esserci al battesimo di mio nipote e d'altra parte volevo stare più tempo con il mio ragazzo e per questo alla fine ho deciso per natale e capodanno e al ritorno ci sono per il battesimo). Mi sento malissimo già di mio a festeggiare lontano dalla famiglia io che sono abituata così e loro mi fanno sentire ancora peggio .Frasi tipo eh ma ti fai tutte le feste su (mia mamma con espressione rattristata dopo che le ho chiesto se le dispiaceva troppo se andavo su e se non dovevo) o tipo mia sorella che se ne è uscita con vari discorsi e che dice a mia nipote piccola eh zia non c'è a natale con un tono che ha fatto rattristare la bimba . Insomma, dicono di tutto per farmi sentire male. Non so neanche se loro lo capiscono del resto sono sempre stata molto legata alla famiglia e loro o lo sanno e ci giocano su o non l'hanno mai capito. Purtroppo non è solo questo. Da quando ho detto che vorrei provare a convivere con il mio ragazzo. Io e lui siamo in una situazione non proprio facile dal punto di vista economico ma lui ha casa e magari trovo un lavoro li da lui mentre studio . Il problema è che i miei mi vogliono sempre nel posto dove sono nata e non mi vogliono neanche far tentare. Mi dicono sempre cose del tipo se hai bisogno a chi ti rivolgerai la. Ma non è che possiamo restare sempre così perché loro mi vogliono a casa. Mi sento incastrata e malissimo perché io voglio molto bene ai miei però ho bisogno di costruirmi qualcosa. Me ne ero fatta una ragione che festeggiavo lontano e oggi me l'hanno rifatto pesare di nuovo..Non so proprio come fare per fargli capire che io non voglio andare via perché mi trovo male con loro ma perché ho bisogno di crescere e di imparare a cavarmela da sola e che andando via non intendo lasciarli per sempre .E ci vedremo comunque anche se un pò meno magari. Gli ho parlato anche direttamente ma loro non mi ascoltano. Del resto se sbaglio , sbaglierò io ma almeno tentare. Quando provo ad andare è come se mi bloccassero e io non riesco d'altra parte di mio a lasciarli.Non so se sono io a sbagliare o se sono loro. Magari sono pessima a pensare queste cose e a voler tentare anche se non so se andrà bene o meno.
    Cordiali Saluti
    Rita

  • #96

    Luisa (venerdì, 12 maggio 2017 20:21)

    Salve, dott.ssa. Da qualche anno è tornato un mio vecchio amore non vissuto a causa dei miei genitori. Nel mio cuore è rimasto sempre il ricordo di questo ragazzo, adesso uomo, che ho conosciuto......e appare ai miei occhi fantastico con le sue attenzioni e gentilezze. Cio' accade in un periodo difficile, di apatia e noia che ha intriso il mio rapporto matrimoniale. Per cui ho ricercato l'esigenza di essere amata e attenzione da questa persona. Adoro il suo modo di essere e fare ma continuo a voler bene a mio marito e a non saper scegliere la direzione e la persona da seguire.

  • #97

    Martina (giovedì, 29 giugno 2017 00:05)

    Il mio senso di colpa per aver detto a mia sorella un errore che ho commesso per diversi mesi,e quindi come mi sentivo,lei non merita di preoccuparsi per me.

  • #98

    Maria (venerdì, 27 ottobre 2017)

    Buongiorno dottoressa, poco più di un mese fa mio marito mi ha trovato che stavo rileggendo dei messaggi del mio amante,può immaginare la confusione che è successa.sono sempre stata attenta a cancellarli subito, ma questa volta mi sono sentita di non farlo e mi ha beccata subìto.la storia con l amante è un po' particolare,infatti il dolore mi devasta, con sua moglie siamo amiche perché mia figlia sua figlia hanno frequentato la scuola materna insieme e adesso frequentanto la stessa classe di scuola elementare e più di un anno fa mi fu proposto di fare da baby sitter alla loro bambina più piccola.io accettai molti volentieri visto che mi trovavo senza lavoro e oltretutto anche per l amicizia che c era. lui 17anni più di grande di me, inizialmente quando rientrava a pranzo a casa non gli davo troppa soddisfazione solo per quello che che riguardava la bambina, da parte sua c'erano state già delle frecciatine ma a me nessun interesse. dopo parecchio tempo tempo qualcosa in me stava cambiando nei suoi confronti, abbiamo iniziato a sentirsi e per me là situazione è completamente cambiato, ho perso la testa per questa persona, anche se ci si sentiva durante il giorno non mi bastava mai, volevo sapere tenerlo sotto controllo, e il fine settimana ché ci sentivamo massimo una volta ero in crisi totale perche non sapevo che faceva, dov era nonostante aveva famiglia..non me ne faccio una ragione del fatto che sono sempre stata attenta a eliminare le chat e tutto ma quella volta è stato un attimo ad essere beccata. E più ho tradito la fiducia del mio marito , Della mia amica che oltretutto tutti i giorni la vedo a scuola perché le nostre bambine non vanno in classe insieme. La paura che con le altre mamme lei racconta qualcosa visto che io ero la baby sitter della sua bambina piccola e le mamme ne erano a conoscenza. Ultimamente si usciva tutti insieme con la famiglia..c'era veramente un bel rapporto.e io di lui ero veramente innamorato persa. Adesso della vita non provo più nulla, non mi sento più alcun valore, ogni giorno che passa non riesco a reagire a non pensare a questo grosso sbaglio.magari poteva finire prima o poi con lui ma senza essere beccata così ingenuamente. Grazie per l attenzione

  • #99

    Luca (mercoledì, 08 novembre 2017 16:35)

    Salve dott.ssa. il mio senso di colpa è che non Vado a lavoro per quasi una settimana per motivi di salute dovuti ad una tremenda cervicale che sto curando con punture e altri farmaci,e pensp sempre e ripetutamente cosa stanno pensando di me a lavoro,oppure alle battutine stupide che ci saranno al mio rientro. Sto più male per questi motivi che per le cure che sto facendo..

  • #100

    Anetamitkova@libero.it (martedì, 28 novembre 2017 23:58)

    Buonasera dottoressa,il mio uomo separato da poco sofre di sensi di colpa per la famiglia persa , e non riesce a sopportare il dolore quando i bambini piangeno per lui 5 e 3 anni. Poi si ritrova sempre a tornare su il proprie passi .perfavore posso credere un appuntamento per lui.aiuto

  • #101

    Jessica (sabato, 17 febbraio 2018 04:10)

    Cara dottoressa, ho un senso di colpa che mi sta tormentando da un bel po' di mesi. Ho ferito una mia amica. MI sono innamorata del suo ex fidanzato, che tra l'altro è anche il migliore amico del mio ex. All'inizio non lo guardavo nemmeno perché non ho mai guardato gli ex delle mie amiche , neanche per sogno. Però con lui è stato diverso . Tutto è iniziato quando il mio ex fidanzato(il suo migliore amico ) mi lasciò dopo un anno di relazione , quando avevo solo 16 anni , e mi fece le corna con due ragazze del suo campeggio. Nel frattempo anche la mia amica aveva lasciato il suo ragazzo perché pensava ancora ad un altro. Così ci siamo ritrovati entrambi single e disperati; abbiamo legato molto e ci siamo sostenuti a vicenda e con il tempo siamo diventati grandi amici. Ci dicevamo tutto , ogni singola cosa. Dopodiché verso Gennaio la mia amica ha deciso di ritornarci insieme (il giorno del mio diciottesimo compleanno). Quando l'ho saputo sono scoppiata a piangere ed è lì che ho capito che mi ero innamorata di lui. Ma ormai non si poteva fare niente, era tornato insieme a lei. Perciò per dimenticarlo ho iniziato ad uscire con un altro ragazzo con cui sono stata per un bel po' di mesi. Arriva l'estate e le cose tra Giacomo e la mia amica non vanno più bene:, lei non vuole passare del tempo sola con lui, non prova più attrazione fisica , non hanno rapporti sessuali. Così lui inizia a pensare di lasciarla. Io intanto avevo lasciato quel ragazzo perché anche tra di noi le cose non andavano più bene. Ci ritroviamo di nuovo entrambi single ed inconsapevolmente innamorati l'uno dell'altra. Scopro che è innamorata di me grazie ad un'altra mia amica Giada che mi rivela questo segreto che lui teneva custodito da tanto tempo, da ben due anni:" mi aveva Amato da sempre , anche se non se ne era mai reso conto effettivamente ". Io inizio a tormentarmi. Giacomo aveva lasciAto la mia amica da due settimane circa e già pensava a me, io in fondo non avevo mai smesso di pensarlo, anche se lo avevo accantonato per cause di forza maggiore. Allora io e Giada decidiamo di andarlo a trovare in vacanza ,nel villaggio dove lavorava. Avevo un bisogno disperato di vederlo ... non per mettermi insieme a lui, ma perché davvero avevamo bisogno di parlarci. Una sera in vacanza dichiara il suo amore per me ed io faccio lo stesso , ci abbracciamo a lungo. Dopodiché io gli dico che devo parlarne con Agata(la mia amica, nonché sua ex) prima di fare qualsiasi cosa. Faccio passare l'estate per schiarirmi le idee , anche se le avevo già abbastanza chiare. Arriva settembre e decido di parlare con Agata, di dirle tutto che sono innamorata di lui e anche da tanto(non potevo più nasconderglielo!) E gli dico che lui mi ha confessato di essere innamorato di me. Lei non la prende bene ovviamente , ma mi risponde che desidera la mia felicità e che vuole che io stia bene , e che perciò posso starci insieme perché è arrabbiata più con lui che con me. Ma poi le cose si complicano... la sera stessa io e Giacomo ci diamo il nostro primo bacio tanto atteso ,dopo aver ricevuto il "consenso " da Agata. Ma la sera stessa Agata non mi guarda più in faccia ed è quello che continua a fare da 6 mesi a questa parte. Ha iniziato ad insultarmi su instagram e cose simili. Ed io non riesco a liberarmi dal senso di colpa per averla fatta soffrire e nonostante le abbia chiesto più volte di tornare amiche anche a costo di lasciare Giacomo. Dottoressa ho un disperato bisogno del suo aiuto

  • #102

    Marco (lunedì, 19 marzo 2018 21:07)

    Salve dr.ssa,
    sin dalla tarda adolescenza ho frequentato prostitute. Ora è circa un anno che ho superato questa dipendenza ma mi stanno assalendo sensi di colpa e ossessioni. Ciò per cui mi faccio schifo e mi pento è il fatto di essere stato con quelle di strada, sicuramente sfruttate. Ora la cosa è diventata talmente forte che spesso ho la sensazione catastrofica che qualcosa o qualcuno mi colpirà (malattie, etc) e che possa essere perseguitato nell'aldilà (la cosa assurda è che io sono assolutamente ateo, razionalmente so che è un qualcosa di illogico, ma emotivamente il terrore è reale e difficile da gestire).
    E' come se non riuscissi a lasciarmi andare e "meritare" un'affettività sana e vivere spensierato.
    E' come se stessi sempre nella condizione di fare qualcosa, di agire, ma poi alla fine non faccio nulla (magari donare dei soldi ad associazioni, fare del volontariato qualcosa per controbilanciare anche se nella realtà non la vivrei come un qualcosa di divertente ma solo una sorta di "punizione").
    Cosa mi consiglia?

    Grazie

  • #103

    Annalisa (martedì, 20 marzo 2018 19:28)

    Gentile Marco,
    lei ha compreso di aver fatto qualcosa che non condivide più. Ma si tratta di qualcosa che è ormai nel passato, non lo riporti in vita continuamente pensandoci. Il senso di colpa serve se ci aiuta a non compiere più lo stesso errore, se ci avvicina agli altri con rinnovato rispetto, se ci permette di migliorare. Non serve quando ci lascia inerti e addolorati nell'inazione e nel rimpianto. I pensieri autopunitivi che ha sono indicativi del fatto che lei non si perdona e non vuole accettare il suo passato. Li lasci scorrere senza soffermarsi e si impegni ad essere l'uomo che desidera essere, andando nella direzione di ciò che ha valore e significato per lei, con pensieri e comportamenti in armonia con i suoi valori e obiettivi

  • #104

    Carolina (domenica, 06 maggio 2018 18:05)

    Buon giorno dottoressa . Sono una ragazza straniera di 23 anni .
    Dentro di me praticamente siamo in due ,io che voglio cercare di essere tutta perfetta , che voglio accontentare tutti ed esserci per tutti .
    E poi ci sono di nuovo io ma inversione stressata,precupata,nervosa,pensierosa,ansiosa, pessimista ,.ect
    Ho un bambino di 5 anni e un compagno di 33 anni , la mia vita di adulta ha avuto inizio troppo presto , praticamente anche da bambina mi sentivo già grande però ormai non sono più una bambina e le responsabilità si fanno sentire sempre di più, mi sento quasi sempre sotto pressione con qualsiasi cosa e in qualsiasi momento .
    Lavoravo facendo la badante però mi sono detta a me stessa che non voglio più fare quel lavoro , voglio un lavoro all'altezza della mia età qualcosa di più degno per me .
    Per me non è tanto facile trovare lavoro perché non ho finito la scuola a causa della mia prematura gravidanza , il bambino è diventato una priorità!! .
    Adesso ho trovato un lavoro che pensavo poteva piacermi , però mi sento in confusione perché in quel lavoro mi sento con molta pressione addosso , praticamente tutto quello che faccio non va bene , ho presso parole per colpa degli altri e mi sento ancora peggio .
    Poi con questo nuovo lavoro non ho tempo per il mio bambino devo lavorare anche di domenica fino a tardi .
    Mi sento che non potrò mai essere felice perché quando sto facendo qualcosa per me , ho qualcosa che penso vada bene invece è al contrario e la mi sento un fallimento vero e proprio .
    Adesso mi trovo in uno stato d'ansia tremendo è non so cosa fare però ho bisogno del lavoro .
    Di frequente pensó en la morte è non so perché , mi sento finità , i sensi di colpa mi stanno uccidendo. Cosa posso fare

  • #105

    Chiara (venerdì, 01 giugno 2018 20:30)

    Buonasera dottoressa.
    Mi chiamo Chiara e sono una ragazza di 23 anni.
    La mia vita ultimamente è cambiata molto e non so come sentirmi di nuovo bene ed in pace con me stessa come prima.
    Diversi mesi fa sono iniziate a capitarmi una serie di brutte cose una dietro l'altra, ho sofferto però soprattutto perché non è andata bene la mia relazione.
    Ma da questo mio soffrire per la relazione è scattato dentro di me il ricordo di un trauma passato da piccola, all'età di 12/13 anni, una cosa che ho fatto per un po' di tempo per me gravissima che non riesco a perdonarmi. Anche se so che non ero cosciente vorrei avere anche il parere di una persona esperta come lei per sapere se a quell'etá si possono fare delle cose di cui ci si rende conto da grandi di quanto siano state gravi.
    Non so nemmeno cosa mi abbia fatto scattare questo ricordo ma non riesco a viverlo bene e sto spesso lontano da casa perché é una cosa in famiglia. Avevo superato da tempo questo e non ci ho hai pensato, ho sempre guardato al mio futuro, mi sono impegnata moltissimo ed avevo un ottimismo ed un'energia vitale che adesso per questo immenso senso di colpa mi manca.

  • #106

    Daya (giovedì, 21 giugno 2018 12:11)

    Salve dottoressa. Ho 18 anni. Da un mese sono stata lasciata dal mio ragazzo per motivi che non ho mai saputo. Proprio per questo, il mio cervello rimugina sopra questa cosa e deduce tante cose. Anche se ultimamente l'unica cosa a cui penso è che sia colpa mia. Non ho un bel carattere , lo ammetto, a lui più volte glielo avevo detto (questo a causa di un'esperienza passata in cui sono rimasta molto male). A volte lo trattavo male(rispondevo male), oppure a causa del suo peso lo opprimevo di andare in palestra. La nostra relazione andava tra alti e bassi che dipendevano da quanto ero stressata. Ovviamente gli davo tutto l'amore che avevo, ho rinunciato agli amici e ho litigato con tutti i parenti per lui. Sono andata contro le mie usanze (vergine fino al matrimonio) e gli ho donato ciò che di prezioso avevo. Nell'ultimo mese quando avevo percepito che si stava allontanando feci di tutto pur di tenermelo strettoe dimostrargli che ci tenevo. Uscii con i suoi amici (per niente simpatici), andai a cena dai suoi e gli stavo accanto, gli ho pure detto che avrei dato la mia vita per lui. Ma niente, lui si allontanava sempre di più e io continuavo a chiedergli il perché, ma la risposta era:" non lo so", oppure "non c'è niente che non va, io sono normale".
    Gli ho chiesto se fosse per qualcosa che ho fatto ma ha detto di no. Dopo due anni di relazione in cui pure lui mi diede tutto non riesco a capire. Sto troppo male, e non tanto perché è finita(cioè si ovviamente) ma i sensi di colpa mi logorano dentro,la paura che sia finita così perché non gli ho dimostrato abbastanza mi blocca il respiro e non so più che fare.
    La prego mi dia qualche consiglio, ho bisogno di andare avanti per stare meglio.

  • #107

    Annalisa (giovedì, 21 giugno 2018 22:55)

    Cara Daya, capisco come ti puoi sentire ma ti invito a riflettere su una cosa molto importante: non possiamo indurre l'amore nell'altro. Per quanto possiamo sforzarci, non possiamo forzare un sentimento nell'altro se il sentimento non c'è o non c'è più. Forse questo ragazzo non ha le idee chiare o forse ha capito che non è più innamorato. In ogni caso, ha fatto la sua scelta per quanto dolorosa sia. I sensi di colpa ci fanno rimanere agganciati ad un passato che non può essere modificato: la cosa più saggia che possiamo fare è imparare dagli errori che abbiamo commesso, evitando di commetterli ancora.

  • #108

    Rossana Baroncini (mercoledì, 01 agosto 2018 19:17)

    Dopo una convivenza di 5 anni per una mia arrabbiature stupIda me nè sono andata da cadatto, sempre rabbiosa doro 30 giorni mi ha detto che era stsno e ora sta con un altra, ora dopo aver fatto io mea culupa ma senza ottenere nulla, lun sta con un altra, però continua a mandarmi messaggi sul nostro pastato, dicendo che lo ricordetà con amore e che è contento sia cambiata ma niente, non mi da una seconda possibilità e sta sempre con lei, ha una posizione importante di lavoro e credo voglia mantenere un buon rapporto per non passare da "stronzo"ma io sto morendo dentro aiutatemi, perché lo fa?

  • #109

    Joseph (sabato, 01 settembre 2018 15:38)

    Gentile Dottoressa,
    Mi chiamo Joseph e ho 41 anni e da sempre vivo con il senso di colpa verso gli altri, un senso di colpa per non ottemperare alle richieste altrui e più volte sono venuto meno ai miei impegni e programmi quotidiani per seguire gli altri.
    In questo periodo, per esempio, vivo all'estero e divido appartamento con una mia amica, lei ama andare in spiaggia per tutta la giornata nel week end mentre io molto meno e soprattutto ho io altri impegni di lavoro essendo libero professionista, pertnato non vado quasi mai in spiaggia con lei ma poi sento un senso di colpa per non farle compagnia.
    Devo aggiungere che non c'è molta sintonia tra noi sia negli argomenti che come stile di vita e questo ha un suo peso sulla mia voglia di andare al mare, facciamo passeggiate, ceniamo insieme ma rimane un tempo più limitato.

    Altre volte quando accondiscendo alle richieste altrui, pur avendo altri programmi o voglia di fare altro, lo faccio perchè mi sembra "di offendere" a dire di no, come se avessi paura della reazione altrui ad un mio rifiuto.
    Forse il mio dire "si" mi rende inconsciamente più sicuro, non mi crea quello stato di ansia che si sviluppa dopo che ho detto "no, non vengo o non posso".
    Quando dico si e accondiscendo alla volontà altrui subentra un senso di rabbia nei confronti di me stesso perchè non sono riuscito a rispettare le mie scelte, il mio volere.
    Dottoressa, vivo male questo senso di colpa che mi porta ad avere un blocco e rimugino sulla situazione quale che sia la mia risposta.
    Come posso lavorare su questo espetto?
    La ringrazio

  • #110

    Daniel (domenica, 23 settembre 2018 23:08)

    Gentile dottoressa ,
    Mi chiamo Daniel ,ho 41 anni e credo di avere seri problemi mentali.Non so se questo è il blog adatto,comunque provo a spiegare in maniera chiara la mia situazione,premetto che all’origine di tutto c’è un insicurezza e un ansia che mi accompagna da molto tempo,anche se ho cercato di combattere ciò lavorando ,dicevo magari un indipendenza economica mi potrà aiutare essendo cresciuto in una famiglia abbastanza rigida.superficialmente pensavo di sì ,ma quando la storia con la persona che amavo e’ finita mi e’ Crollato il mondo addosso.Allora vuoi perché avevo un mutuo sulle spalle ,vuoi perché avevo 32 anni pensavo di riuscire a dimenticarla ,cosa mai avvenuta peraltro,e mi butto a lavorare come libero professionista con scarsissimi risultati professionali anche se attualmente lavoro.Sono diventato una persona Arrogante e falsa ,quasi il buffone di turno anche sul lavoro e mi creda e’ straziante .vorrei trovare la forza di voltare pagina.Non ho amici al di fuori del lavoro ma essendo un trasfertista potra’ immaginare.Mi rendo conto che il mio caso è comune ,avevo bisogno di uno sfogo poiché ho paura di esplodere ,ho troppa rabbia repressa.le sarei grato se potesse rispondere .

  • #111

    annalisa (lunedì, 24 settembre 2018 13:56)

    gentile signor Daniel,
    mi scrive di provare un disagio molto forte nella sua vita, e di avere sviluppato comportamenti che non le piacciono. Il mio suggerimento in questo caso è di rivolgersi ad un professionista nella sua città, che possa aiutarla a gestire questo momento difficile e non soltanto a sfogarsi.

  • #112

    Anna (mercoledì, 03 ottobre 2018 14:24)

    Buongiorno,
    Sto vivendo con il senso di colpa di aver detto troppo quando potevo Tenere benissimo la bocca chiusa. Non so perché ma ho raccontato un momento difficile della mia vita famigliare (mia suocera è molto malata) alle maestre (nuove conosciute da una settimana) dell'asilo dei miei figli. Non so perché l'ho fatto e appena la conversazione è finita mi sono pentita. Non avrei dovuto parlare. Non sono affari loro e mi sembra di mancare di rispetto a mio marito. Mi dispiace molto di aver detto una cosa privata a sconosciute.

  • #113

    Gemma (mercoledì, 03 aprile 2019 14:42)

    Ho un senso di colpa probabilmente inculcatomi da bambina dai miei genitori,in pratica dovrei affrontare un viaggio scolastico e a casa di vadu disguidi mia sorella ha deciso di partire con me.
    Dovete sapere che mia sorella pur essendo quasi maggiorenne è come una bambina...viziata...ed io volevo viaggiare da sola per riposarmi un po’ e per stare in compagnia dei miei amici,ma ora che c’è lei dovrò stare sempre allerta a ciò che fa perché per me è come una responsabilità. I miei genitori non hanno pensato a me e a questi miei pensieri...insomma sto male perché non voglio mia sorella. Cosa dovrei fare?

  • #114

    Annalisa (lunedì, 08 aprile 2019 15:01)

    Cara Gemma, non mi dici quanti anni hai e saperlo mi aiuterebbe a capire meglio la tua situazione. In base a ciò che mi scrivi mi sembra di capire che in casa tua non ci sia molto dialogo. Sentirti in colpa non servbirà a cambiare le cose; parlare gentilmente e sinceramente con tua sorell, dicendo la verità e facendo presenti i tuoi desideri, forse servirà a stabilire un rapporto basato sul dialogo e sul diritto di esporre il proprio pensiero. In bocca al lupo.

  • #115

    ALESSIO (giovedì, 02 maggio 2019 19:17)

    B.SERA DOTTORESSA SONO UN RAGAZZO DI 34 ANNI SPOSATO CON UN FIGLIO DI 3 ANNI E MEZZO E UN ALTRO BIMBO IN ARRIVO SONO DEPRESSO E SONO CONSAPEVOLE CHE STO FACENDO SOFFRIRE TUTTI PURE SE CON LA MENTE DICO BASTA SONO FORTE NON RIESCO A RIALZARMI . P.S IL PROBLEMA CHE APPENA MI ANGOSCIO AL TAL PUNTO DI PIANGERE TORNO DAI MIEI GENITORI LASCIANDO A CASA LORO DA SOLI PURE PER GIORNI

  • #116

    FEDERICA (martedì, 25 giugno 2019 17:25)

    SALVE D.SSA,
    SPERO POSSA DARMI QLC CONSIGLIO.
    CERCHERò DI ESSERE SINTETICA MA DI SPIEGARE AL MEGLIO LA MIA SITUAZIONE.
    CON MIO PADRE HO SEMPRE AVUTO UN RAPPORTO TRAVAGLIATO..MIO PADRE HA UN CARATTERE DA PADRE PADRONE, HA UN MODO TUTTO SUO DI DIMOSTRARE AFFETTO, PIU CON LE COSE MATERIALI . IN 39 ANNI NON MI SONO MAI SENTITA DIRE BRAVA, O HAI FATTO BENE, O APPREZZATO QUALSIASI SFORZO POSSA AVER FATTO PER AVERE LA SUA APPROVAZIONE.
    HO PROVATO A SEGUIRE LA SUA STRADA PIU VOLTE, A PRENDERMI CARICO DEI SUOI LAVORI MA E' SEMPRE FINITA MALE, MI RITROVAVO DEPRESSA,FERITA, CON L'AUTOSTIMA SOTTO I PIEDI E A RIPARTIRE DA ZERO CON LE MIE FORZE E USCIRNE NON E' MAI STATO FACILE.
    ORA A DISTANZA DI 9 ANNI ..LUI NE HA 72...A NOVEMBRE ABBIAMO INIZIATO A RISENTIRCI...IO HO UN COMPAGNO DA 2 ANNI..E' RIUSCITO A CONVICERE ENTRAMBI O MEGLIO IO SONO STATA CONVINTA DAL MIO COMPAGNO A LASCIARE ENTRAMBI IL LAVORO CHE AVEVAMO A TEMPO INDETERMINATO E A SCONVOLGERE I NOSTRI RITMI PER SEGUIRE LUI
    MA STA ANDANDO DI NUOVO MALISSIMO.
    LA DIFFERENZA è CHE MI HA INTESTATO UNA SOCIETA' HA INVESTITO DEI SOLDI PER RIFARE DEI LAVORI MA I SUOI ATTEGGIAMENTI SONO SEMPRE MOLTO DURI. HO PROVATO A PARLARNE MA DIFFICILE CAMBIARE UNA PERSONA A 72 ANNI,PERSONA CHE NELLA SUA VITA NON RIESCE A MANTENERE NESSUN RAPPORTO INTERPERSONALE DI AMICIZIA VERA.
    ORA MI RITROVO AD AVERE STRESS DA PARTE DI MIO PADRE MA ANCHE DA PARTE DEL MIO RAGAZZO CHE DA UN LATO MI SOSTIENE MA DALL'ALTRO SPESSO SFOGA LA SUA RABBIA E FRUSTRAZIONE SU DI ME.
    VORREI TORNARE INDIETRO MA PROVO DEI GRAN SENSI DI COLPA.
    DA UN LATO VEDO LA MIA SALVEZZA NEL RIACQUISTARE LA MIA AUTONOMIA ANCHE SE DA DIPENDENTE IN QUALCHE AZIENDA...DALL'ALTRA PROVO UN GRAN SENSO DI RESPONSABILITA' PERCHE' LO VEDO ANZIANO E STANCO E PERCHè SO CHE NEL SUO MODO CONTORTO DI COMPORTARSI VUOLE IL MASSIMO PER ME....MA NON HA UN LIMITE...NON RIESCE A CAPIRE CHE HO UNA MIA VITA, UNA MIA TESTA...MI DISPIACE PERCHE' SO DI FARGLI DEL MALE ANCHE SE LUI ME NE HA FATTO TANTO E NE HO PAGATE LE CONSEGUENZE SULLA VITA KE HO AVUTO.
    SONO UNA PERSONA CHE FACCIO MOLTA FATICA A FAR DEL MALE A UNA PERSONA...QUINDI TRA LE DUE SACRIFICO ME PER VEDERE UNA PERSONA FELICE...MA SO CHE E ' GIUSTA ANCHE PENSARE A SE STESSI A VOLTE PERCHE' E' ANCHE LA MIA DI VITA